Svizzera This email address is being protected from spambots. You need JavaScript enabled to view it.

Da: CdT 31.1.2013 pag 9

Procura «Crimine, ci servono più mezzi»
Il PG John Noseda traccia il bilancio 2012 del Ministero pubblico: anno record con 12mila nuovi incarti Un aumento dei casi legato alla crisi - Accumulate 10mila ore di straordinari, occorre un potenziamento


NETOSKA RIZZI

Il crimine non si ferma, anzi evolve. E per poterlo contrastare anche il Mi­nistero pubblico deve adeguarsi. «Ine­vitabilmente ciò comporta la necessità di cambiamenti qualitativi a livello di Magistratura per poter controllare e combattere questi fenomeni crimina­li» ha sottolineato il procuratore gene­rale John Noseda a Bellinzona durante la conferenza stampa per tracciare un bilancio 2012 delle attività del Ministe­ro pubblico. «La nostra società sta vi­vendo un cambiamento socio-econo­mico e questo si ripercuote anche sui reati commessi perché da sempre il fattore di disagio porta con sé un au­mento dei fenomeni criminali». Una crisi economica che si traduce dunque in maggior lavoro per il Ministero pub­blico, già confrontato con un aumento degli incarti dovuti all'entrata in vigore della nuova procedura penale unifica­ta nel 2011. «Il 2012 ha fatto registrare il record storico del numero degli in­carti aperti: 12.300 in totale» ha rileva­to Noseda. Un incremento pari al 12% in più rispetto all'anno precedente. Un sovraccarico di lavoro che ben si legge - ha continuato il PG - nell'incremen­to delle ore supplementari effettuate dal personale della Magistratura. In totale 10mila ore di lavoro che in ter­mini di unità di personale sono pari a 6 persone in più a tempo pieno. L'anno scorso sono inoltre aumentati, nel set­tore finanziario, i casi di frode fiscale e di fallimenti. Noseda ha poi messo in evidenza che, anche se il numero dei casi è stabile, si sta assistendo a un au­mento della violenza sia domestica (dalle discussioni violente si passa spesso alle mani) che nei rapporti fa­miliari e di vicinato.
Un anno «Domino»

L'anno 2012 verrà sicuramente ricor­dato come quello dell'operazione «Domino» che ha visto Magistratura e polizia intervenire per mettere ordine nel mondo della prostituzione irrego­lare. «Dietro l'operazione c'è stata però la constatazione della preoccupante evoluzione di tutto il settore dell'in­trattenimento» ha rilevato Noseda, ag­giungendo che si assiste a una logica dello sfruttamento dell'uomo sull'uo­mo con guadagni incredibili. Fenome­ni questi che hanno generato casi di violenza (come ad esempio i pestaggi fuori dalle discoteche per mano degli addetti alla sicurezza), oppure di im­portazione di donne e di usura. «Com­portamenti che si insinuano nella so­cietà ma che non possono essere ac­cettati. Da qui la necessità di un cam­biamento concreto e reale».

Le prospettive future

Per far fronte all'aumento quantitativo e qualitativo della criminalità sarà ne­
cessario un ulteriore adeguamento or­ganizzativo. «Il ministero pubblico de­ve diventare più flessibile perché le ri­sorse sono limitate» ha rilevato il PG. «Se un magistrato è oberato, qualcuno dovrà dargli una mano». Oltre alla nuova impostazione, sarà comunque necessario un potenziamento progres­sivo degli effettivi.
La nuova procedura comporta oneri qualitativi superiori e il numero delle ore supplementari ne è la dimostrazio­ne. Un altro aspetto da portare avanti nel corso del 2013 saranno le collabo­
razioni a livello universitario per quanto riguarda le perizie psichiatri­che («un settore delicato nel quale ab­biamo accumulato un certo ritardo») e quelle finanziarie. E verranno avviate ulteriori collaborazioni con altri setto­ri dell'ente pubblico (autorità fiscali, istituti sociali, esecuzione e fallimen­ti). «Tutti questi aspetti sono adegua­menti, si tratta di riorganizzare le col­laborazioni. I risultati non saranno comunque immediati ma si vedranno a medio-lungo termine» ha concluso. Il sostituto procuratore Antonio Peru­gini ha, dal canto suo, evidenziato l'e­norme quantità di casi di «materia mi­nore» che impegna notevolmente il Ministero. Oltre 3 mila incarti che va­riano dall'accattonaggio agli schia­mazzi notturni, dall'ubriachezza mo­lesta al fumo passivo (40 casi) fino al non pagamento dei biglietti sui mezzi pubblici (700 casi). Perugini ha quindi lanciato la riflessione se è effettiva­mente necessario che sia il Ministero ad occuparsene oppure se sia possibi­le delegarli ad altre autorità ammini­strative con competenze penali.



