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Commissioni tutorie, cosa si aspetta il cittadino

Da: Mattino della domenica, 21.8.11 pag 36

GERMANO RAIOLA

Quando si parla di querelle che comprendono o lambiscono i minori, è più che mai opportuno che le autorità coinvolte siano attente, concentrate, coordinate ed efficaci. Trasparenza, disponibilità e rispetto sono anche prerequisiti essenziali. Questo, e non solo, si aspetta un cittadino qualsiasi costretto – suo malgrado – ad avere a che fare con le istituzioni, a prescindere dalla loro natura e dal loro campo di azione.

Del disastroso impatto delle Commissioni Tutorie Regionali si è già largamente parlato. Chi ha la fortuna di non dovere combattere con tali istituzioni non può neppure immaginare cosa significhi averci a che fare. Mi verrebbe quasi da dire, per fare dell’ironia che non cambia le cose ma aiuta a digerire bocconi amari, che le Commissioni Tutorie Regionali sono 18 perché i guai non arrivano mai da soli.

Invito comunque anche i più fortunati a considerare che “il pesce puzza sempre dalla testa”. A capo delle 18 (18!!) Commissioni Tutorie Regionali c’è l’Ufficio di Vigilanza sulle Tutele, tutt’altro che vigile, diretto dall’avvocato Alessia Paglia che si dice oberata di lavoro e trova il tempo per partecipare a trasmissioni radiofoniche e televisive, con il risultato di fare trapelare anche fuori dai propri uffici tutta la sua incapacità.

Durante la trasmissione telefonica “Millevoci” del 12 aprile 2010, l’avvocato Paglia sfoggia una totale assenza di sensibilità, cercando in primis di salvare il proprio operato, senza lasciare spazio ad eventuali errori commessi dal proprio ufficio il cui parere può essere solo smentito dal Tribunale d’Appello il quale richiede, a sua volta, denaro ai ricorrenti e tempo (tanto tempo) per decidere. Dice che l’AVT “cerca di verificare se le decisioni prese dalle autorità [n.d.a come le Commissioni Tutorie Regionali] sono corrette”. Cerca. Non “fa in modo di stabilire equità davanti a decisioni discutibili”, no… “cerca”.(!) Poi interrompe il conduttore e, con la voce improbabile, dice: “senta… scusi, a me spiace, alla fine di questa trasmissione emerge una catastrofe e io questo punto non lo condivido, non credo che sia questo il messaggio che deve passare ai radioascolatori. Se la metà delle persone che si sposano divorzia, è un male della società. Buona parte di questi divorzi si concludono con un accordo tra i genitori. Ci sono però purtroppo poi alcuni casi che diventano esasperati, molto complessi dove è giusto osservare che l’autorità tutoria non ha la bacchetta magica. Noi tentiamo, la buona fede c’è, cerchiamo di gestire. Non navighiamo a vista, guardiamo il codice civile”.

Ciò equivale a dire che i casi facili, l’Autorità di Vigilanza sulle Tutele, li sa gestire bene. Non sa affatto gestire i casi complicati, neppure quelli che diventano complicati dopo l’intervento delle autorità.

Guardiamo le cose con la dovuta parzialità: laddove sarebbe necessario sapere intervenire, anche in modo fermo e deciso per salvaguardare il bene dei minori, l’ufficio diretto dall’avvocato Paglia si perde. Laddove non c’è bisogno di interventi perché i coniugi hanno trovato il loro equilibrio, allora l’Autorità di Vigilanza sulle Tutele sa dove mettere le mani e si dimostra efficace.

Come dire che l’AVT è un medico bravo soltanto se il paziente che si fa visitare ha già in tasca la diagnosi giusta. Altrimenti… un disastro!

Avvocato Paglia: nel caso che riguarda i miei figli e me lei è stata un assoluto disastro. Meno radio, meno TV, un po’ più di letteratura specialistica e soprattutto, molto più buon senso. Faccia meno l’offesa, stia meno sulle sue. Tutti i genitori non affidatari sono impazienti di poterle rivolgere, finalmente, un applauso. 

Gianfranco Scardamaglia è una figura attiva nel dibattito politico del Canton Ticino e coordinatore del Movimento Papageno, impegnato nei diritti dei genitori separati e dei figli. È Consigliere Comunale a Losone e interviene regolarmente su temi di giustizia e politiche familiari.

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