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Da: www.mattinonline.ch, 2.3.08

Assistenza sociale: ennesimo scandalo. Il Cantone dalla parte di chi abusa!!

Scritto da MDD

Un cittadino serbo in assistenza e sedicente invalido viene beccato sul fatto a lavorare in nero dai funzionari comunali! Ma il D$$ gli riattiva le prestazioni sociali! Vergogna!!

Uella, ma allora è vero che ci  facciamo proprio prendere per i fondelli da tutti gli approfittatori in arrivo dai 4 angoli del globo! Quanto di recente accaduto ha dell’incredibile e c’è da farsi rizzare i capelli in testa!!
C’è un cittadino serbo, residente a Lugano, in assistenza dall’aprile 2005 e con pendente una domanda di AI respinta; contro tale decisione, il signor Serbo ha fatto ricorso - e a questo punto ci piacerebbe anche sapere chi paga l’avvocato.
Fatto sta che il signor Serbo, in assistenza e sedicente invalido, ha ben presto attirato dei sospetti su di sé: si riteneva infatti che il figuro lavorasse in nero presso il garage del cugino, altro che invalido! Tanto più che il signore spingeva la propria “tolla” al punto da presentarsi agli sportelli dell’assistenza con le mani sporche di grasso da meccanico... Fatto sta che i servizi sociali di Lugano hanno pensato bene di esperire una serie di sopralluoghi, cogliendo sul fatto il signor Serbo, in assistenza e sedicente invalido, mentre lavorava in nero nel garage del cugino. I sospetti sono dunque stati confermati appieno! Il caso è stato segnalato dal Comune ai servizi cantonali e le indennità d’assistenza sono state sospese. Chiamato a giustificarsi, l’approfittatore ha cominciato ad arrampicarsi sui vetri, contraddicendosi vistosamente.
Finalmente un furbo che è stato scoperto con le mani nella marmellata, dirà qualcuno. Invece no! I fuchi del Cantone infatti non hanno ritenuto una prova sufficiente di abuso il fatto che il signor Serbo sia stato pescato a lavorare in nero dai servizi sociali della città di Lugano e – cosa da non credere – gli hanno riattivato le prestazioni sociali!! Uella bambela del Cantone, ma ci siete o ci fate?? E’ così che si combattono gli abusi?? Un approfittatore, in assistenza e sedicente invalido, ma guarda un po’ proveniente sempre dalla solita regione, viene colto sul fatto da dei funzionari comunali (mica dal Gigi di Viganello!) mentre lavora in nero, dimostrando così che ha truffato alla grande i soldi della gente, e voi manica di fuchi, mangiapane a ufo, gli riattivate le prestazioni sociali??? Ma chi credete di prendere per i fondelli?? Adesso vogliamo sapere chi ha preso la scellerata decisione, e pretendiamo l’apertura di un’inchiesta amministrativa!! Basta prendere il contribuente ticinese per i fondelli!! L’interrogazione al Consiglio di Stato è già pronta!!

 
 
 

Da: Corriere del Ticino, 21.02.2008, pagina 8

 

Offensiva contro il lavoro nero
Legislativa d’accordo: altri ispettori e strategie più coordinate


La sottocommissione lavoro ha dato luce verde alla legge d’applicazione per i lavoratori distaccati e a quella con­tro l’economia sommersa – L’organismo chiede anche che si vigili con particolare attenzione nell’albergheria


Per arginare l’insidioso feno­meno del lavoro nero – interno, o di importazione – il Ticino è sul binario giusto. È quanto emerge dal rapporto del socialista Wer­ner Carobbio firmato ieri dal­l’unanimità dei commissari del­la sottocommissione lavoro del­la Legislativa. L’organismo, in ge­nerale, riconosce «l’importanza di norme cantonali adeguate per controllare le condizioni dei lavo­ratori distaccati e per lottare con­tro il lavoro nero». La materia, co­me noto, è di competenza fede­rale, maspettaai Cantoniemana­re opportune strategie organizza­tive per i servizi di controllo e di intervento preventivo o di repres­sione del fenomeno.
Rafforzare gli strumenti