ATTIVITà Un Ministero pubblico impegnato su più fronti che nel corso nel 2012 ha evaso 11.100 casi in totale cercando di liquidare i dossier arretrati.
(Foto Scolari)

 

 

DOCUMENTO CONTESTATO
Siluro al progetto Giustizia 2018: «Ci vuole altro»


«I cambiamenti devono essere reali e non di facciata». John Noseda non ha le­sinato critiche su «Giustizia 2018», il do­cumento elaborato dal Dipartimento istituzioni che prevede una revisione dell'organizzazione giudiziaria (come anticipato dal Corriere del Ticino lo scor­so 23 gennaio). Un documento - ancora a carattere intermedio e attualmente in consultazione tra gli addetti ai lavori - che ipotizza una serie di riforme destina­te a modificare in maniera radicale l'as­setto del sistema giudiziario ticinese.
Tra queste la creazione a Lugano di un Palazzo del perseguimento penale che riunirà Ministero pubblico, Polizia giudi­ziaria e Magistratura dei minorenni e il dimezzamento delle Preture. Così come il passaggio da 38 a 16 circoli per le Giu­dicature di pace e l'unificazione di Pretu­ra penale e Tribunale penale cantonale (sede unica a Bellinzona).
«Non condivido il motto del documento tratto dal Gattopardo “se vogliamo che tutto rimanga com'è, bisogna che tutto cambi”» ha detto senza mezzi termini Noseda. «Ritengo invece che occorre un cambiamento concreto e che questo debba fare i conti con la situazione esi­stente. Per modificare realmente le im­postazioni non è possibile procedere con un cambiamento repentino, a meno di volere una rivoluzione. È invece indi­spensabile effettuare uno sforzo di ade­guamento che tenga conto dell'evoluzio­ne reale della società». Ha inoltre reso attenti sul fatto che se vengono messi in atto cambiamenti puramente di facciata, solo per dare l'impressione di fare qual­cosa, potrebbe subentrare nella popola­zione un sentimento di delusione. Il PG ha fatto sapere che scriverà al Governo per segnalare alcune carenze.


LA SCHEDA


IL 2012 IN CIFRE

Il Ministero pubblico ha aperto lo scorso anno 12.300 nuovi incarti (12% in più rispetto all'anno precedente). Sono stati evasi 11.100 casi contro i 10.600 del 2011 e al momento gli incarti sospesi sono 5.100 (4.300 nel 2011). Il ministero ha cer­cato di liquidare gli arretrati: i procedimenti pen­denti da oltre 5 anni sono passati a 370, quelli ri­salenti a prima del 2002 da 219 a 57 e quelli prima del 2011 da 1376 a 1194.
LE SOCIETà DI SICUREZZA
«Abbiamo rilevato una mancanza di professionalità nell'ambito delle società di sicurezza che impiega­no persone con precedenti penali» ha sottolineato il procuratore capo
Nicola Respini . «Non è ammis­sibile che vengano rilasciati permessi a persone che hanno frequentato per corrispondenza i corsi di primo soccorso».
MANCA UNA STRUTTURA
Il sostituto procuratore generale
Andrea Pagani
dopo aver messo in evidenza il ruolo del medico forense, ha sottolineato la necessità di una strut­tura per le persone con gravi problemi psichiatrici che hanno commesso dei reati. «In Ticino non sia­mo più al passo con i tempi».
I REATI FINANZIARI
Il 2012 ha fatto registrare un aumento dei reati che toccano l'amministrazione pubblica, l'usura e lo sfruttamento della forza lavoro. «Sono aumenta­ti le truffe ai danni delle casse malati e delle assi­
curazioni complementari» ha rilevato la procuratri­ce capo Fiorenza Bergomi .
LA COMUNICAZIONE

Lo scorso anno il ministero ha inviato 236 comuni­cati stampa e ricevuto dai media 1508 richieste di informazione, ha indicato il portavoce
Saverio Sni­der . Nel 2012 sono stati pubblicati oltre 12mila articoli di cronaca nera o giudiziaria.
MANUELA MINOTTI, UN ESEMPIO

Il PG Noseda ha ricordato la procuratrice pubblica Manuela Minotti Perucchi, recentemente scom­parsa. «Una persona battagliera che ha sempre difeso i valori che contano, sempre a tutela della giustizia».

