Lo Stato sostiene sotto molte forme le famiglie, specialmente dal punto di vista finanziario. Nello stesso tempo sostiene e finanzia la sua disintegrazione. La legge ha annullato il concetto di “capo famiglia” e nelle separazioni strafinanzia la donna e aliena il maschio dalle sue responsabilità di padre (pater familiae). Più precisamente l’uomo separato o divorziato è privato della sua abitazione e deve provvedere a finanziare moglie e figli garantendo lo standard precedente alla prima istanza di separazione.
Uno dei mezzi previsti dalla legge per il promovimento dei divorzi è l’anticipo alimenti che, grazie a tutto un pacchetto di sostegni, spingono la donna a separarsi con leggerezza e spensieratezza, dato che a questa vengono garantiti in tutti i casi i mezzi finanziari di base. Chi paga? Anzitutto l’ex marito, poi lo Stato. E non poco.
Le associazioni delle donne monoparentali puntano a batter cassa. Forse è giunto il momento di condividere la genitorialità, di dare al padre l’opportunità (priorità) di contribuire con il proprio tempo alla custodia ed educazione dei figli e non obbligarlo a sobbarcarsi oneri finanziari regolarmente superiori alle proprie facoltà e far intervenire in seguito lo Stato a coprire il deficit.
Le geronto-femministe cantonali non si accontentano di voler gli alimenti a vita, ma chiedono l’inasprimento degli strumenti d’incasso contro i loro ex, una specie di vendetta, come se l’abbandono del tetto domestico, l’allontanamento dai figli e la solitudine che gli ex mariti soffrono nelle separazioni e nei divorzi non fossero sufficienti.
Ci auguravamo che i Granconsiglieri che han dibattuto il tema questa settimana l'avessero vagliato con attenzione, visto che ovunque nel mondo occidentale si sta riabilitando la figura del padre a favore dei figli e promovendo una vera parità tra uomo e donna.
Per quanto concerne l’anticipo alimenti, Papageno avrebbe suggerito di ridurre o addirittura abolire questo finanziamento, affinché le coppie in difficoltà prendano sulle proprie spalle la responsabilità di una separazione e, in tal caso, che gli oneri finanziari ed educativi dei figli ricadano su entrambi i genitori in modo equo. E’ tempo che lo Stato investi i cittadini delle proprie responsabilità, solo in tal modo viene realmente tutelato il nucleo vitale della società, ossia la famiglia.
Ci rammarica che la condizione per elargire l'anticipo alimenti dipenda dalla possibilità di recupero del credito presso i padri e non dalla situazione economica delle madri beneficiarie di questa misura: così facendo ci si può facilmente ritrovare ad elargire del denaro pubblico a madri benestanti che di questi soldi non ne hanno affatto bisogno. E come sempre chi realmente ci rimette non sono i figli ma i padri che vengono così oltremodo indebitati.
Comitato Movimento Papageno

