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Da: La regione, 1.3.08, pagina 8

 

Coniugi, no alla tassazione individuale
Hans-Rudolf Merz abbandona la strada dell’imposizione separata e punta sugli sgravi per famiglie con figli


Berna – L’imposizione indi­viduale delle coppie è stata ab­bandonata. Per evitare una sterile controversia sulla scel­ta del sistema, il ministro delle finanze Hans- Rudolf Merz ha rinunciato a questo grande progetto di riforma a lunga scadenza, puntando su un ra­pido miglioramento della si­tuazione fiscale delle famiglie con figli.
Già il 24 febbraio scorso, commentando l’esito della vo­tazione federale sull’imposizio­ne delle imprese, Merz aveva constatato che la consultazione sulle diverse varianti di tassa­zione delle coppie, conclusasi otto mesi fa, è finita su un bina­rio morto. In una situazione in cui i fronti politici sono defini­ti, è impossibile riunire una maggioranza né per il modello dello splitting, né per l’imposi­zione separata dei coniugi.
Sgravi fiscali per famiglie con figli Inizialmente, il Consiglio fe­derale desiderava lasciare al parlamento la competenza di decidere in materia. Tuttavia, Merz vuole ora « evitare una controversia sulla scelta del si­stema che possa rivelarsi lunga e paralizzante» , si legge in una nota del Dipartimento federale delle finanze (Dff). Al posto di progetti di riforma a lunga sca­denza, il ministro delle finanze propugna un rapido migliora­mento della situazione delle persone fisiche, concentrando­si sullo sgravio fiscale delle fa­miglie con figli. Per incarico del ministro del­le finanze un gruppo di lavoro di quattro persone dell’Ammi­nistrazione federale delle con­tribuzioni elaborerà entro l’au­tunno possibili modelli per lo sgravio delle famiglie con figli, basati sul sistema attuale di imposizione dei coniugi. Se­condo il Dff, il Consiglio fede­rale si pronuncerà in merito pure in autunno.
Imprese, verso la terza riforma Dopo il timido “sì” alla rifor­ma dell’imposizione delle im­prese è stato istituito anche un altro gruppo di lavoro di otto persone, in seno al quale sono rappresentati anche i cantoni, chiamati a concretizzare la ter­za riforma dell’imposizione delle imprese. Si pensa a sgravi dei dividendi o dell’imposta sul capitale.
Obiettivo di questa “taskfor­ce”: non solo mantenere la competitività fiscale della Svizzera a livello internazio­nale, ma possibilmente mi­gliorarla. Il Dff ammette che a questo riguardo sussiste una correlazione con la controver­sia fiscale con l’Unione euro­pea ( Ue). Nel mirino vi sono i
privilegi accordati dai canto­ni alle holding straniere.
La fiscalità cantonale non si tocca Pur tenendo conto di deter­minate richieste dell’Ue, il gruppo di lavoro non può inter­venire sui regimi tributari cantonali, sottolinea il Dff.
« Non ci sarà dunque un ade­guamento alle norme interne dell’Ue » . I primi risultati di questo secondo gruppo di lavo­ro non sono attesi prima del­l’autunno. Un terzo gruppo di lavoro si soffermerà sulla revi­sione totale dell’Iva, in vista dell’elaborazione del messag­gio alle Camere. In merito, il Consiglio federale ha già adot­tato decisioni di principio, dopo che dalla procedura di consultazione è emerso un am­pio consenso a favore di una semplificazione del sistema in esame. Nel gennaio del 2008, il governo ha incaricato il Dff di elaborare un messaggio sulla revisione dell’Iva con un’ali­quota unica del 6,1%. Si do­vranno anche sopprimere la maggior parte possibile delle eccezioni fiscali. Il messaggio al parlamento dovrebbe essere disponibile prima della pausa estiva 2008. ATS

 

 

Da: CdT 31.1.13 pag 8

Fisco. Più deduzioni per il 2012.

È in arrivo la dichiarazione d'imposta - Pronte per essere spedite oltre 230 mila buste. Debutta lo sgravio sulle spese di cura dei figli - Aumenta quello per i partiti politici


