Da: Mattino, 19.2.12 pag 4
il mio angolo di Giorgio Salvadè
Papageni, perché fare del male alla famiglia?
Scatto
su una nuova provocazione del movimento papageno apparsa su 10 minuti
del 15.02: “NON sposatevi mai!!” NO, qui non ci sto. Ho tentato di
avviare un dibattito civile su come si possa, pur partendo da un
fallimento famigliare, fare un’esperienza positiva ma qui si vuole
veramente distruggere e allora non ci sto.
Ma cosa desidera il cuore dell’uomo? Tristezza e dolore? Non inculcateci questa
vostra insinuazione.
Usiamo il termine “deportati” per i figli che imparano a sciare in Svizzera tedesca all’insaputa del padre? Ma per piacere!
Una possibile, giustificata domanda viene posta: Ma in che modo i
genitori possono aiutare i figli a metabolizzare, accettare, e vivere il
più serenamente possibile la loro separazione? La risposta stronca: Non
sposatevi mai.Pensate proprio così? Poveri figli! Rubo una frase alla
canzone presentata a S. Remo da Arisa
che sembra
pennellata: Vincitori né vinti, si esce sconfitti a metà.
(NON c’è vincitore in un divorzio). La vita può abbandonarci, ma l’amore
continuerà?
Certo che è difficile vivere nella nostra mentalità
attuale. Samuele Bersani ci ha cantato: ci vuole molto coraggio a
rotolare
giù in un contesto vigliacco che non si muove più e cantare
la calma del sole (che anche domani risplenderà nel cielo) per non
sentirsi un pallone perso.
Da che parte state? Dei palloni persi?
Una famiglia distrutta da dove può ripartire?
Sia voi che io (Mattino
del 05.02.2012, pag. 7) siamo stati provocatori:
si potrebbe
ripartire da una mediazione
ben costruita. Continuiamo su questa
strada possibile e costruttiva. Io ci sto. Opereremo per una cultura più
positiva
cha a lungo termine gioverà al nostro
paese.