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Da: CdT 11.1.11 pag 6

1971-2010 L'impronta del voto femminile


BERNA L'ottenimento nel 1971 del diritto di voto da parte delle donne non ha cambiato radicalmente il pae­saggio politico svizzero: esse votano infatti in gran parte come gli uomini. Alcune eccezioni degne di nota han­no però contrassegnato gli ultimi de­cenni. Lo rivela l'istituto «gfs.bern», dopo aver esaminato i 266 oggetti sot­toposti a scrutinio nazionale dal 1977 ai giorni nostri.
Basandosi sulle analisi VOX, alcuni ri­cercatori sono riusciti ad evidenziare almeno una decina di casi di questo tipo. I voti femminili sono stati per esempio decisivi nel 1985, al momen­to dell'adozione del nuovo diritto ma­trimoniale e successorio, che sanciva l'uguaglianza fra marito e moglie. Stes­so discorso più tardi, nel 1995, quan­do veniva accolta la norma antirazzi­sta. Le donne hanno pure contribui­to al successo, nel 1993, dell'iniziati­va delle Alpi e a quella del 1990 per
una moratoria di dici anni sulla co­struzione di centrali nucleari. Sono state decisive pure nel 2003, affossan­do la nuova legge sul mercato dell'elet­tricità. In generale le donne si espri­mono in maggioranza contro la discri­minazione, spiega il politologo Clau­de Longchamp di «gsf.bern», e sono più inclini a sostenere il servizio pub­blico e i temi di politica ambientale, aggiunge. Il loro appoggio alle que­stioni di politica economica è limita­to. Per temi legati all'aborto e alla ma­ternità, le donne sono più conserva­trici. Nel 1978 la depenalizzazione del­l'aborto è stata infatti bocciata mal­grado il «sì» degli uomini. Sullo stes­so oggetto, nel 2002, le donne hanno dato il loro assenso al 69%, quando gli uomini erano favorevoli nella misura del 76%. Stesso discorso per quanto riguarda il congedo maternità paga­to, accettato nel 2004 dal 52% delle donne, contro il 61% degli uomini.

 

Da: CdT 11.1.11 pag 10

MAGISTRATURA Scarso impegno in Pretura? Nessuna prova

«I dati raccolti smentiscono l'opinione secondo cui il pretore Marco Peverelli avrebbe, sin qui, dato prova di scarso im­pegno». Così il Consiglio della Magistra­tura in risposta a uno scambio di lettere scaturito da un'interrogazione del depu­tato leghista Silvano Bergonzoli sull'ope­rato della Sezione 2 della Pretura di Luga­no e del suo responsabile.

Da: La regione 15.1.11 pag 13
   
"la mattina del 23 dicembre due agenti della Polizia comunale e una traduttrice, « con pazienza e umanità », hanno consegnato ai genitori la raccomandata della Commissione tutoria regionale nella quale li s’informava che una valutazione delle proprie capacità genitoriali avrebbe avuto luogo da parte degli uffici competenti."
 

Da: La regione 11.1.11 pag 4

In Ticino un esercito di legali

Circa 720 gli iscritti nel registro cantonale degli avvocati. Il vicepresidente dell’Ordine: gli spazi si stanno chiudendo

A.MA.
Brenno Canevascini TI-PRESS
TI-PRESS Tra cause e codici

Al 31 dicembre 2010 erano 725. Continua a crescere in Ticino il numero degli avvocati che si iscrivono nel registro cantonale per poter patrocinare dinanzi ai tribunali civili e penali o davanti agli organi inquirenti, in altre parole per avere la possibilità di svolgere quelle attività soggette al cosiddetto monopolio. La progressione è costante: a fine 2003 gli iscritti erano 627, al 31 dicembre 2004 646, un anno dopo 663 e poi 691 (2006), 692 (2007), 697 (2008) e 711 (2009). Parlano chiaro i dati fornitici dal segretario della Camera per l’avvocatura e il notariato (Can) del Tribunale d’appello Claudio Isotta .

Nel nostro cantone insomma sta prendendo forma un esercito di legali. Poco più di venti gli ultimi, in ordine di tempo, ad aver conseguito il brevetto di avvocato: la cerimonia si è tenuta il mese scorso a Lugano. Nel frattempo, sul “Foglio ufficiale” di venerdì, la Can ha comunicato il termine (11 febbraio) entro il quale i praticanti intenzionati a sostenere nella sessione della prossima primavera “l’esame di capacità o l’esame di notariato” devono inoltrare la domanda di ammissione al test scritto e a quello orale. Non tutti coloro che ottengono la ‘patente’ di avvocato si iscrivono poi nell’apposito registro. Per farlo, ricorda Isotta, « occorre presentare una richiesta indicando un indirizzo professionale e producendo una dichiarazione che attesti la copertura assicurativa per la responsabilità civile. La decisione di iscrizione nel registro cantonale degli avvocati – prosegue il cancelliere del Tribunale d’appello – compete alla Can ». Chi non si iscrive rinuncia pertanto al “diritto di rappresentare e di assistere una parte davanti ai tribunali civili, penali e di applicazione della pena e davanti alle autorità inquirenti o di accusa”, come recita la vigente legge ticinese sull’avvocatura. C’è allora chi per esempio passa alle dipendenze di una banca, di un’assicurazione oppure dello Stato, chi si dedica alla consulenza in ambito giuridico o chi si occupa di cause amministrative (nel diritto pubblico non c’è il monopolio).

