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Curatrice educativa (psicologa), incontrata 3 volte dal padre in 11 mesi: fatturato 11'168.35 frs!

A seguito della richiesta del padre di avere una persona che lo coadiuvasse nel poter mantenere le proprie relazioni personali coi 3 figli, osteggiate dalla madre e da ciò limitate al minimo previsto nonostante i figli auspicassero maggiori contatti con il padre, il Pretore della Pretura di Mendrisio Sud ha proposto la psicologa XY che lavorava a tempo parziale e che quindi avrebbe potuto prendere il mandato. Il padre, facendo fiducia al Pretore, e, a conoscenza del costo di 40.- frs l'ora per il compito di una curatela educativa, ha accettato la persona proposta dal Pretore. È stata dunque nominata la psicologa XY dalla CTR 1 di Chiasso quale curatrice educativa.

Ella ha iniziato a svolgere attività di curatrice educativa dei 3 figli da ottobre 2003. Dopo alcuni mesi, non essendo soddisfatto di quanto svolto dalla curatrice educativa, la quale, a suo avviso, parteggiava per la madre, in febbraio 2004 scriveva alla curatrice e a varie autorità coinvolte tra cui la CTR 1 e la Pretura, che era necessario intervenire sulla madre (descrivendone i comportamenti inadeguati e principali fonti dei conflitti in essere) e non sui figli, al fine di risolvere le cause e non di occuparsi unicamente dei sintomi.

Successivamente, in agosto, il padre, con uno scritto di circa 30 pagine in cui contestava in dettaglio l'operato della curatrice e in cui poneva diversi quesiti alla CTR 1, ha chiesto alla CTR 1 che la curatrice venisse sostituita in quanto ritenuta non idonea.

A fine settembre 2004, la curatrice ha rimesso il suo mandato, in quanto la di lei presunta non collaborazione del padre le impediva di svolgere il suo mandato di tutela dei 3 figli.

Il padre, durante i mesi del mandato, ha incontrato la curatrice 3 volte. Inolre, le volte che ha parlato con la curatrice per contestare quanto da lei messo in atto, la psicologa ha fatturato il tempo della telefonata alla tariffa di 100 frs l'ora.

Solo in maggio 2005, il padre è venuto a conoscenza della fattura emessa dalla curatrice (lic. psi.) per un importo di frs 11'168.35, per la sua attività svolta da ottobre 2003 a settembre 2004. Nel contempo, è emerso che la CTR 1 aveva pattuito con la curatrice un onorario di 100.- frs l'ora (sotto il quale ella non avrebbe accettato il mandato), senza però mai avvisare il padre a riguardo.

Appena venutone a conoscenza il padre (che privo di mezzi economici è stato aiutato gratuitamente da una persona che svolgeva attività di giornalista) ha ricorso contro l'importo e contro l'operato della curatrice, alle varie istanze preposte: prima alla CTR 1, poi alla AVT e infine al Tribunale d'Appello.

La curatrice psicologa, nelle sue osservazioni alle varie istanze di ricorso, ha sempre asserito di poter fatturare fino a 220 frs l'ora come consigliato dalla Federazione svizzera degli psicologi, e che si è limitata a soli 100 frs l'ora, importo inferiore di oltre il 50 % di quanto poteva pretendere.

Sia la CTR 1 (avv Provini Ulderico) che la AVT (avv Paglia Alessia) hanno accettato senza battere ciglio, né effettuare verifiche, quanto asserito dalla curatrice psicologa, ritenendolo veritiero. Invece il Tribunale d'Appello, giustamente, ha confermato quanto il padre andava a dire da mesi, inutilmente alle istanze precedenti, ossia che la tariffa applicata nel ramo di attività non era di 220 frs l'ora bensì molto meno: la tariffa è stata definita dai Giudici in circa 137.- frs l'ora (tariffario Tarmed) per la psicoterapia delegata in ambulatorio medico. Si precisa che, essendo la curatrice educativa solo "psicologa", ossia non ulteriormente formata come psicoterapeuta, i Giudici del Tribunale d'Appello avrebbero dovuto di conseguenza attribuirle ancora meno di 137 fr l'ora... 

Ciononostante, sentenzia il Tribunale d'appello (che riduce comunque l'importo a 10'868.35 frs), era il padre che nei 10 giorni dalla nomina della curatrice avrebbe dovuto interessarsi di sapere a quanto sarebbe ammontata la tariffa oraria!

Link per la Sentenza della prima Camera civile del Tribunale d'Appello di Lugano   

Il padre, non potendo ricorrere al Tribunale federale essendo il valore in lite inferiore a 30'000 frs, ha dovuto rassegnarsi e sottomettersi a quest'ultima decisione. 

Non avendo i genitori i mezzi per pagare ognuno la metà dell'importo, i 10'868.35 frs sono stati interamente versati alla cuatrice-psicologa dal comune di domicilio dei due genitori (ossia dai cittadini che pagano le tasse comunali).

Nel frattempo, la CTR 1 (avv Provini), nonostante diversi solleciti scritti inoltrati dal padre, da oltre 4 anni, non ne vuole sapere di rispondere alle contestazioni avanzate e dimostrate dal genitore nel suo lungo e dettagliato scritto dell'agosto 2004!

Nel corso del 2008, il padre ha inoltrato un esposto alla Commissione di viglianza sanitaria cantonale a riguardo dell'operato della curatrice psicologa. 

A titolo informativo, aggiungiamo che

- la curatrice psicologa è sposata con uno psicologo che opera in un Servizio Medico Psicologico cantonale (SMP);

- nonostante i problemi non indifferenti riscontrati nel caso qui esposto, lo stesso Pretore di Mendrisio Sud nel corso del 2005 ha proposto nuovamente la stessa psicologa per compiti di consulenza peritale ad una coppia già divorziata da anni con presunta (poi dimostrata da un'altra perizia giudiziaria di un'altra psicologa) alienazione parentale della madre sul figlio contro il padre. In questa occasione la psicologa ha preteso un onorario di 120.- frs l'ora per un mandato quale perito (e quindi non solo come curatrice educativa, mansione per cui, diceva, con un onorario di 100 frs l'ora si era limitata a meno del 50 % di quanto poteva fatturare...).

Gianfranco Scardamaglia è una figura attiva nel dibattito politico del Canton Ticino e coordinatore del Movimento Papageno, impegnato nei diritti dei genitori separati e dei figli. È Consigliere Comunale a Losone e interviene regolarmente su temi di giustizia e politiche familiari.

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