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Da: www.tio.ch 12/07/2010 (link all'articolo)

SVIZZERA
Madre tenta di uccidere i figlioletti, ma poi si pente.

Dopo aver ingurgitato lei stessa un flacone di farmaci, la donna è stata vinta dal rimorso e ha allertato i soccorsi.

APPENZELLO - Dramma famigliare venerdì nel canton Appenzello, risoltosi fortunatamente senza vittime. Una madre, dopo aver somministrato ai due figli una massiccia dose di farmaci, ha ingurgitato un flacone di medicamenti. Subito dopo, assalita dai rimorsi, ha chiamato i soccorsi.

Da Appenzello, indica una nota odierna della polizia, sono giunti sul posto due elicotteri e un'ambulanza. Il pronto ricovero ha permesso di salvare la vita alla famigliola.

Stando alla procura, adesso stanno tutti abbastanza bene. All'ATS, il procuratore Herbert Brogli ha dichiarato che i tre hanno avuto fortuna. La dose di farmaci ingoiati poteva effettivamente ucciderli. La madre non è ancora stata sentita sulle ragioni del gesto. Contro di lei è in corso un'inchiesta penale.

Ats
Da: www.paternitaoggi.it del 20.07.2010 (link all'articolo)
Violenze in Famiglia: quando la vittima è l’uomo-padre

Scopo conoscitivo dell'indagine

La violenza familiare rappresenta un fenomeno ampio e complesso, difficile da analizzare. La sua conoscenza, tuttavia, è essenziale per lo sviluppo a livello istituzionale, delle politiche e dei servizi necessari per affrontarli.
La GESEF, nell’ambito della sua conoscenza, esperienza e potenzialità operative, ha realizzato un’indagine su questo tema che si pone come obiettivo prioritario la conoscenza del fenomeno della violenza domestica subita dagli uomini-padri ad opera delle loro partners, in tutte le sue diverse forme, in termini di prevalenza ed incidenza, di caratteristiche di coloro che ne sono coinvolti e delle conseguenze per la vittima.

dal MATTINO DI PADOVA 29 APRILE 2010
Ancora un suicidio di papà, 100 ogni anno in Italia.
Salvatore Collodoro, sessantenne, disoccupato, non ha retto.
Il figlio lo trova impiccato. Sul tavolo un biglietto.
«Non ce la faccio più. Senza lavoro, senza la mia famiglia.
Non voglio finire sulla strada».

Da: CdT 13.4.10 pag 4

Alla sbarra trentaduenne che uccise un neonato


Stando all'atto d'accusa la donna lo soppresse poco dopo la nascita e lo conservò poi in un congelatore - La procu­ra ha chiesto 14 mesi sospesi, la difesa l'assoluzione


 
Si è tenuto ieri a San Gallo il processo contro una 32.enne sviz­zera accusata di aver ucciso il suo bebè poco dopo averlo dato alla luce e di aver poi tenuto per me­si il cadavere nel congelatore.
La donna aveva partorito il bam­bino il 1. maggio 2008 nel gabi­netto del suo monolocale a San Gallo. Il cordone ombelicale era avvolto più volte intorno al collo del neonato. Tuttavia secondo l'accusa quest'ultimo sarebbe morto perché lo aveva infagotta­to in una maglietta, coprendone il viso. Quando la donna si rese conto del decesso mise il picco­lo in una borsa, che infilò nel va­no congelatore del frigorifero. La difesa invece nega qualsiasi vo­lontà di uccidere.
In quel periodo l'allora 30.enne faceva la pendolare tra San Gal­lo e il Canton Soletta. Dall'otto­bre 2008 non pagò più regolar­mente l'affitto né rispose alle let­tere del suo locatore. Il 6 marzo del 2009 questi sgombrò l'appar­tamento e trovò la borsa con den­tro il piccolo cadavere. La donna fu arrestata lo stesso giorno. Que­st'ultima, in lacrime, ha dichia­rato di non ricordarsi più preci­samente quanto successo e di non potersi immaginare di aver fatto una cosa così cattiva.
Per la procuratrice il neonato avrebbe potuto sopravvivere. L'imputata non voleva il figlio. Già nel 2004 aveva messo al mondo un bambino indesiderato che fu poi dato in adozione.

 

Bambini in prigionia di una madre-squillo.

http://www.youtube.com/user/ryzblue?feature=mhw5#p/u/0/4EoDZOPu_gI

CAGLIARI 2/4/2010 - Chiusi a chiave e per lungo tempo in una stanza buia, 3 e 4 anni, senza acqua e cibo, la stanza piena di escrementi. Li hanno trovati così i carabinieri, sporchi ed in condizioni sanitarie gravi. Arrestata la madre carceriera, dopo pedinamenti ed indagini. La donna aveva già scontato alcuni anni in carcere per aver ucciso il suo convivente ed aver occultato il suo cadavere. Attualmente la donna trascorreva le sue giornate a chattare, a collegarsi con Facebook e a mandare messaggi. Fissava "appuntamenti" in cambio di denaro. A vari clienti inviava sue foto non troppo vestita. Erano quelle le sue fonti di sostentamento. Ai carabinieri ha detto di essere una "pierre".

Ci hanno messo mezz'ora i carabinieri del nucleo investigativo di Cagliari a far uscire dalla stanza i bambini, sette anni in due. Vivevano segregati al buio nella loro camera da letto. Uscivano soltanto per il pranzo e, quando c'era, per la cena. Alle pareti, tante impronte di manine colorate: il colore era la «popò» che i bambini, ormai fuori tempo massimo, facevano ancora nel pannolino. Toglierselo e giocarci alla fine era l'unica cosa che potevano fare nelle lunghe giornate di solitudine. I bambini erano luridi. Avevano il ciuccio e il panno zuppo. Puzzavano. Le lenzuola di un colore indefinito, l'unico giocattolo, un pupazzo senza il quale il bambino non dormiva, era lercio. L'armadio vuoto. Alle pareti le impronte delle manine. La finestra era chiusa, solo una fessura lasciava entrare una lama di luce e un po' d'aria.

fonte quotidiano.net/nuovasardegna
http://lanuovasardegna.gelocal.it/dettaglio/cagliari-fratellini-segregati-al-buio:-arrestata-la-madre/1907254

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La domanda sorge spontanea. Perchè ad un padre incensurato, lavoratore e per bene si tolgono i figli così facilmente (ad esempio è praticamente automatico nelle separazioni, ma anche in altri contesti) mentre ad una madre, anche se prostituta, o disonesta, o addirittura omicida, non si tolgono mai? Perchè non si tutela paternità e maternità allo stesso modo? Perchè piuttosto che tutelare la materntà A TUTTI I COSTI si danneggiano deliberamente infanzia ed adolescenza? I diritti dei minori devono venire prima. Ma i giudici sembrano spesso ignorare questa semplici regole.

f.barzagli
http://www.paternita.info

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Movimento Papageno examines the legal and social impact of separation and divorce, with particular attention to the well-being of minors and shared parental responsibility.

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