La sottocommissione condivide l’obiettivo della proposta del Go­verno di rafforzare ulteriormen­te gli strumenti di intervento e le modalità di sorveglianza del mer­cato del lavoro per evitare feno­meni di dumping salariale e di precariato sociale. In tal senso, si legge nel rapporto di Werner Ca­robbio, è condivisa la richiesta di aumento di tre ispettori in più. Anche dal profilo procedurale c’è condivisione «nell’integrare i di­sposti di due leggi federali diver­se ma al tempo stesso comple­mentari e nell’evitare dispersioni
di risorse contro il lavoro nero». L’obiettivo di agire in modo più incisivo contro gli abusi che grava­no sul fisco e sulle assicurazioni sociali di base, non è soltanto ab­bozzato. Nella nuova normativa che sarà sottoposta all’esame del Gran Consiglio nel prossimo me­se di marzo, il Governo – infatti – al capitolo delle sanzioni, intro­duce un paragrafo (articolo 8 cpv 2bis)che prevede che quelle cre­sciute in giudicato saranno rese pubbliche:«La pubblicazione sul Foglio ufficiale delle ditte sanzio­nate con l’esclusione dagli appal­ti pubblici e dagli aiuti statali – si legge – costituisce un importan­te deterrente contro la pratica del lavoro nero».
Repressione

Ma c’è dell’altro. La sottocommis­sione propone anche una modi­fica della terminologia, ovvero di sostituire il termine «lottare» con «reprimere» il lavoro nero. È un distinguo importante e che la di­ce lunga sulla determinazione delle istituzioni. Altre proposte specifiche riguardano l’invito al Consiglio di Stato di verificare pe­riodicamente almeno una volta all’anno l’opportunità di aumen­tare il personale preposto ai con­trolli (ispettori del lavoro)e di im­pegnare lo stesso Governo a rife­rire nell’ambito dei rendiconti per
i consuntivi sui risultati dell’atti­vità di controllo delle condizioni dei lavoratori distaccati e delle misure di lotta al lavoro nero. In­somma, di tutto di più. Mantene­re la guardia alzata è d’obbligo, rimarca nel suo rapporto Carob­bio. In particolare, vista l’impor­tanza della lotta contro il dum­ping salariale e il precariato so­ciale la sottocommissione riba­disce di ritenere che «occorrerà valutare con regolarità annuale se il numero degli ispettori del la­voro sono sufficienti per un effica­ce controllo del mercato del la­voro ».Traisettoriespostiarischi, oggi, c’è anche quello dell’alber­gheria, nel cui ambito si auspica che gli organi cantonali previsti dalla nuova legge seguano da vi­cino la situazione.
Il lavoro nero, appare chiaro a tut­ti, è un fenomeno complesso, che per lo Stato si traduce in un dan­no finanziario enorme, peraltro difficilmente quantificabile. La sottocommissione lavoro della Legislativa, in sintonia con le indi­cazioni scaturite dalle diverse au­dizioni con gli organismi di con­trollo (le commissioni paritetiche,
l’ AIC e la Commissione triparti­ta) rimarca che la prevenzione de­ve restare lo strumento priorita­rio di ogni azione d’intervento. Laddove necessario, tuttavia, an­che grazie a un migliore coordi­namento di tutte le forze in cau­sa, si rende necessario «reprime­re il lavoro nero e gli abusi in am­bito salariale e sociale». Il rischio, come detto, è la pressione al ri­basso sui salari. Un mercato sel­vaggio, infatti, rappresenta una minaccia per l’economia stessa del Ticino e della Svizzera.
Andrea Colandrea




ECONOMIA SOMMERSA
Per riportarla alla luce del sole nei diversi settori serve l’ottimale coordinamen­to di tutte le forze in campo. La sottocommis­sione lavoro della Legislativa suggerisce l’aumento di tre controllori nonché verifiche incrociate e periodiche tra tutte le parti in causa.
(foto Keystone)

 

Da: La regione, 22.02.2008, pagina 3

 

