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Iniziativa parlamentare contro la pedofilia di SIMONE BANCHINI CONSULENTE A.G.N.A.

Da: Mattino della domenica, 12.12.10 pag 26

Iniziativa parlamentare contro la pedofilia

SIMONE BANCHINI CONSULENTE A.G.N.A.

Che la pedofilia sia da combattere con ogni mezzo è indiscutibile e l’iniziativa parlamentare Pedrazzini/Ducry annunciata nei mass media mette sicuramente il dito nella piaga.

Nei giorni scorsi ho avuto modo di udire alla televisione uno dei due promotori del quale mi permetto sintetizzare quanto affermato, e cioè che il rischio di una segnalazione di abuso inconsistente possa essere considerata accettabile a fronte del rischio di un bimbo abusato.

Questo mettere sulla bilancia la segnalazione di un possibile abuso dell’adulto a far da contrappeso alla gravità di un abuso effettuato sul minore mi ha sollecitato a prendere posizione reputando che, se da una parte le conseguenze per una vittima sono senza dubbio devastanti, dall’altra l’onta di un atto mai commesso ha pure gravissime conseguenze e non solo per il presunto pedofilo.

Mi rifaccio qui alla mia attività di consulente di A.G.N.A. (Associazione Genitori Non Affidatari) che dal 2007 - attraverso il suo sportello di consulenza - si occupa di aiutare e sostenere quei genitori che, a seguito della rottura del legame di coppia si trovano ad avere difficoltà nel poter esercitare il loro ruolo genitoriale.

In più occasioni durante i colloqui di consulenza mi ritrovo confrontato con persone accusate di molestie sui propri figli da parte della controparte che a volte, anche consigliata da legali poco corretti, usa lo stratagemma di una segnalazione infamante per soddisfare il desiderio di vendicarsi della decisione dell’ex-coniuge di interrompere la relazione di coppia.

Quando si parla di pedofilia e di abuso su minori non sempre ci si rende conto dell’enorme varietà di modalità utilizzate dall’abusante per raggiungere il proprio scopo e di quante siano le insidie che sottostanno alla denuncia di possibili abusi. - se qualcuno desiderasse approfondire l’argomento raccomando la recente pubblicazione a cura di Kathya Bonatti dal titolo Madri e Padri manipolatori – Zacchetti Milano maggio 2012 alle pagg 43/59.

Do senza dubbio atto al nostro Pubblico Ministero della serietà, della competenza e della celerità con cui vengono sbrigate le inchieste su queste fattispecie giungendo spesso ad una sentenza di “non luogo a procedere”, ma i tempi canonici dell’inchiesta penale possono avere conseguenze laceranti e non solo sulla persona i giustamente accusata ma anche sullo stesso minore che pur risultando non abusato rimarrà comunque oggetto esasperato dal conflitto in atto fra i genitori. Non è sicuramente mia intenzione sminuire le intenzioni che muovono gli iniziativisti, e ben vengano misure di a difesa del minore ma ritengo opportuno rendere attenti i promotori sul rischio di mettere a disposizione di alcuni “malintenzionati” un ulteriore e fuorviante fattore di conflittualità con ricadute dolorosissime su quei figli già“utilizzati a tale spregevole scopo” e martoriati dall’incapacità dei genitori di percepire la valenza distruttiva delle loro dispute.

 

Gianfranco Scardamaglia è una figura attiva nel dibattito politico del Canton Ticino e coordinatore del Movimento Papageno, impegnato nei diritti dei genitori separati e dei figli. È Consigliere Comunale a Losone e interviene regolarmente su temi di giustizia e politiche familiari.

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