UDINE - Il giallo si svolge tra Vienna e Udine. Protagonista una giovane spagnola che gestisce da un lustro una gelateria nel quartiere viennese di Meidling. Goidsargi Estibaliz Carranza Zabala ha 32 anni, è di origini basche, poliglotta. A Vienna l'hanno soprannominata "la Baronessa del gelato".
La donna è stata arrestata ieri a Udine. E' accusata di avere ucciso nel 2008 e fatto a pezzi con una sega elettrica suo marito, Holger H., di Berlino, e nel novembre scorso, il suo compagno Manfred H., austriaco di 48 anni. I corpi dei due uomini sono poi stati murati nello scantinato della sua gelateria "Schleckeria".
Il ritrovamento dei cadaveri - La vita della donna continua tranquilla. Conosce un nuovo compagno e due mesi fa resta incinta. Tutto liscio fino a lunedì, quando una perdita d'acqua durante la ristrutturazione dei locali di una parruccheria, porta alla vicina gelateria. Il proprietario del salone entra insieme agli operai nello scantinato da riparare. E mentre la donna, ignara di quel che succedeva di sotto, era nel suo negozio a distribuire gelati, gli operai e il proprietario del salone trovano dapprima due fucili Rifle con mirino telescopico e poi i freezer dov'erano conservati i sacchi di plastica con i cadaveri putrefatti.
La fuga in taxi - La "baronessa del gelato" viene a sapere da un cliente del macabro ritrovamento. Comincia a tremare ed esce dal negozio e se ne va. La donna raggiunge l'Italia con un taxi. Tra martedì e mercoledì alloggia in un albergo al confine con l'Austria. La polizia le dà la caccia. Lei rinuncia all'idea di volare via, di tornare in Spagna. Troppo rischioso. Il mandato di cattura internazionale spiccato dalla procura di Vienna ha mobilitato la polizia austriaca e l'allerta negli aeroporti austriaci le impedisce di rischiare il volo per Barcellona.
L'artista di strada chiama il 113 - Raggiunge l'Italia giovedì, dove conosce un artista di strada che le offre ospitalità fino a quando non viene riconosciuta. L'artista, infatti, chiama la polizia, insospettito del comportamento strano della donna, che gli parla di omicidi e di volontà suicide. Dopo aver consultato su internet i siti visitati dalla ragazza, portali austriaci che parlavano del caso, il sospetto di avere in casa la potenziale assassina lo spinge a chiamare il 113.
La donna in carcere a Trieste - La donna viene portata dapprima in ospedale a Udine per un malore, poi trasferita in carcere a Trieste, in attesa di comparire davanti alla Corte d'Appello, che dovrà decidere sulla richiesta di estradizione inviata dalle autorità austriache.
"Mi sono difesa" - Lei ha tentato di giustificare la carneficina dicendo di essersi difesa dalle continue violenze fisiche e psicologiche a cui sarebbe stata sottoposta dal marito e dal compagno. E pensare che gli amici di Manfred H., l'ex compagno austriaco 48enne, invece, giurano che fu lo stesso Manfred ad averle prestato 100mila euro per aprire la gelateria.