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Da: CdT 21.5.11 pag 15

Pretura

Foto da tergo, assolto il conducente

 Un'immagine del retro di un'au to, dalla quale, complice l'oscuri tà, non si può risalire all'identità del conducente non può costare una condanna per infrazione gra ve alle norme della circolazione. Vista l'insufficienza di prove, ieri un uomo è stato assolto al termi ne del processo celebrato alla Pre tura penale. L'imputato si era op posto al decreto di accusa del pro curatore pubblico Antonio Peru gini, che gli contesta di essere sta to pizzicato, durante un controllo radar del 2009, mentre circolava in via Cattaneo a Chiasso a 76 km/h dove è imposto il limite di 50 km/h. L'accusato, patrocinato dall'avvocato Samuel Maffi, nega di essere la persona incappata nel rilevamento radar, dato che quel la sera aveva prestato il veicolo a un conoscente. Tesi ritenuta plau sibile dal giudice Siro Quadri. 

Da: www.mattinonline.ch 19.5.11

Il Tribunale federale si rifiuta di espellere un criminale kosovaro dal Ticino

19/05/2011
Un delinquente del Kosovo di 22 anni aggredisce un portoghese, è condannato a due anni e mezzo, viene espulso, impugna la sentenza, la perde, si rivolge al tribunale federale e il TF gli dà ragione: soffre di cuore, poverino. In quel bel Paese che è il Kosovo potrebbe non ricevere le cure adeguate.

I giudici del Tribunale si confermano per quello che sono: gentaglia. Hanno deciso che un criminale violento kosovaro domiciliato in Ticino, colpevole di aggressione (un’aggressione piuttosto violenta, se è stato condannato a due anni e mezzo) avvenuta a Lugano nel 2008, dal momento che soffrirebbe di una patologia cardiaca, non può essere espulso dalla Svizzera. Lo dobbiamo curare noi.

Il kosovaro, che si è contraddistinto per un gesto di violenza che nel Paese da cui proviene è una sorta di valore aggiunto, nonostante gli fosse stato revocato il permesso di soggiorno e fosse stata decretata la sua espulsione, potrà dunque rimanere a impestare la nostra terra nonostante abbia perso il ricorso inoltrato al Consiglio di Stato e al Tribunale amministrativo. Il Tribunale federale a cui si è rivolto l’angioletto, gli ha dato ragione, ci informa il Corriere del Ticino.

Il giovane ha il cuore debole e per il TF è giusto che si esamini la natura e la gravità del suo problema. I funzionari svizzeri pagati con le tasse dei contribuenti dovranno esaminare ulteriormente il suo caso per capire se possa essere seguito dalle strutture sanitarie del suo Paese di origine. Siccome in Kosovo pare che le strutture sanitarie non brillino proprio per efficienza, ci rimarrà sul gobbone.

Poverino. La patologia cardiaca che gli ha consentito di pestare a sangue un cittadino portoghese domiciliato in Svizzera deve essere singolare. Un caso che dovrebbe interessare i luminari di tutto il mondo.

Insomma, che razza di problema è quello che ha colpito il ventiduenne? Boh. Una malattia rara, non c’è dubbio. Già suona un po’ strano che a 22 anni si soffra di cuore – a proposito chi ha fatto la diagnosi? Fuori nomi, orientamento politico e nazionalità dei medici, bitte –. Ma che i problemi di salute permettano di menar le mani così violentemente da farsi condannare a due anni e mezzo, sono senza dubbio degni di studio.

In attesa del rapporto dei periti ordinato dal tribunale federale, magari il delinquente creperà d’infarto. Senza dubbio andrà dritto in paradiso. I giudici federali, invece, che vadano all’inferno.

CG 

Da: CdT 17.5.11 pag 13

Cassazione Prosciolto l'avvocato
Caduta la condanna in Pretura per la violazione di domicilio a Vico Morcote

