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Riflessioni inviateci da un padre (che vive in Ticino) dopo aver ascoltato la trasmissione radiofonica Millevoci con il Pretore avv Matteo Pedrotti e l'avv. Alessia Paglia.

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Per quanto si attiene alla trasmissione radiofonica, avvocati, pretori, collaboratori dei cosiddetti servizi sociali mi pare evidenzino, più che altro, un'assettica e fredda concretizzazione di un diritto anacronistico e riduzionistico, in quanto la realtà odierna è radicalmente mutata, ben più eterogena che 20 anni fa, ben più complessa.

Coloro che dicono che il maschio, il padre, dovrebbe smettere di lottare per dedicarsi allla redifinizione
del proprio ruolo paterno, denotano scarsa o inesistente sensibilità, assenza di empatia nei confronti di padri e figli, miopia nei riguardi delle problematiche presenti e soprattutto future dei figli di genitori monoparentali.
Alle volte, non posso non pensarlo, mi pare che il corrente fare di giudici ed avvocati, non possa non essere
calcolato ed in mala fede: pratiche legali lunghe, burocrazia in costante aumento, spese giudiziarie prodotte e
fomentate dagli avvocati, forti resitenze al cambiamento del sistema corrente, chi dovrebbe cambiare qualcosa ha solo da perderci in termini finanziari epperciò ha tutti gli interessi a mantenere lo status quo, politica di chiara tendenze femministe

Riceviamo e pubblichiamo la e-mail di riflessioni di un un padre separato in fase di divorzio.

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Divorziato, attualmente separato e in fase di divorzio dal secondo matrimonio, 3 figli maschi minorenni, ho provato direttamente sulla mia pelle le cosiddette "gioie del matrimonio", ed ancora ci sto in mezzo.
Nuovamente mi tocca ingiustamente subire arroganza e prepotenza dalle due stupende madri che,

Da: www.caffe.ch del 2010-07-04 01:00:00

Adesso il trend è separarsi anche se non più giovani

Divorzi e nuovi amori,
a metà vita si ricomincia
CAROLINA CENNI

Il mezzo (o quasi) secolo di vita diventa una sorta di seconda primavera, che può persino presentarsi molto più fiorita rispetto a quella vissuta quando si era decisamente più giovani… Sono moltissime le coppie che arrivate ai 50 anni di età decidono di buttare tutto all'aria, ricominciare dall'inizio e separarsi per i motivi più diversi. Uno dei principali è sicuramente l'arrivo di un nuovo amore. Negli Stati Uniti il numero di divorzi, che avvengono passati i 50 anni, è in costante aumento dal 1980. Nel 2008 un buon numero di divorzi che si sono verificati in Ticino avevano come attori principali coppie in età avanzata. E gli avvocati divorzisti ticinesi non fanno altro che confermare questi dati mostrando come, rispetto a circa 20 anni fa, numerose coppie che ruotano attorno a quell’età si rechino da loro per chiedere il divorzio in modo tale da dedicarsi ad un nuova avventura amorosa.

Con un occhio puntato ai dati elaborati dall'Ufficio federale di statistica di Neuchâtel si può notare subito come aumenti il numero di coppie che divorzia dopo lunghi anni di vita in comune. In Ticino, la durata media del matrimonio al momento del divorzio è di 16 anni. Questo vuol dire che se ci si è sposati quando si avevano 30 anni o poco più, il momento della separazione arriva esattamente in concomitanza dei 50 anni.

Bisogna considerare che, oggigiorno, si vive di più, la qualità della vita è nettamente migliorata e i 50enni odierni sono diversi da quelli delle passate generazioni. La vita si allunga e i cambiamenti fisici, dovuti agli anni che passano, si notano sempre meno. I ritocchini estetici per ringiovanirsi sono all'ordine del giorno e i medicinali che ti aiutano a mantenerti giovane sotto tutti i punti di vista non mancano. Tutte piccolezze, queste, che ci fanno rimanere in gran forma anche quando non si hanno più proprio 20 anni e che ci consentono di intraprendere strade che prima non ci sognavamo neanche.

Così è proprio il caso di dire che questa nuova inversione di tendenza ci porterà a vivere l'età di mezzo come un nuovo inizio.

 

Da: www.caffe.ch del 2010-03-07 01:00:00

Al mezzo secolo si riprova. Un nuovo partner, un nuovo amore…

Divorziare e ricominciare
da cinquantenni un’altra storia
 
PATRIZIA GUENZI

Sarà merito di una vita oggettivamente più lunga, di una salute fisica più duratura, di sapienti ritocchi estetici, cure ormonali e farmaci che rimediano “defaillance” altrimenti inevitabili. Mille accorgimenti che ci fanno restare biologicamente giovani e belli… fatto è che a cinquant’anni ci si può tutto sommato considerare ancora, come dire?, sul mercato. E i dati parlano chiaro. Sempre più coppie brizzolate si dicono addio e molte volte il motivo scatenante è un nuovo partner, un nuovo amore. Ne sanno qualcosa gli avvocati divorzisti. Nei loro studi, rispetto a venti-trent’anni fa, arrivano coppie over cinquanta stanche e insoddisfatte, ma ancora con un cuore pimpante e pronte a separarsi per… riprovarci. 

