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Da: CdT del 10.3.11 pag 17

Giustizia. Non rapinò la Coop. Assoluzione e risarcimento. Colpo di Morbio, 47 mila franchi di indennizzo a una donna

Ha scontato 51 giorni di detenzione pre­ventiva, dal 12 marzo al 3 maggio 2010, siccome accusata di avere preso parte, l'8 ottobre 2009, all'irruzione a mano arma­ta alla Coop di Morbio Inferiore; di più, per l'allora procuratrice pubblica Claris­sa Torricelli fu anche lei a tenere la pisto­la dalla quale, durante la rapina nel pae­se valligiano, infine fallita, partì uno spa­ro che non provocò vittime. Eppure alla donna, una 44.enne di origini siciliane, non può essere contestato alcun coinvol­gimento nell'atto criminale perpetrato nel­l'autunno di due anni fa. L'ha stabilito, al termine del processo celebrato lo scorso luglio, una Corte delle Assise correziona­li presieduta dal giudice Claudio Zali e l'­ha ribadito tre mesi fa, respingendo il ri­corso dell'ex magistrato inquirente, la Cor­te di cassazione e di revisione penale. Ora, la 44.enne assolta deve essere risarcita dal Cantone per l'ingiusta carcerazione subi­ta. Nei giorni scorsi, il giudice Zali, in ac­coglimento dell'istanza presentata dal le­gale della donna, l'avvocato Marco Frige­rio, le ha accordato un'indennità di poco superiore ai 47 mila franchi.

Da: www.mattinonline.ch del 11.3.11

Risarcimenti pagati dallo Stato
 
Risarcimenti pagati dallo Stato
 
Nella foto un gruppo di parrucconi pagati da noi!Dichiarazione di fedeltà alla Costituzione e alle leggi del neo elettoprocuratore pubblico e dei membri del Consiglio della magistratura. Alcittadino non dichiarano mai fedeltà?
 
Silvano Bergonzoli (LEGA): Sollecitato da diversicittadini in relazione ai risarcimenti danni per “errori” dellaMagistratura, con la presente mi permetto di chiedervi.

1. L'elenco completo e dettagliato, per caso e importo, di tutti irisarcimenti pagati tramite l'Assicurazione RC e causati da "errori"della Magistratura (vedasi ad esempio ingiuste carcerazioni, eclatantiatti d'accusa di dominio pubblico risoltisi poi con assoluzionicomplete, ecc. ecc.). Questo per gli ultimi 10 anni, separando anno peranno.

Da: www.tio.ch 22.2.11

TICINO
Consiglio della magistratura, il giuramento

BELLINZONA - E' avvenuto questa mattina davanti al Presidente del Gran Consiglio Dario Ghisletta la cerimonia di giuramento dei componenti del Consiglio della magistratura eletti dall'assemblea dei magistrati a tempo pieno dell'Ordine giudiziario per il periodo 1° gennaio 2011 - 31 dicembre 2016. Presente anche il presidente del Consiglio di Stato Luigi Pedrazzini.

Il Consiglio della magistratura è così composto:

Presidente: Giovanna Roggero-Will

Vicepresidente: Francesco Bertini

Membro: Nicola Respini

Supplenti: Raffaele Guffi, Marco Villa

Essi hanno dichiarato fedeltà alla Costituzione e alle leggi.

Foto Ticinonline / Manuel Meleleo

 

Da: www.tio.ch 21.2.11

Ore 12.24

LOSANNA
TF: niente multa a chi viaggia senza biglietto su treni e bus

LOSANNA - La nuova Legge sul trasporto di viaggiatori (LTV) non permette di punire penalmente chi viaggia su treni, tram e bus senza biglietto. Lo ha dovuto ammettere il Tribunale federale (TF) chiamato ad esprimersi sul caso di una donna che viaggiava senza titolo di trasporto valido su un autobus della città di Friburgo.

La donna si era rifiutata di pagare la sovrattassa - 80 franchi se l'importo viene pagato subito, 100 contro fattura - inflitta a chi viene pizzicato senza biglietto. La LTV prevede infatti sanzioni solo per chi "utilizza senza valido titolo di trasporto un veicolo su un percorso per il quale avrebbe dovuto obliterare il titolo di trasporto".

Concretamente, solo chi si dimentica di vidimare la sua carta multicorse è punibile. Il caso del passeggero che sale sul mezzo di trasporto pubblico senza biglietto non rientra invece nei parametri della nuova legge entrata in vigore all'inizio del 2010. Il TF non ha dunque avuto altra scelta che confermare la decisione del giudice istruttore friburghese e del Tribunale cantonale di Friburgo.