GIANNI RIGHINETTI

Nelle pagine online della Divisione delle contribuzioni il link per la dichia­razione d'imposta 2012 delle persone giuridiche è già attivo, mentre quello che apre le porte al modulo elettronico per le persone fisiche, verrà reso operativo dal prossimo 20 febbraio. Intanto però è già possibile dare un'occhiata alle deduzio­ni. E per i contribuenti ci sono delle sorprese, tutto sommato, gradevoli. Per alcune categorie le deduzioni sono state potenziate.
La new entry dell'anno è l'alleggerimento fiscale per le famiglie in cui entrambi i genitori lavorano. Si tratta di deduzioni per le spese di cura prestate da terzi ai fi­gli, come baby sitter o asili nido. La pro­posta era stata lanciata dal Governo, che aveva preso spunto dal diritto federale, e ritoccata poi dal Gran Consiglio. Fino ad un reddito imponibile di 80.000 franchi la deduzione è pari a quella della Confe­derazione, ovvero 10.000 franchi. Oltre questa soglia scatta invece la proposta governativa di 5.500 franchi. Il contri­buente potrà dedurre per ogni figlio le indennità giornaliere pagate ad asili nido e doposcuola, così come i compensi ac­cordati alle persone che si occupano della custodia dei bambini, quali mam­me e famiglie diurne. La deduzione è va­lida per figli da zero, fino al compimento del 14.esimo anno d'età. Ma ci sono altre deduzioni che hanno subito alcuni ritoc­chi, nell'interesse del contribuente. Complessivamente sono aumentate dell'1,5% per l'anno considerato.
Al capitolo «deduzioni supplementari» si trova la voce «versamenti ai partiti politi­ci». Mentre fino al 2011 la deduzione
massima ammessa era di 10.000 franchi, ora è stata portata a 10.100. Ma attenzio­ne, non vale per tutti i partiti. Occorre che sia rispettato almeno uno di questi tre criteri: il partito è iscritto nel registro dei partiti politici; è rappresentato in un par­lamento cantonale; ha ottenuto almeno il 3% dei voti nell'ultima elezione di un parlamento cantonale.
Balzo in avanti anche per l'importo de « Deduzione per ogni figlio a carico» che passa da 10.900 a 11.100 franchi, mentre la «deduzione per ogni persona biso­gnosa a carico» passa da una forchetta 2011 di 5.600-10.900 franchi ad un mini­mo di 5.700 e un massimo di 11.100 franchi nel 2012. Nel 2013 scatterà poi l'esenzione fiscale del soldo dei pompie­ri. Questa esenzione è già valida per il soldo del servizio civile e militare. Si tratta di una riforma avallata a livello fe­derale e già approvata dal Parlamento cantonale. In questo caso la deduzione sarà di 5.000 franchi.
Per il 2012 sono attese 230mila dichiara­zioni d'imposta. Vanno dichiarati i redditi conseguiti nel 2012 e la sostanza posse­duta al 31 dicembre dello stesso anno. La dichiarazione andrà compilata entro il 30 aprile prossimo, con la possibilità di chie­dere la proroga fino al 30 settembre. In realtà l'abitudine di rinviare l'appunta­mento con il fisco è piuttosto diffusa. Il primo rinvio non necessita di motivazio­ne, unicamente di notifica.
Il Cantone tende ad incentivare sempre più la compilazione online, per questo il programma eTax è direttamente scarica­bile all'indirizzo www.ti.ch/fisco. Ad oggi la Divisione delle contribuzioni afferma che circa il 40% delle dichiarazioni ven­gono compilate elettronicamente.





DOCUMENTI Da preparare cer tificato di salario, quello della chiusura del conto bancario e quello di cassa malati. (Foto Archivio CdT)

Da: Mattino della domenica, 11.3.12 pag 42, Spazio aperto

La legge tributaria per i padri divorziati va cambiata!

G. B.

Mi chiamo B.G., ho 56 anni e sono divorziato da cinque anni. Ho inteso scrivervi questa lettera perché voglio far sapere a voi ed a tutti i papà in ge­nerale che la legge tributaria per i padri divorziati a mio avviso (e se­condo la mia esperienza personale) non funziona. Per quale motivo? Semplicemente perché, pur dando re­golarmente ogni mese una somma di danaro a mia figlia, lo Stato mi tassa
su un reddito imponibile che io non ho più.

 

Da: www.tio.ch 25.8.11

LOCARNO
"Io e i miei due figli viviamo con 1200 franchi al mese"

La storia di Caterina, 28 anni. Non ha un lavoro e fa la spesa da Tavolino Magico: "Sono finita in questo incubo anche per colpa di chi non mi ha spiegato i miei diritti. Ora voglio un'opportunità per uscirne". 

di P.M.

LOCARNO – “La cosa che mi pesa di più? Non potermi permettere assolutamente nulla. Né una vacanza, né un’uscita”. Ha le lacrime agli occhi Caterina M., 28 anni, di Locarno, mentre racconta la sua situazione. L’ormai ex marito che non le paga gli alimenti, un divorzio in corso, la difficoltà a trovare un lavoro, il fatto di avere due figli, di 10 e 6 anni, a carico. “Da quando tre anni fa ci hanno tolto gli assegni per la prima infanzia sono finita in un vicolo cieco. Finora io e i miei figli abbiamo vissuto con i 1200 franchi al mese che ci dà lo Stato. Solo di recente sono riuscita a scoprire che potrei beneficiare di ulteriori sussidi. Vergognoso. Per tre anni ho fatto dentro e fuori dagli uffici del Cantone senza trovare qualcuno che mi spiegasse di quali diritti avrei potuto beneficiare”.