Da: CdT 1.2.13 pag 19

CADENAZZO
Scagionato in appello ex gestore dell'Hollywood


Prosciolto dall'accusa di ripetuta infrazione alla legge federale sulla dimora ed il domicilio degli stranieri. Questa la sentenza emessa negli scorsi giorni dalla Corte di cassazione e revisione penale nei confronti dell'ex gestore del locale a luci rosse Hol­lywood di Cadenazzo. L'uomo, come riportato dalla RSI, in Pretura penale era stato condannato ad una pena pecuniaria sospesa. In appello ha potuto presentare documenti ancora sotto sequestro durante il processo di primo grado che, insieme alle argomenta­zioni del suo legale hanno convinto la Corte della sua innocenza.

Da: CdT 30.1.13 pag 14

 

FAIDO
«Giù le mani dalle Preture di Valle»


Ferma opposizione al prospettato smatellamento delle sedi operative della giustizia nelle valli. L'ha espressa lunedì il Consiglio comunale di Faido votando una risoluzione proposta dal PPD e sotto­scritta anche dagli altri tre capi gruppo. Ai membri del legislativo faidese va indige­sto il progetto posto di recente in consul­tazione che prevede la soppressione delle Preture di Valle «privando in questo caso il Distretto di Leventina di una presenza sul territorio importante per i compiti e le competenze che la Pretura esercita sia per la centralità di riferimento operativo, sia a favore dell'intera comunità. Stessa considerazione vale per la Giudicatura di pace» recita la risoluzione che conclude rivendicando «con determinazione il mantenimento delle sedi operative della giustizia anche nei Distretti periferici» poiché «azzerando la giustizia di base nelle valli attraverso la soppressione di Giudici e Pretori verrebbe meno il pre­supposto istituzionale stesso di tenere in vita questi Distretti».
Oltre alla risoluzione contro i progetti del Dipartimento delle istituzioni, sono stati almeno altri tre i punti forti della seduta di ieri l'altro del legislativo faidese. Ad iniziare dal credito, approvato, di 3.8 mi­lioni di franchi che il Municipio chiedeva di sbloccare per procedere al riscatto del­le reti di distribuzione dell'energia elettri­ca di proprietà della SES nelle frazioni di Anzonico, Calpiogna, Chiggiogna, Cam­pello, Cavagnago, Chironico ed Osco. La proprietà delle reti verrà ceduta alla Coo­perativa Elettrica Faido che verserà al Comune un importo annuo di 190 mila franchi per 10 anni. Altro importante cre­dito approvato lunedì sera è quello di 59 mila franchi per l'allestimento di uno studio di fattibilità riguardante la coper­tura della pista di ghiaccio e l'edificazione di un'annessa nuova sala multiuso. Il Consiglio comunale ha poi dato luce ver­de al preventivo 2013 che indica una chiusura dei conti con un avanzo d'eser­cizio di 184 mila franchi. Al capitolo mo­zioni di segnalare quella generica presen­tata dal gruppo PPD che chiede l'imple­mentazione della «Faido Card», ovvero una carta sconto per i domiciliati che permetta ai cittadini di beneficiare di vantaggi economici. Dovrà essere elabo­rata dalla Commissione della gestione.

Da: CdT 24.1.13 pag 14

TRIBUNALE D'APPELLO
La Casinò Sa non è stata calunniata


La Corte dei Reclami Penali del Tribunale d'Appello ha respinto il reclamo della Casi­nò Lugano SA, di Paolo Sanvido e Hubertus Thonhauser contro il decreto di non luogo a procedere del PP Zaccaria Akbas nell'ambi­to della querela per diffamazione e calunnia nei confronti del giornalista RSI Gianni Gag­gini e di ignoti. La stessa era stata inoltrata dopo la diffusione del servizio «Casinò d'Az­zardo», nella puntata di Falò del 19 aprile 2012. Il Tribunale d'Appello riconosce che, nel caso specifico, si trattava di attirare l'at­tenzione dell'opinione pubblica su una que­stione di rilievo per la Città di Lugano - azionista di maggioranza del Casinò - e per il Cantone. Pur potendo apparire forti e pro­vocatori, i toni e i contenuti del servizio e dell'intera puntata di Falò non ledono l'ono­re dei querelanti in misura penalmente rile­vante. La Corte ha così riconosciuto che sollevare alcuni dubbi e avanzare delle ipo­tesi sulle pratiche in uso nella casa da gio­co con le modalità giornalistiche adottate nel servizio citato, aveva lo scopo di infor­mare il pubblico su temi rilevanti e non di diffamare o calunniare la SA e la sua diri­genza. Per queste ragioni il contenuto della trasmissione non nuoce all'onore dei recla­manti, che hanno comunque la facoltà di ricorrere al Tribunale Federale.

