Un appello ai politici ticinesi!
Leggiamo alla fine dell'articolo sottostante (apparso il 20.6.09 sul Corriere del Ticino) che "La piccola Frantzcia sarà ora affidata a un'altra famiglia".
Ma in Ticino quali sono le motivazioni (dettagliate) dei casi in cui i figli (sesso e età) vengono allontanati dai genitori e collocati
- in istituti
- in famiglie affidatarie?
Si tratta di collocamenti dovuti a gravi problematiche (come quella descritta nell'articolo che segue) oppure a decisioni arbitrarie emesse da chi detiene il potere di decidere e poi si nasconde dietro la famigerata "procedura ricorsuale" (che permette e legalizza gravi abusi sociogiudiziari messi in atto dai servizi sociali e dalle autorità)?
E i politici di Governo cosa fanno, eccetto giustificare la loro indifferenza e il loro inattivismo con la divisione dei poteri, Stato e giudiziario?
Chiediamo al Gran Consiglio che venga creata una "Commissione d'inchiesta" che analizzi caso per caso l'operato dei servizi sociali e delle autorità tutorie cantonali ticinesi (CTR e AVT) per quanto attiene all'allontanamento dei minori dai loro genitori e al loro collocamento in istituti e in famiglie affidatarie.
A quanto ammonta l'indotto economico generato e a beneficio di quali categorie di operatori (statali, dipendenti, liberi professionisti, ecc.)?
A quanto ammontano i costi a carico dello Stato e quindi del cittadino?
Quanto si risparmierebbe se si chiudesse una buona parte degli istituti mantenuti dalla "fabbrica dei servizi sociali e dall'autorità tutoria cantonali"?
Quanto costerebbe invece creare una sorta di "servizio di aiuto domiciliare" per le famiglie con difficoltà, in cui occupare tutto il personale che opera ora negli istituti?
Politici: rivoluzionate questa politica familiare ticinese, politica fallimentare su tutta la linea!