Frigorifero vuoto - Da qualche tempo Caterina è stata costretta ad abbandonare anche il suo appartamento di Losone. È tornata da sua madre, alla quale versa un affitto un po’ più moderato. “Non avrei mai pensato di trovarmi in una simile condizione. Il frigorifero è sempre vuoto. E non ho mai un centesimo per provare a realizzare un desiderio ai bambini. È frustrante. Così come è frustrante non riuscire a trovare un lavoro. Ho un diploma di dirigente di comunità, ho studiato come educatrice. Ma mi accontenterei anche di un lavoro in qualsiasi altro ambito, purché sia dignitoso”. 
Speranze - Si sfoga Caterina. All’orizzonte, finalmente, sembra vedere uno spiraglio di luce. Ma il passato pesa come un macigno. “Il pretore già anni fa disse che mio marito non aveva i soldi per versarmi gli alimenti. Mi sono ritrovata da sola e da sola ho dovuto lottare per stare a galla. Adesso, grazie anche all’aiuto di una curatrice, ho delle speranze. Forse potrò avere gli assegni famigliari integrativi. Spero che qualcuno prenda davvero in considerazione il mio caso. Ho tanta voglia di riemergere e di tornare a lavorare. So di avere delle qualità. Vorrei solo che qualcuno mi desse un’opportunità”.

Spesa povera - La giovane madre di Locarno per non andare al di là del risicato budget a disposizione fa la spesa presso il negozio dell’associazione Tavolino Magico. Lì acquista soprattutto beni alimentari. “Ho una tessera che mi permette di fare la spesa con un franco. Certo, la merce magari non sarà di primissima qualità, ma almeno si riesce a campare. Per fortuna che c’è gente come fra Martino Dotta, che si impegna davvero sul campo anche per chi come me si trova in difficoltà. Non so come avrei fatto senza il suo aiuto”.

Tutti i ‘poveri’ del Ticino in cifre
A dicembre 2010 in Ticino erano 4333 persone le persone in assistenza. A fine luglio invece, complice anche la ‘rivoluzione del 1 aprile’, ben 4790, di cui il 49,5% donne e il 50,5% uomini. Il 57% ha un’età compresa fra i 30 e i 59 anni. Il 22% ha meno di 20 anni. Il 52% ha una formazione conclusa. Il minimo vitale? Per una singola persona è fissato a 1077 franchi al mese più l’affitto e la cassa malati. Oltre 1600 ticinesi ogni settimana fanno la ‘spesa’ presso l’associazione Tavolino Magico. Circa mille persone all’anno, invece, si rivolgono in un modo o nell’altro ai servizi di Caritas Ticino.

 

Da: www.lematin.ch, 21.5.11 (link all'articolo) Per leggere l'articolo in italiano cliccare QUI

Les papas divorcés veulent déduire de leurs revenus la pension versée à leurs enfants majeurs. Certes, la loi fédérale ne le permet pas. Mais, pour ces hommes, l’enjeu financier est considérable. Et sur ce point technique, une fois n’est pas coutume, les féministes les soutiennent.

Marie Maurisse - le 21 mai 2011, 23h17
Le Matin Dimanche

Remplir sa déclaration d’impôt n’est jamais une partie de plaisir. Mais, pour les pères divorcés, c’est presque un cauchemar: dès que leur enfant atteint l’âge de 18 ans, ils ne peuvent plus déduire de leurs revenus la pension alimentaire versée chaque mois. Pour remédier au problème, le Mouvement de la condition paternelle du canton de Vaud (MCPV) va lancer, ces prochains jours, une pétition qui pourrait bien prendre une envergure nationale. «Je reçois quotidiennement des appels de pères indignés, raconte Julien Dura, porte-parole. Ils ne comprennent pas pourquoi, à la majorité de leur fils ou de leur fille, on leur supprime ce droit. Sans la déduction, certains ont du mal à boucler les fins de mois. C’est discriminatoire!» Avec un fils de 19 ans, Julien Dura est le premier concerné. Depuis 2010, il ne peut plus déduire les 7200 francs annuels de pension qu’il paie et a vu ses impôts augmenter. En 2009, près de 20 000 couples ont divorcé en Suisse, dont deux tiers ont des enfants mineurs. Pour eux, la question n’a vraiment rien d’anecdotique.

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