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Da inizio anno sino ad agosto in tutto il Ticino sono stati
emessi oltre 95 mila precetti esecutivi - Non è la regola, ma a volte
chi lavora a contatto con i debitori deve confrontarsi con insulti,
minacce o addirittura aggressioni
È il 4 luglio 2008: in un bar di Rivera due poliziotti sono aggrediti
alle spalle da un 41.enne. L'uomo, poi arrestato, è un cliente
occasionale, descritto come persona corretta e normale. Un uomo comune,
che ha attaccato gli agenti che gli avevano appena consegnato un
precetto esecutivo. Pur se questo appena descritto è un caso limite,
nelle procedure che lo Stato mette in atto per permettere ai creditori
di recuperare i loro soldi non mancano minacce o aggressioni. A farne
le spese sono spesso coloro a diretto contatto con i debitori:i
funzionari degli Uffici esecuzioni e fallimenti, i «cursori». Tanto
che a volte, in caso di dubbio, richiedono colleghi o poliziotti di
supporto.
Un ulteriore caso esemplifica bene
cosa si possono trovare di fronte
i funzionari incaricati. Lo illustra
Fernando Piccirilli,
avvocato responsabile degli uffici che coprono il territorio di
Bellinzona e valli: «Dopo aver notificato il nostro imminente arrivo
per un pignoramento, una persona replicò avvertendoci che ci avrebbe
accolto con il fucile in mano. Arrivammo a casa sua accompagnati dalla
polizia, naturalmente ».
Pochi casi, ma ci sono
Naturalmente,
contestualizzando i casi difficili con lamoltitudine di dossier alla
quale si confrontano ogni anno gli addetti ai
lavori, i problemi non rappresentano una regola. Infatti, commenta
Piccirilli, gli utenti difficili sono pochi. «Ma comunque ce ne sono:
ogni tanto qualche debitore ci aggredisce, o almeno cerca di farlo».
Quando i personaggi ostici sono conosciuti - alcuni debitori,
infatti, sono cronici - «prendiamo provvedimenti. Andiamo in due, o ci
facciamo accompagnare da un agente». Stesso discorso per l'avvocato
Patrick Bianco,
responsabile per il Locarnese: «Se guardiamo i numeri, i casi in cui
ci troviamo in difficoltà sono rari. Ma accadono. L'ultimo risale ad
un mesetto fa, quando durante un colloquio per appianare la situazione
debitoria un utente si mise a dare in escandescenze ». Il discorso
vale per tutto il Ticino:«Alcuni cercano di resistere al pignoramento
dei beni, provano ad ostacolarci» spiega
Silvio Torti,
responsabile dell' Ufficio
esecuzioni per il Luganese.
Torti solleva quello che rappresenta un ostacolo considerevole al buon
andamento delle pratiche: «Contattare i debitori è un problema. La
gente non si fa proprio trovare. I precetti esecutivi, nel 60% dei
casi, non riescono ad essere notificati tramite la posta: dobbiamo poi
agire tramite uscieri o pubblicazioni ufficiali».
Ambasciator non porta pena
«Noi siamo in mezzo tra debitori e creditori che si avvalgono della
legge per riscuotere il loro denaro. Non facciamo distinzioni. È il
nostro lavoro, semplicemente » continua Piccirilli, facendo
implicitamente allusione al celebre adagio «ambasciator non porta
pena». «Negli ultimi anni ho notato un decadimento del rispetto verso
i funzionari» aggiunge
Antonio Caimi,
responsabile del Mendrisiotto. «La gente sembra esasperata. Alcuni
miei impiegati tornano dalle attività dicendo di esser stati
insultati». In ufficio, continua Caimi, arrivano anche lettere dai toni
accesi. Ma anche gli stessi utenti agli sportelli «mostrano
aggressività. Io li considero sfoghi comprensibili. Certo, cerco di
capirli. Ma d'altra parte noi non possiamo farci nulla, è inutile
urlarci addosso».
Le cifre
Cosa dicono le statistiche ticinesi
in merito alle procedure esecutive
e fallimentari? Prendiamo le
statistiche che coprono il periodo tra il 1. gennaio e la fine di
agosto 2008, confrontandole con quelle del medesimo lasso di tempo
del 2007. Sommando i dati si nota che i dati in aumento coinvolgono
solo i precetti esecutivi.
Complessivamente in Ticino, da inizio anno sino alla fine di agosto,
sono stati emessi 95.325 precetti esecutivi; nello stesso periodo del
2007, son stati 93.583. Ovvero, 1.742 in più. Il resto dei dati
indicano invece una tendenza alla diminuzione. I pignoramenti eseguiti
sono stati 16.247: rapportati al 2007 (22.475), sono 6.228 in meno. Le
domande di proseguimento sono state, nel 2007, 72.110, mentre
quest'anno sie ne sono registrate 68.540 (3.570 in meno dunque). Ultime
statistiche, quelle riguardanti le comminatorie di fallimento: nel 2007
son state 2.867; nel 2008, invece, 2.308. Vale a dire 559 in meno.
Stefano Sergi
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