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Da: Mattino della domenica, 14.11.10 pag 1 e 2

L’avv. Censi messo K.O. in Pretura. Siamo costernati!!

L'avv Censi avrebbe provocato più volte la controparte dicendo: “Lei non è un buon padre!”. Ad un certo punto, sempre secondo il nostro amico pennuto, all’ennesimo “lei non è un buon padre” il diretto interessato ha perso le staffe, e ha preso l'avv Censi a cazzotti, gonfiandogli la faccia come una zampogna!!


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Nelle separazioni e nei divorzi, l'unica legge vigente è quella secondo la quale la madre è favorita, i figli sono una sua proprietà esclusiva, il ruolo educativo spetta a lei mentre il padre deve limitarsi al reperimento di risorse. Il resto è ipocrisia. Evitiamo di creare illusioni, e tanti saluti alla bigenitioralità.

Qualsiasi legale sa perfettamente che ricevendo a studio una donna separanda sa di aver vinto prima ancora di entrare in tribunale, l'unica variabile da definire è "quanto" riesca a farla vincere. Difendendo un padre invece può solo cercare di limitare i danni.

Chi finge di non conoscere questa realtà scomoda, impopolare e politically very incorrect, non può essere che in malafede.

. Il sistema sociogiudiziario (giudici, consulenti, assistenti sociali) che gestisce le separazioni agisce su due livelli, secondo modalità definite da alcuni autori "schizofrenizzanti".

Al primo livello impone ciò che condanna al secondo.

Un genitore che, da sposato, vuole occuparsi dei figli un pomeriggio a settimana e due domeniche al mese, due settimane d'estate e 5 giorni a Natale viene considerato dal sistema un genitore assente, abbandonico, inadeguato.

Il verdetto? Incapacità genitoriale.

Un genitore che, da separato, rifiuta di occuparsi dei figli solo un pomeriggio a settimana e due domeniche al mese, due settimane d'estate e 5 giorni a Natale, viene considerato dal sistema un soggetto che non sa accettare il dispositivo giuridico, quindi conflittuale ed inadeguato.

Il verdetto? Incapacità genitoriale.

Da: CdT, 8.11.10 pag 40

IL CAPPELLO A SONAGLI EROS COSTANTINI
LA VITA È BREVE, TRADIR CONVIENE?
 

Parità quasi raggiunta in fatto di tradimenti o di corna se preferi­te. Lo afferma nientemeno che uno studio dell'Università di Ber­na: il 46% degli uomini sposati o in coppia non sanno assolutamente sottrarsi dal cer­care altrove, fosse solo per una scappatel­la; le donne seguono quasi a ruota con il 42% di tradimenti. Nella maggioranza dei casi i partner non sapranno mai di quella infedeltà: pertanto si può anche presume­re che la fedeltà è quando non ti scoprono. A stimolare ancor più questi incontri rav­vicinati sleali, tradimenti, avventure o sem­plici curiosità, ci si è messa anche la Ashley Madison, società americano-canadese che si definisce «Social network per chi vuol tra­dire». Nella Svizzera tedesca suscitano po­lemiche in vari ambienti i suoi spot pub­blicitari il cui slogan è «Live is short, have an affair», suppergiù come dire «la vita è corta, offriti un'amante». Invito rivolto sia a lui che a lei. Non si parla mai di adulte­rio, parola considerata ormai desueta. Gli iscritti al sito, tassativamente maggiorenni e in genere con un rapporto di coppia, so­no almeno sette milioni, così la varietà dei ricercatori di sensazioni nuove offre la pos­sibilità di trovare qualsiasi genere di rela­zione. L'idea base della Ashley Madison è che fedeli sono soltanto quelli a cui man­ca l'occasione di non esserlo. Stando a psi­cologi, sociologi e terapisti di coppia di Zu­rigo e Basilea, la verità è che la fedeltà è una specie di muscolo, e bisogna tenerlo in esercizio ogni giorno, se non si vuole ritro­varlo atrofizzato al momento del bisogno. Concordano quasi nell'aggiungere: a esse­re sinceri, quando uno si sente infedele non è per un attimo di cedimento (anche se ge­nerosamente la si chiama sbandata) ma perché i germi di quell'infedeltà lavorava­no da tempo in segreto. Benché sia innega­bile che viviamo dentro un mare sempre più grande di infedeltà e tradimenti (pa­rentali, politici, finanziari, amorosi) di pro­messe non mantenute, di giuramenti vio­lati, parlando però spesso di una virtù e di una morale che appare quasi irraggiungi­bile. Perché essere fedeli, infatti, è qualco­sa che impegna su due fronti, quello della naturale inclinazione e quello della scelta morale. Ed è appunto l'infrazione dell'aspet­to morale che stizzisce e finanche indigna varia gente.
Come, a sorpresa per certuni, il consigliere nazionale UDC Toni Bertoluzzi che quali­fica quella pubblicità di «irresponsabile, poiché in un momento d'instabilità gene­rale spinge al disprezzo e all'indifferenza
morale della società». Gli specialisti di cop­pia non esitano nel porre in guardia chi ri­tiene di abbordare il tradimento in manie­ra banale, specialmente se la coppia è an­cora sentimentalmente ben affiatata: l'ap­prendere di essere stati traditi per certi co­niugi o partner è come essere travolti da uno tsunami emozionale. Anche se è vero l'aumento di coppie (ma qui i due coniugi sono coinvolti, non solo uno) cosiddette «aperte» e scambisti che riescono perfino a trovare in questo genere di multievoluzio­ni un collante sesso-emozionale che rende l'unione sopportabile. Constantin Dietrich, responsabile europeo di Aschley Madison, respinge ogni sospetto o accusa di essere un Terminator di coppie: «Chi sta bene assie­me e non sente pruriti o stimoli di cercare novità al di fuori, non rischia nulla, sono immunizzati contro la nostra pubblicità». Lui e i suoi colleghi/e di azienda non capi­scono perché ci si ostini a considerare amo­re solo quello immaginato come sublime, infinito, mentre la vita cambia, noi cam­biamo, il mondo cambia. Troppe volte, di­cono, per quanti sforzi si faccia, si può of­frire solo un'illusione di onestà. E allora, il­lusione per illusione, tanto vale spassarse­la in incognito. Cinici, scettici o razionali? Boh!

Da: CdT, 9.11.10 pag 9

GIOVEDÌ 11 NOVEMBRE
Minori e famiglie, conferenza a Rivera

Il gruppo operatori della CTR (Commissio­ne tutoria regionale) della VPOD organizza giovedì 11 novembre (20-21.30), alla sede del TCS di Rivera, una serata sul tema «Minori e famiglie», con relatore Matteo Pedrotti, pre­tore a Lugano (specialista in divorzi). Gli inte­ressati possono iscriversi allo 091/826.12.78 o scrivere a

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Movimento Papageno examines the legal and social impact of separation and divorce, with particular attention to the well-being of minors and shared parental responsibility.

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