 

Da: www.tio.ch 21.2.11

Ore 12.00

SVIZZERA
Niente multa a chi viaggia senza biglietto su tram e bus

LOSANNA - La nuova Legge sul trasporto di viaggiatori (LTV) non permette di punire chi viaggia su tram e bus senza biglietto. Lo ha dovuto ammettere il Tribunale federale (TF) chiamato ad esprimersi sul caso di una donna che viaggiava senza titolo di trasporto valido su un autobus della città di Friburgo.

La donna si era rifiutata di pagare la sovrattassa - 80 franchi se l'importo viene vagato subito, 100 contro fattura - inflitta a chi viene pizzicato senza biglietto. La LTV prevede infatti sanzioni solo per chi "utilizza senza valido titolo di trasporto un veicolo su un percorso per il quale avrebbe dovuto obliterare il titolo di trasporto".

Concretamente, solo chi si dimentica di vidimare la sua carta multicorse è punibile. Il caso del passeggero che sale sul mezzo di trasporto pubblico senza biglietto non rientra invece nei parametri della nuova legge entrata in vigore all'inizio del 2010. Il TF non ha dunque avuto altra scelta che confermare la decisione del giudice istruttore friburghese e del Tribunale cantonale di Friburgo.

Per il procuratore pubblico friburghese che si era occupato del caso, Fabien Gasser, si tratta di una sentenza "catastrofica". "Oso sperare che l'intenzione del legislatore non era quella di depenalizzare lo scroccare", ha aggiunto, precisando che nei cassetti del ministero pubblico ci sono attualmente 150-200 dossier simili che erano stati sospesi in attesa della decisione del TF.

La LTV è entrata in vigore nel gennaio 2010 e sostituisce la precedente Legge sui trasporti pubblici. Questa, nel capitolo sanzioni, prevedeva due casi: quello di chi non oblitera il biglietto e quello di chi ha violato altre disposizioni. "Continuando a voler semplificare, il legislatore ha perso in efficacia", ha detto Gasser. La palla è ora nel campo del parlamento che dovrebbe rapidamente correggere la lacuna.

Ats

 

Da: CdT, 22.2.11 pag 6

Trasporti pubblici Niente multa quando si è senza biglietto
Il TF: la nuova legge non la prevede - La Procura: «Catastrofe»

La nuova legge sul trasporto di viag­giatori (LTV) non permette di sanzio­nare chi utilizza i trasporti pubblici - tram, bus e treno - senza pagare il bi­glietto.
Lo ha dovuto ammettere il Tribunale fe­derale (TF), che è stato chiamato a espri­mersi sul caso di una donna, la quale, colta in flagrante mentre viaggiava su un autobus della città di Friburgo, si era rifiutata di pagare la sovrattassa - 80 franchi se l'importo viene pagato subi­to, 100 se viene inviata una fattura a ca­sa - inflitta a chi viene pizzicato senza biglietto.
L'articolo 57 della LTV prevede infatti sanzioni penali, con multe fino a 10.000
franchi, soltanto per chi «utilizza senza valido titolo di trasporto un veicolo su un percorso per il quale avrebbe dovu­to obliterare il titolo di trasporto».
Concretamente, ciò significa che sol­tanto chi si dimentica o prova a non vi­dimare la carta multicorse è punibile. Il caso del passeggero che sale sul mezzo di trasporto pubblico senza biglietto non rientra dunque nei parametri della nuo­va legge, che è entrata in vigore a inizio 2010.
Teoricamente il viaggiatore clandesti­no può essere denunciato in base all'ar­ticolo 150 del Codice penale per «con­seguimento fraudolento di una presta­zione», ma unicamente se cerca di sot­
trarsi ai controlli. Tuttavia se si presen­ta al controllore e ammette di non ave­re il biglietto, il quadro giuridico non consente sanzioni.
Il TF non ha dunque avuto scelta: ha do­vuto confermare le precedenti decisio­ni pronunciate dal giudice istruttore fri­burghese e dal Tribunale cantonale di Friburgo.
Per Fabien Gasser, il procuratore pub­blico friburghese che si è occupato del caso, si tratta di una sentenza «catastro­fica». «Spero che l'intenzione del legi­slatore non era quella di depenalizzare lo scrocco», ha dichiarato, precisando che nei cassetti del Ministero pubblico vi sono 150-200 dossier simili, che era­
no stati appunto sospesi in attesa della decisione del TF.
La nuova LTV come detto è entrata in vigore nel gennaio 2010. Al contrario di questa, la vecchia legge, nel capitolo sanzioni, prevedeva due casi per gli «scrocconi»: quello di chi non oblitera il biglietto e quello di chi ha violato al­tre disposizioni. «Volendo semplificare, il legislatore ha perso efficacia», ha spie­gato Gasser.
La palla è ora nel campo del Parlamen­to, che dovrebbe rapidamente correg­gere la lacuna. Secondo quanto ha in­dicato il portavoce dell'Ufficio federale dei trasporti Andreas Windlinger, il Con­siglio federale ha infatti già approvato una modifica della norma, che sarà di­scussa già nella prossima sessione del­le Camere, che inizia questo lunedì.
Da parte sua Christian Ginsig, portavo­ce delle FFS, ha sottolineato che anche nella situazione attuale il viaggiatore senza biglietto è tenuto a pagare la so­vrattassa prevista dall'articolo 20 della LTV. Se non la versa, nei suoi confronti potrà essere avviata una causa civile, , che prenderebbe avvio con un precet­to esecutivo.