Da: CdT 24.1.13 pag 13

Giustizia Levata di scudi contro l'accentramento
Calastri: «Di questo passo tanto vale abolire i distretti»


GIOVANNI GALLI

Mani avanti contro il progetto di ri­assetto della giustizia (cfr. CdT di ieri). Ad incontrare resistenze è in particola­re l'ipotesi di dimezzare le Preture e di ridurre drasticamente le Giudicature di pace. Per i rappresentanti delle perife­rie la prima sensazione è di assistere ad un film già visto. «Quando avevamo lanciato il referendum dei Comuni sul­la riforma delle curatele ( NDR sul quale si voterà il prossimo 3 marzo) avevamo detto che il tema non era stato suffi­cientemente approfondito, perché si introduceva l'aspetto delle professio­nalizzazione, che sarebbe andato a scapito delle valli» dice il presidente della neocostituita Associazione dei Comuni ticinesi Riccardo Calastri , cri­tico con le proposte contenute nel rap­porto «Giustizia 2018», messo in con­sultazione negli scorsi giorni. Elabora­to da un gruppo di studio del Diparti­mento delle istituzioni, il documento prevede il passaggio dalle attuali dieci Preture a cinque Tribunali distrettuali. Le sedi di Acquarossa (Valle di Blenio) e Faido (Leventina) verrebbero accor­pate a Biasca, mentre quella di Cevio verrebbe trasferita a Locarno. Il proget­to accenna poi ad una possibile com­pensazione, con il trasferimento in val­le nell'ambito della prevista riorganizzazione degli Uffici di esecu­zione e fallimenti e degli Uffici di regi­stro fondiario. Quanto alle Giudicature verrebbero ridotte da 38 a 16, con l'o­biettivo di portare da 9 mila a 20 mila cittadini la dimensione media di cia­scun Circolo, con una maggiore profes­sionalizzazione (senza professioni­smo) dei giudici. «Nella seconda metà degli anni Novanta, quando era stata discussa la nuova Costituzione, si era deciso di mantenere le Preture anche per conservare l'istituzione del distret­to. A questo punto tanto vale togliere Blenio, Maggia e Leventina. Ma allora bisogna avere il coraggio di dirlo. Qui invece mi sembra che si adotti la tattica del salame». No preventivo quindi? «Se le intenzioni sono queste, penso che la nostra associazione, che ha il mandato di tutelare gli interessi dei Comuni grandi e piccoli non possa accettare una cosa del genere. Il tema, viste le sensibilità, andava approfondito. Non bisogna solo tenere in considerazione l'aspetto economico. Se si tolgono giu­dici e pretori che cosa resterà in quelle regioni?» Da parte sua il deputato valmaggese Fiorenzo Dadò si dice pronto a salire sulle barricate. «Questa proposta si in­serisce in un filone di piccoli adatta­menti in corso a scapito delle periferie, esattamente come è stato fatto con la polizia, in un'ottica di aggregazione e di concentrazione. Ma i cambiamenti servono quando portano migliora­menti, non smantellamenti». Il capo­gruppo popolare-democratico si dice anche sorpreso che fino a quando alla guida delle Istituzioni c'era Luigi pe­drazzini questo discorso accentratore non era mai entrato in linea di conside­razione, mentre con il «vallerano» Gobbi sì. Dadò non crede nemmeno alle compensazioni. «Portare via l'isti­tuzione significa smembrare il distret­to. Questo ha senso di esistere solo se ha una dignità. Avanti così e il prossimo passo sarà la sua completa abolizione».




TRASLOCO? La proposta sul tappeto è di accorpare le preture di valle (qui sopra Cevio) ai tribunali distrettuali di Locarno e Biasca. (Foto Archivio CdT)

Newspaper

Movimento Papageno examines the legal and social impact of separation and divorce, with particular attention to the well-being of minors and shared parental responsibility.

We provide documentation and analysis to support informed decisions and balanced public discussion in Ticino and Switzerland.

Subscribe to receive updates.

A warned man is half saved

Best interests of minors

Harm to minors

Latest Posts