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Da: www.blick.ch 29.2.12 (link all'associazione Donna2:  www.donna2.ch)

Marianne Hämmerle (55) aus Villigen AG «Manchmal hatte ich ein schlechtes Gewissen»

«Wir sind nicht bereit, uns fertigmachen zu lassen», sagt Marianne Hämmerle (55). Wir – das sind die Zweitfrauen in der Schweiz. «Wir sind auch jemand, selbst wenn man nur die zweite Frau ist.»

  • Aktualisiert am 29.02.2012
 

Da: www.blick.ch 28.02.12 (link al Blick) (link all'associazione Donna2:  www.donna2.ch)

Antonella Caccioppoli (50) aus Lugano TI «Ich bin wütend auf die Männer. Sie wehren sich nicht genug»

Männer, die von ihren Ex-Frauen finanziell ausgepresst werden, sind Schwächlinge, findet Antonella aus dem Tessin.

  • Von Nadine Chaignat
 

Da: www.lesquotidiennes.com Un regard audacieux des femmes sur l'actualité

En Suisse où plus d’un mariage sur deux se solde par un divorce, les secondes épouses, toujours plus nombreuses, dénoncent les inégalités de traitement et les « discriminations » dont elles et leurs enfants font parfois l’objet

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© DR

Da: www.blick.ch 27.2.12 (link al Blick lasciate i vostri commenti e votate il sondaggio)   (link all'associazione Donna2:  www.donna2.ch)

Katherin Säuberli (42) aus Stabio TI «Ich bin die Zweitfrau. Seit 6 Jahren kämpft mein Mann um die Scheidung»

Es ist ein Problem für viele Tausend Frauen in der Schweiz: Wie Katherin Säuberli (42), die in ihrer Not sogar Bundesrätin Sommaruga eingeschaltet hat.

  • Von Antonia Sell
  

Da: Mattino, 19.2.12 pag 4

il mio angolo di Giorgio Salvadè

Papageni, perché fare del male alla famiglia?


Scatto su una nuova provocazione del movimento papageno apparsa su 10 mi­nuti del 15.02: “NON sposatevi mai!!” NO, qui non ci sto. Ho tentato di avviare un dibattito civile su come si possa, pur partendo da un fallimento famigliare, fare un’esperienza positiva ma qui si vuole veramente distruggere e allora non ci sto.

Ma cosa desidera il cuore dell’uomo? Tristezza e dolore? Non inculcateci que­sta vostra insinuazione.

Usiamo il termine “deportati” per i figli che imparano a sciare in Svizzera tedesca all’insaputa del padre? Ma per piacere!

Una possibile, giustificata domanda viene posta: Ma in che modo i genitori possono aiutare i figli a metabolizzare, accettare, e vivere il più serenamente possibile la loro separazione? La risposta stronca: Non sposatevi mai.Pensate proprio così? Poveri figli! Rubo una frase alla canzone
presentata a S. Remo da Arisa che sem­bra pennellata: Vincitori né vinti, si esce sconfitti a metà. (NON c’è vincitore in un divorzio). La vita può abbandonarci, ma l’amore continuerà?

Certo che è difficile vivere nella nostra mentalità attuale. Samuele Bersani ci ha cantato: ci vuole molto coraggio a roto­lare giù in un contesto vigliacco che non si muove più e cantare la calma del sole (che anche domani risplenderà nel cielo) per non sentirsi un pallone perso.

Da che parte state? Dei palloni persi?

Una famiglia distrutta da dove può ripar­tire? Sia voi che io (Mattino del 05.02.2012, pag. 7) siamo stati provoca­tori: si potrebbe ripartire da una media­zione ben costruita. Continuiamo su questa strada possibile e costruttiva. Io ci sto. Opereremo per una cultura più po­sitiva cha a lungo termine gioverà al no­stro paese.





 

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Movimento Papageno examines the legal and social impact of separation and divorce, with particular attention to the well-being of minors and shared parental responsibility.

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