IL RIMEDIO Le Camere federali dovrebbero discutere un emendamento già la prossima sessione, che inizia lunedì.
(Foto Keystone)

 

 

 

Da: Mattino della domenica, 20.2.11 pag 32 "Spazio aperto"

BRUNO CALORE

Tutto è iniziato circa 10 anni fa. Da impiegato con stipendio fisso decoroso passai a responsabile di una rete di vendita con evidenti benefici salariali.

Da lì la decisione, ritirare il 2° pilastro e utilizzare quei soldi per l’acquisto di una modesta casa. Le trattative furono velocissime grazie agli ottimi rapporti tra il venditore/costruttore e Banca Stato.

Nel 2007, dopo 12 anni al servizio dell’azienda, persi il lavoro, all’età di 49 anni, e con esso persi ovviamente anche la mia unica fonte di entrate.

Il funzionario dell’ufficio disoccupazione dopo aver esaminato i miei certificati professionali e di studio ed il mio Curriculum Vitae mi disse chiaramente che per me in Ticino di lavoro non ce ne sarebbe stato, mi disse molto esplicitamente che ero troppo qualificato (frase utilizzata con molta disinvoltura anche da molti datori di lavoro per respingere una candidatura con eleganza) e che se avevo qualche “santo in paradiso” era il momento di chiedere la “grazia”.

Io di santi in paradiso non ne ho mai avuti e tutto quello che ho avuto nella vita me lo sono guadagnato giorno per giorno con il mio lavoro e con la mia voglia di fare. Dopo altre vicissitudini pertanto mi vidi costretto a far di nuovo capo alla disoccupazione. Alla fine del termine quadro, dopo centinaia di domande d’impiego regolarmente respinte o rimaste senza risposta, mi venne proposta una possibilità d’impiego da parte dell’URC presso un’azienda di intermediazioni assicurative. Ovviamente accettai, non c’erano alternative. La base di stipendio fisso durò circa 6 mesi (di cui 3 come guadagno intermedio) dopodiché lo stipendio si basava unicamente sulle provvigioni. Nel frattempo i debiti si accumulavano e si tramutavano regolarmente in precetti esecutivi, inclusi gli impegni verso la banca per l’ipoteca. I soldi che entravano dal lavoro erano pochi e non bastavano praticamente nemmeno a coprire il minimo esistenziale per una famiglia di 4 persone.

Nell’arco di 6 mesi l’azienda revocò il contratto iniziale defalcando di fatto, come detto sopra, lo stipendio minimo di base (CHF 3'000.-- lordi). A metà Ottobre 2010 decisi di lasciare quell’azienda dopo mesi di tribolazioni finanziarie e sopravvivenza legata ad acconti di modesti importi (ma questa era ed è una loro strategia aziendale ben precisa per tenere legati a loro i consulenti che producano affari).

Da inizio Novembre 2010 lavoro pertanto su mandato per una importante azienda e sempre comunque su base provvisionale (nessuna azienda vuole assumere una persona di oltre 50 anni a causa dei costi degli oneri sociali in primis, qui lo Stato è davvero latitante nelle misure di sostegno, non ci sono solo i giovani da supportare). Pian piano le cose stanno evolvendo al meglio e il lavoro inizia a dare i suoi risultati. Nel frattempo però Banca Stato ha deciso di non voler più aspettare e quindi ha richiesto di mettere in vendita all’asta pubblica la mia abitazione. Ovviamente, attenendosi strettamente al diritto, può farlo senza problemi.

