SURSEE/LUGANO – “Maziyar ha sempre lavorato. Si è sempre
rimboccato le maniche ed è sempre stato vicino, in un modo o nell’altro,
alla sua famiglia. Non è giusto quello che gli sta accadendo”. A
sostenerlo sono alcuni amici di Maziyar Kamkar, il 41enne iraniano in
carcere dallo scorso giugno a Sursee perché si rifiuta di essere espulso
dalla Svizzera. Come retroscena la volontà di stare vicino alle sue
figlie, nonostante la separazione dalla compagna. Ora per convincere le
autorità a cambiare idea Papageno, il movimento per la tutela dei
figli, contro il monoparentalismo e per la bigenitorialità, ha indetto
una raccolta firme su scala nazionale.
SURSEE/LUGANO – “Maziyar ha sempre lavorato. Si è sempre
rimboccato le maniche ed è sempre stato vicino, in un modo o nell’altro,
alla sua famiglia. Non è giusto quello che gli sta accadendo”. A
sostenerlo sono alcuni amici di Maziyar Kamkar, il 41enne iraniano in
carcere dallo scorso giugno a Sursee perché si rifiuta di essere espulso
dalla Svizzera. Come retroscena la volontà di stare vicino alle sue
figlie, nonostante la separazione dalla compagna. Ora per convincere le
autorità a cambiare idea Papageno, il movimento per la tutela dei
figli, contro il monoparentalismo e per la bigenitorialità, ha indetto
una raccolta firme su scala nazionale.
Il sig. Maziyar Kamkar, cittadino iraniano, nasce a Teheran il 1 gennaio 1969. Entra in Svizzera legalmente il 12 settembre 2001. È padre di 3 bambine, avute dalla ex-compagna, una cittadina sviz-zera residente a Lugano (C. Ticino). Dal 9 giugno 2010 è detenuto nel carcere amministrativo di Sursee, Centralstrasse 24, 6210 Sursee, in attesa di rimpatrio.
Il nostro Movimento Papageno sta raccogliendo delle firme a sostegno della petizione che verrà inviata al Capo del Dipartimento federale di Giustizia e polizia, affinché venga concesso un permesso di soggiorno straordinario al signor Maziyar Kamkar, perché possa cercare e trovare un lavoro al fine di poter continuare a vivere accanto alle figlie minorenni di nazionalità svizzera. Vi invitiamo pertanto a stampare il riassunto della vicenda di kamkar con il modulo per le firme, compilarlo voi e i vostri amici e conoscenti, e inviarlo al più presto per posta A al nostro indirizzo " Movimento Papageno, c.p. 1827, 6830 Chiasso 1 "
| Petizione alla Consigliera Federale Capo del Dipertimento federale di Giustizia e polizia |
Riassunto della storia di Maziyar Kamkar con modulo per la raccolta firme |
Bimba rapita: chiesti i domiciliari
■ Revoca della misura cautelare in carcere e concessione degli arresti domiciliari: è la richiesta avanzata al Tribunale di Massa dall'avvocato Francesco Miraglia, difensore dei reggiani Massimiliano Camparini e Gilda Fontana, 40 e 45 anni, accusati del sequestro della figlioletta Anna Giulia, di cinque anni, la scorsa estate da una casa-vacanze a Marina di Massa e poi rifugiatisi in Malcantone prima di venir arrestati.
Reggio Emilia, 1° ottobre 2010. Nel carcere in cui è detenuto dalla scorsa estate, Massimiliano Camparini, il padre della piccola Anna Giulia che era stata 'prelevata' dai genitori in una casa vacanza di Marina di Massa, ha annunciato l'inizio dello sciopero della fame.
Dobbiamo salvaguardare la priorità dell'azione! Non accettiamo passivamente la sofferenza causata dalle iniquità del diritto del divorzio, ma lottando opponiamoci con passione e determinazione!
Cerchiamo di eliminare le cause della nostra sofferenza, con l'azione politica e sociale! Siamo noi ad avere il privilegio e la fondamentale responsabilità di innescare e produrre un effettivo cambiamento!
Da: www.tio.ch 12.10.2010
COMO / TICINO
"Blitz" in Ticino per recuperare il cane
COMO - Un vero e proprio blitz programmato, e ben riuscito, per
recuperare il cane che era stato rapito dalla fidanzata e che si era
trasferita nel Luganese.
I protagonisti della singolare vicenda sono due giovani comaschi, e i
responsabili del tribunale degli animali dell'Associazione Italiana
Difesa Animali ed Ambiente (AIDAA) di Como, coordinati dal presidente
nazionale Lorenzo Croce e dall’avvocato Grazia Scarola. Il motivo della
contesa è un cane di razza bouledogue francese di nome Firpo, acquistato
a fine 2008 da un giovane comasco. L'animale, registrato all'anagrafe
canina con i dati del ragazzo, vive con lui e la fidanzata fino al
novembre del 2009, quando la coppia si separa, pur mantenendo buoni
rapporti che consentono alla ragazza di vedere saltuariamente il cane.
Nel luglio di quest'anno la giovane fa perdere le sue tracce, portando
via anche Firpo. Solo alcune settimane dopo, il proprietario del cane
scopre che la ragazza vive, insieme al cane, in Canton Ticino. Da qui la
decisione del ragazzo di rivolgersi al tribunale degli animali di AIDAA
di Como, dove insieme all’avvocato Grazia Scarola ed ai vertici
nazionali di AIDAA è stato messo a punto un vero e proprio “piano
segreto” per poter recuperare il cane in maniera assolutamente legale e
legittima. Il ragazzo, dopo aver recuperato tutto l’incartamento che
dimostrava che il piccolo Firpo era di sua proprietà, nei giorni scorsi
alle prime luci dell’alba si è appostato nelle vicinanze della casa
della sua ex fidanzata. Verso l’ora di pranzo, dalla casa della ex esce
l'attuale convivente insieme al cane. Presentatosi al nuovo fidanzato,
il giovane ha spiegato che il cane è suo, e ha chiesto cortesemente la
legittima restituzione di Firpo.
Di fronte al diniego del fidanzato dell'uomo, il ragazzo, seguendo il
piano messo a punto in precedenza, ha chiamato la Polizia cantonale,
precedentemente allertata, la quale, giunta sul posto, ha identificato
il cane Firpo, che dalla lettura del microchip è risultato essere di
proprietà del giovane comasco. Il legittimo proprietario è stato quindi
autorizzato a rientrare in Italia, dopo le visite veterinarie di rito.
Il presidente di AIDAA Lorenzo Croce ha espresso la sua soddisfazione
per l'esito della vicenda. "Un ringraziamento agli agenti della Polizia
cantonale che hanno operato con una grande professionalità. In questo
caso possiamo davvero dire: tutto è bene quel che finisce bene”.
Foto Internet
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