Fatto sta che sono oltre settecento i legali ticinesi attualmente iscritti nel registro degli avvocati. C’è lavoro per tutti? « Dopo Ginevra e Zurigo, il nostro è il cantone col numero più elevato di avvocati – rileva anzitutto il vicepresidente dell’Ordine ticinese degli avvocati Brenno Canevascini –. Ed è un numero assai consistente per rapporto a quello degli abitanti . Peraltro ci riferiamo unicamente agli avvocati iscritti nel registro, benché siano la maggioranza (pochi quelli che esercitano al di fuori delle attività di monopolio non avendo i requisiti per essere iscritti nel registro). C’è lavoro per tutti? Diciamo che gli spazi si stanno chiudendo. I segnali non mancano: talora si assiste a una corsa al cliente che può sollevare qualche interrogativo, ci sono inoltre avvocati poco inclini a transare una causa dato che vogliono trattarla dall’inizio alla fine e così incassare il più possibile. Comportamenti che anche se non violano le norme deontologiche – tant’è che negli ultimi anni l’Ordine non ha inflitto sanzioni in questo senso – suscitano, ripeto, qualche interrogativo ». E che soprattutto, continua il vicepresidente dell’Ordine, « sono da ricondurre a una situazione che vede la coperta farsi sempre più corta ».

Quella di Lugano, dice Canevascini, « è diventata una piazza difficile per i giovani nuovi avvocati. Una piazza dove ci si occupa perlopiù di diritto bancario e commerciale e dove gli studi legali sono già molti ». Meno difficile, sempre a detta del vicepresidente dell’Ordine, la situazione « nel Locarnese e nel Bellinzonese: la clientela è diversa da quella che si affida agli studi presenti nel Sottoceneri, segnatamente nel Luganese ». L’attività legale nel Sopra « è oltretutto meno soggetta agli umori dell’economia ».

In generale però, osserva Canevascini, « il lavoro non aumenta nelle stesse proporzioni in cui cresce il numero di avvocati e ciò è un dato di fatto: il territorio è quello che è e, se ci limitiamo al settore penale, non c’è per il momento un boom della criminalità che può giustificare un alto numero di penalisti ». Pertanto « l’avvocato che già oggi opera qualitativamente bene continuerà a lavorare. Una regola che del resto vale per tutti quei settori professionali nei quali la concorrenza è marcata ».

La nuova legge ancora in commissione

Licenziato lo scorso ottobre dal Consiglio di Stato, il progetto di nuova legge cantonale sull’avvocatura è ancora sotto la lente della commissione parlamentare della Legislazione. Quale relatore è stato designato il deputato leghista Angelo Paparelli. « Mi auguro che questa riforma possa entrare in vigore nel corso dell’anno », dice il vicepresidente dell’Ordine cantonale degli avvocati Brenno Canevascini.

Una riforma alla cui messa a punto l’Ordine ha dato « un importante contributo ». La novità saliente della nuova normativa è il venir meno dell’affiliazione coattiva, ovvero obbligatoria, all’Ordine. « Per patrocinare davanti ai tribunali penali e civili i legali non saranno più tenuti a far parte dell’Ordine, basterà essere iscritti nel registro cantonale degli avvocati », spiega Canevascini. « Sono comunque dell’idea che la stragrande maggioranza continuerà a iscriversi all’Ordine, che, ricordo, resterà una corporazione di diritto pubblico – aggiunge il vicepresidente –. D’altronde è l’unica strada, quella dell’iscrizione all’Ordine, per essere affiliati anche alla Federazione svizzera degli avvocati, con i vantaggi che questo comporta. L’iscrizione all’Ordine dà e darà inoltre al cliente determinate garanzie circa il corretto operato dell’avvocato, che rimarrà sottoposto a un controllo di natura disciplinare ».

 

 

Da: CdT 8.1.11 pag 7

INTERROGAZIONE DI POGGI

Audizioni di minori in caso di divorzio

«Quanti i casi e quali sono i costi per le audizioni protette dei minori nei casi di separazione o divorzio, dal­l'entrata in vigore della nuova legge sul divorzio a oggi? Perizie, rapporti e valutazione delle capacità genito­riali nei procedimenti di separazio­ne e di divorzi: quanto sono costate alle casse dello Stato dall'inizio della nuova legge sul divorzio entrata in vi­gore il 1. gennaio 2000?» Sono alcu­ne delle domande che il deputato le­ghista Donatello Poggi sottopone con un'interrogazione al Consiglio di Sta­to. Poggi chiede tra l'altro «se è vero che le autorità tutorie (CTR e AVT) pretendono delle valutazioni sulle ca­pacità dei genitori ogni qualvolta es­si richiedono di comune accordo l'au­torità parentale sui figli». 

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Movimento Papageno examines the legal and social impact of separation and divorce, with particular attention to the well-being of minors and shared parental responsibility.

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