 È venuta meno la condanna a una sanzio ne pecuniaria sospesa di 32.400 franchi e a una multa di 2.500 franchi, decisa nell'ottobre del 2009 in Pretura penale a Bellinzona nei con fronti di un noto legale zurighese 66.enne. La Corte di appello e revisione penale (un tem po si chiamava Cassazione) ha infatti ammes so il ricorso presentato dall'uomo, patrocina to dagli avvocati Fabrizio Monaci e Patrick Gia nola, che era stato ritenuto colpevole di viola zione di domicilio. Una decisione che prende spunto da un incarto non poco intricato dal profilo giuridico, di cui verosimilmente si tor­nerà a parlare.
I fatti: la vicenda risale al 4 ottobre del 2002, quando, secondo l'accusa, l'imputato si sareb be introdotto indebitamente in una lussuosa villa a Vico Morcote di cui era proprietario ma ceduta a un facoltoso ex cliente germanico. I rapporti tra i due, un tempo amichevoli, si era no gradualmente incrinati sfociando, tra le al tre cose, in un'istanza di sfratto da parte del le gale poi respinta dalle competenti autorità. Nonostante la decisione sfavorevole, sem
pre in base alla tesi degli inquirenti, una vol ta entrato nell'abitazione, il 66.enne aveva fat to sostituire le serrature organizzando un ser­vizio di sorveglianza allo scopo di impedire al l'inquilino di accedere alla proprietà. Agire tradottosi in una lunga inchiesta alimentata nella fase finale da una serie di strascichi ri corsuali e conclusasi con un decreto d'accu sa del procuratore pubblico Moreno Capella contro cui era stata inoltrata opposizione. De creto che era già stato confermato nel corso di un primo processo in contumacia, il 22 set tembre 2009, come pure a seguito di un secon do giudizio, il 14 ottobre, nel quale il 66.enne aveva questa volta presenziato. Di diverso pa rere, come detto, è stata la Corte di appello e di revisione penale.
Quali i motivi? Sostanzialmente per i giudici di secondo grado, il cittadino germanico non avrebbe avuto giuridicamente il diritto di que relare il 66.enne. Sebbene vivesse nella villa in maniera lecita, il fatto di non disporre di un contratto di locazione e di non essere un pro prietario iscritto del fondo, non gli permette
va di avvalersi penalmente per il reato di vio lazione di domicilio.
Cadendo dunque la querela, cade il procedi mento. Il caso è tuttavia tutt'altro che chiuso. I legali di parte civile e patrocinatori dell'im prenditore tedesco, avvocati Adriano Sala e Nadir Guglielmoni, hanno infatti intenzione di rivolgersi al Tribunale federale.

Va poi detto che la giurisprudenza in materia è piuttosto ricca. Tra le altre cose, stabilisce che l'inquilino, se non paga più l'affitto e con tinua a occupare i locali, è comunque legitti mato a sporgere querela, mentre il proprie tario non può entrare finché risulta penden te la procedura di sfratto davanti alle autorità competenti. Diverso è il quadro per quanto ri guarda i cosiddetti squatter (occupazione abu siva di un luogo abbandonato) che non han no per contro un diritto né derivato né diret to a stare lì. Due estremi tra cui si pone il caso in esame con il germanico che viveva da an ni a Vico Morcote ma senza disporre di un con tratto di locazione né risultare proprietario iscritto. Parola ora a Losanna. GI.M/S.DB  

Da: CdT, 13.5.11, pag 16

In Pretura Prosciolto conducente fantasma

 Prosciolto dall'accusa di infra zione grave alle norme della cir colazione. Questa la sentenza emessa dal giudice Giorgio Bas setti al termine del processo ce lebratosi ieri alla Pretura penale di Bellinzona. Alla sbarra un au tomobilista accusato di esser sfrecciato, il 23 agosto di due an ni fa, a 76 chilometri orari all'in terno dell'abitato di Quinto, do ve il limite è di 50. L'auto fotogra fata dal radar era quella dell'ac cusato, ma dalla documentazio ne agli atti il giudice non ha po tuto stabilire se l'uomo al volan te fosse effettivamente lui. Da qui la sentenza di proscioglimento dal reato di infrazione grave alle norme della circolazione per il quale il sostituto Procuratore ge nerale Antonio Perugini aveva proposto una pena pecuniaria sospesa di 1.350 franchi. 

Da: La regione, 22.4.11 pag 5

Bellinzona – Il Tribunale penale federale di Bellinzona (Tpf) ha assolto Oskar Holenweger su tutta la linea. L’ex banchiere privato zurighese riceverà 385’000 franchi di risarcimento per le spese sostenute e 35’000 franchi di riparazione per torto morale.

Si tratta di un duro colpo per il Ministero pubblico della Confederazione (Mpc), la cui credibilità è già stata parecchio incrinata negli ultimi anni da altre sconfitte in tribunale.

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