Non per niente, molti divorzi consumatisi nel nostro cantone nel 2008 hanno avuto come protagoniste coppie piuttosto in là con gli anni. Mentre in oltre il 10 per cento dei matrimoni, sempre nel 2008, c’è almeno un over 50. Ovvero, più di un fatidico “sì” su dieci avviene ben oltre gli “anta”. Di questi, oltre il venti per cento, sia lui che lei, hanno già un matrimonio alle spalle; una buona metà, invece, non è né vedovo(a) né mai stato sposato(a). Come a dire che la freccia di Cupido, anche se tardivamente, giunge a destinazione. Anche nell’ultimo  libro di Camilla Baresani, “Un’estate fa” (Bompiani), si narra la storia d’amore, improvvisa e prepotente,  di due adulti di successo: Erica, giornalista milanese che si occupa di serial televisivi, è sposata con un veterinario, e Arnaldo, produttore romano, convive stancamente con Stella. Ne esce un ritratto degli uomini e delle donne di oggi, dei loro amori fuggevoli a anche capaci di lasciare segni indelebili nell’animo. Basta, quindi, pensare che a cinquant’anni le porte si chiudano e si debba pensare solo a torte e nipotini.

Tuttavia, è inevitabile non notare una costante fragilità che contraddistingue il nostro tempo. Se una volta alla soglia degli anta ci si era ormai liberati da patemi d’animo vari, oggi fior di ultracinquantenni si ritrovano a fare i conti con insicurezze e debolezze quasi adolescenziali. Sarà anche per questo che ci si butta a capofitto in storie che all’inizio promettono gioie e soddisfazioni, ma troppo spesso si rivelano smunte copie di liaison precedenti. C’è poi l’aumento del numero di single che “spinge” molte donne, con figli grandi, a riprovarci, con la speranza di trovare finalmente il compagno della loro vita. Alcune, imitando i maschi, si buttano nelle braccia di un partner molto più giovane.

Eppure, come racconta Baresani, anche gli ultra quarantenni non sono immuni dal desiderio, dalla voglia di nuovo, di fresco, di altro, di consumare, insomma, sino in fondo, le occasioni che la vita offre. Un incontro, un aperitivo e si  resta agganciati l’uno all’altra. Sperando, liberi dai problemi dei figli, dallo stress della carriera, dalle mille incombenze che stritolano durante i primi decenni della vita e, soprattutto, facendo un uso saggio dell’esperienza accumulata, sperando insomma di riuscire a vivere una storia d’amore in un modo migliore rispetto agli anni verdi. 

Chissà, forse “Un’estate fa” può anche aiutare a toglierci svariati sensi di colpa se, alla soglia del mezzo secolo, stiamo pensando di buttare tutto all’aria e ricominciare. Anche per non finire col chiedersi, come la protagonista “perché per la frustrazione dei desideri non ancora realizzati o irrealizzabili, perché ci diamo tanta pena anziché approfittare per rinnovarsi e rinverdirsi?”.

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Da: Mattino della Domenica, 4.7.10 pag 9 (articolo del Mattino della Domenica in pdf)

Un uomo segnala il comportamento scorretto di un agente di polizia che convive con la sua ex moglie e suo figlio minorenne. Ma Piazzini fa orecchie da mercante, e il governicchio cantonale pure.

La cosa è già nota, ossia che è impossibile contestare o ricorrere contro l’atteggiamento, a volte molto discutibile, di agenti della polizia cantonale. Già abbiamo ricevuto lamentele da parte di una cittadina luganese, vittima di un “interrogatorio” molto... pesante (sul piano verbale) che l’ha scossa non poco. Inutili le lettere scritte a Piazzini per stigmatizzare “l’offesa personale”, il comandante della Polcontantonale ha liquidato il tutto con un semplice... non luogo a procedere, non ravvisando gli estremi per un “provvedimento” disciplinare nei confronti dell’agente.

Un altro emblematico caso, riguarda un socio del Movimento Papageno (www.miopapageno.ch). In questa storia appunto, protagonista un padre separato ed un graduato della Polizia cantonale, “amico” della moglie di quest’uomo.

Newspaper

Movimento Papageno examines the legal and social impact of separation and divorce, with particular attention to the well-being of minors and shared parental responsibility.

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