Prestazioni sociali e abusi in Ticino, il Ppd chiede trasparenza sui controlli


Prestazioni sociali e abusi. Un tema sempre at­tuale che merita una precisa strategia. Lo chiede un’interrogazione di
Fabio Regazzi presentata a nome del Gruppo Ppd. « Quanto si sta facendo in alcuni cantoni - si legge nel testo - dimostra che il problema dell’abuso esiste e che anzi appartiene agli organi incaricati di erogare l’aiuto sociale di vegliare affinché le persone che possono legalmen­te prendere un aiuto finanziario ne beneficino realmente ». A questo proposito, si ricorda nell’in­terrogazione popolare democratica, la Conferen­za svizzera delle istituzioni dell’azione sociale ha pubblicato un vademecum che propone le moda­lità e gli strumenti per prevenire, appunto, ipote­tici abusi. Fatta la premessa, « quali strategie e
misure di controllo
» intende attuare il Dss per combattere le irregolarità nell’ambito delle pre­stazioni sociali? E in particolare, quanti dossier tratta un funzionario incaricato di vagliare le do­mande Ai e quelle per le prestazioni complemen­tari? Regazzi chiede inoltre al governo quali e quanti sono gli accertamenti effettuati di fronte a una nuova domanda e quali le verifiche svolte per i dossier già in corso. Più nel dettaglio, l’in­terrogazione sollecita una risposta anche sul nu­mero di casi d’abuso già accertati dall’introdu­zione della Laps, ovvero dal 1998. E fra questi, quanti hanno comportato una diminuzione della prestazione? Quanti i casi sospesi e quanti i rim­borsi richiesti?

Da: Il Corriere del Ticino, 20.02.2008, pagina 11

 

Giro di vite ai sussidi non dovuti
Più controlli dal Cantone, obblighi d’informazione rafforzati


Modificata la legge quadro cantonale che fissa nuovi pa­­letti: il Gran Consiglio ha deciso di rafforzare gli obblighi d’informazione dei beneficiari per evitare gli abusi


Il Consiglio di Stato è pronto a intensificare i controlli sull’ero­gazione di sussidi e, di conse­guenza, a dare un giro di vite con­tro eventuali abusi da parte di cit­tadini cui, questi, non spettano di diritto, fino a ottenere, se del caso, la restituzione degli aiuti stessi. Al contempo saranno raf­forzati gli obblighi d’informazio­ne da parte dei potenziali bene­ficiari, quale misura precauzio­nale per evitare l’erogazione di aiuti ingiustificati da parte dello Stato. Questo, in sintesi, quanto ha deciso il Gran consiglio acco­gliendo – con 64 voti favorevoli e un astenuto – la modifica della legge cantonale sui sussidi (nuo­vo articolo 8). Il Parlamento, in questo ambito, ha respinto – in linea con quando deciso dalla Commissione della gestione – al­la mozione presentata nel mag­gio di due anni fa dal socialista Raoul Ghisletta, che chiedeva lo svincolo del segreto bancario e fiscale per richiedenti-beneficia­ri di sussidi e finanziamenti sta­tali. In pratica si è deciso che gli attuali strumenti di controllo a disposizione dell’ Amministrazio­ne sono già sufficienti e che la so­pressione «ad personam» del se­greto bancario e fiscale davanti a precise richieste di sussidio, sa­rebbe una misura esagerata e dif­ficilmente applicabile. Durante il dibattito, Ignazio Bonoli, a no­me del gruppo PPD, ha difeso questa posizione mettento l’ac­cento proprio sull’esigenza di maggiori controlli. Lo stesso mo­zionante ha espresso soddisfa­zione per le ulteriori garanzie proposte dal Governo auspican­do «un’erogazione più mirata dei sussidi».
La direttrice del DFE
Laura Sa­dis, dal canto suo, ha sottolinea­to l’importanza di un’adeguata informazione da parte del citta­dino- beneficiario, rimarcando che il nuovo articolo della legge di riferimento prevede espressa­mente che «se il richiedente non fornisce collaborazione, il sussi­dio può essere negato». Un’esor­tazione alla cautela nell’eroga­zione di aiuti pubblici è poi giun­ta anche dal relatore Manuele Bertoli (PS), che ha chiesto «chiarezza» e che ha osservato pure come lo Stato sia spesso più solerte a erogare sussidi a enti e società che compiono attività in suo nome (vedi impianti di risa­lita) piuttosto che per il singoli cittadini.

 

 

Da: Il Corriere del Ticino, 16.02.2008, pagina 7

FLASH
ZURIGO

Truffa all’ AI, politico UDC lascia il partito


Mercoledì aveva rassegnato le dimissioni dalla sua carica di deputato al Gran consiglio zuri­ghese, Jürg Leuthold, nella bufe­ra dopo una condanna per truffa all’invalidità, ieri ha deciso di uscire dall’ UDC. Dal 1998 Leu­thold, che di professione è con­sulente indipendente in materia di salute, era considerato invali­do al 100% per problemi alla schiena. Era stato però colto a svolgere attività incompatibili con il suo asserito stato fisico.
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