La mia casa è legata ad un’ipoteca di circa CHF 480'000.-- e l’importo scoperto tra interessi ed ammortamenti dovuto a Banca Stato è di circa CHF 33'000.-- . Senza ombra di dubbio nell’arco di 12 mesi questa situazione si sarebbe risolta. Banca Stato però ha bisogno di quei CHF 33'000.-- altrimenti ci sarà qualche suo manager che a fine anno non potrà farsi la piscina nuova, cambiare automobile alla moglie o regalare il Rolex ai figli.

Banca Stato rischia il fallimento senza poter incamerare subito quei CHF 33'000.-- e guai al pensiero di non seguire il protocollo. In fondo per loro si tratta unicamente di un’operazione finanziaria di routine, nessun coinvolgimento personale. Il 2 Febbraio 2011 la casa andrà all’asta ed io e la mia famiglia dovremo uscirne. Il dopo a Banca Stato non interessa. Per loro è di vitale importanza vendere la casa ad un importo che copra il residuo d’ipoteca; non hanno il minimo interesse al fatto che comunque questo non basterà a tacitare gli altri creditori (lo Stato, la Confederazione e la cassa malati in prevalenza) che hanno tradotto in precetto gli importi a loro ancora dovuti. Alla richiesta di un appartamento in affitto la prima cosa che mi viene richiesta è un estratto dell’ufficio esecuzioni e fallimenti; la risposta poi la lascio immaginare al lettore.

Pertanto non ci sarà da meravigliarsi se dopo l’ennesima performance di applicazione delle norme da parte di Banca Stato (quella che fa gli spot televisivi dove si autoproclama “la Banca vicina alle famiglie”) sarò costretto a vivere in macchina e chiedere l’elemosina dell’ospitalità per i miei figli e la loro madre.

La dignità poi mi è stata tolta perché in un’epoca dove si fa un gran parlare di protezione dei dati e della “privacy” il mio nome e cognome, quelli di mia moglie e tutta la vicenda debitoria legata alla casa e quindi a Banca Stato è in bella mostra in internet e affissa all’albo comunale, con tanto di cifre e restrizioni del diritto di vendita.

So perfettamente di essere dalla parte del torto e non intendo accampare giustificazioni di sorta in questa vicenda. Mi chiedo però perché lo Stato continui a chiedere al cittadino di accogliere e supportare individui che passano il loro tempo ciondolando da un bar all’altro, che ricevono dallo Stato sotto forme diverse sostegni economici e sociali, che vengono protetti nella loro sfera privata e privilegiati in ogni sorta di aiuto. Queste persone, lo dico perché ho avuto modo ed occasione di constatarlo di persona entrando in casa loro, hanno appartamenti sovvenzionati dagli aiuti dello Stato, mobili e televisori da dirigenti aziendali, automobili e telefonini dell’ultima generazione nella maggior parte dei casi.

Buon per loro, certo, ma perché allora nei confronti di chi ha vissuto e pagato tutto regolarmente per una vita qui, che ha svolto il suo dovere verso la Patria, che ha sempre rispettato le regole e che ora si trova in serie difficoltà lo Stato in prima persona non fa nulla? Lo Stato del Canton Ticino è il primo garante di Banca Stato e queste due entità sono quindi strettamente legate fra loro. Devo pertanto dedurne che ciò che Banca Stato fa sia approvato anche dallo Stato e pertanto, nel caso specifico, lo Stato del Canton Ticino approvi il fatto che Banca Stato realizzi la vendita di una modesta casa per un importo di CHF 480'000.- circa senza tenere conto delle conseguenze che questo comporterà? Oppure molto più semplicemente e realisticamente la mano destra non sa cosa fa la mano sinistra?

A conti fatti un altro istituto bancario mi ha informato che con un impegno finanziario di poco oltre CHF 1'000.-- al mese questa ipoteca era sostenibile (con Banca Stato, per inciso, l’importo mensile era ben più elevato e di molto). Con l’azione forzata di Banca Stato si andrà a creare solo una nuova situazione di famiglia bisognosa che costerà ben più di CHF 1'000.-- al mese allo Stato stesso. E’ questa la politica finanziaria più adeguata e corretta? E’ questa la politica sociale più indicata?

Io a causa delle vicissitudini occorse ho perso un lavoro che mi permetteva di provvedere al mantenimento dei miei impegni finanziari. A causa di Banca Stato ho perso la mia casa, per cui ho lavorato una vita, ho perso la mia famiglia, il rispetto e la stima dei miei figli, la dignità come persona.

Grazie Banca Stato, o meglio, grazie ai tuoi funzionari, per essermi stata così tanto vicina!!

 

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