Che la pedofilia sia da combattere con ogni mezzo è indiscutibile
e l’iniziativa parlamentare Pedrazzini/Ducry annunciata nei mass media
mette sicuramente il dito nella piaga.
Nei giorni scorsi ho avuto modo di udire alla televisione uno dei
due promotori del quale mi permetto sintetizzare quanto affermato, e
cioè che il rischio di una segnalazione di abuso inconsistente possa
essere considerata accettabile a fronte del rischio di un bimbo abusato.
Questo mettere sulla bilancia la segnalazione di un possibile
abuso dell’adulto a far da contrappeso alla gravità di un abuso
effettuato sul minore mi ha sollecitato a prendere posizione reputando
che, se da una parte le conseguenze per una vittima sono senza dubbio
devastanti, dall’altra l’onta di un atto mai commesso ha pure gravissime
conseguenze e non solo per il presunto pedofilo.
Mi rifaccio qui alla mia attività di consulente di A.G.N.A.
(Associazione Genitori Non Affidatari) che dal 2007 - attraverso il suo
sportello di consulenza - si occupa di aiutare e sostenere quei genitori
che, a seguito della rottura del legame di coppia si trovano ad avere
difficoltà nel poter esercitare il loro ruolo genitoriale.
In più occasioni durante i colloqui di consulenza mi ritrovo
confrontato con persone accusate di molestie sui propri figli da parte
della controparte che a volte, anche consigliata da legali poco
corretti, usa lo stratagemma di una segnalazione infamante per
soddisfare il desiderio di vendicarsi della decisione dell’ex-coniuge di
interrompere la relazione di coppia.
Quando si parla di pedofilia e di abuso su minori non sempre ci
si rende conto dell’enorme varietà di modalità utilizzate dall’abusante
per raggiungere il proprio scopo e di quante siano le insidie che
sottostanno alla denuncia di possibili abusi. - se qualcuno desiderasse
approfondire l’argomento raccomando la recente pubblicazione a cura di
Kathya Bonatti dal titolo Madri e Padri manipolatori – Zacchetti Milano
maggio 2012 alle pagg 43/59.
Do senza dubbio atto al nostro Pubblico Ministero della serietà,
della competenza e della celerità con cui vengono sbrigate le inchieste
su queste fattispecie giungendo spesso ad una sentenza di “non luogo a
procedere”, ma i tempi canonici dell’inchiesta penale possono avere
conseguenze laceranti e non solo sulla persona i giustamente accusata ma
anche sullo stesso minore che pur risultando non abusato rimarrà
comunque oggetto esasperato dal conflitto in atto fra i genitori. Non è
sicuramente mia intenzione sminuire le intenzioni che muovono gli
iniziativisti, e ben vengano misure di a difesa del minore ma ritengo
opportuno rendere attenti i promotori sul rischio di mettere a
disposizione di alcuni “malintenzionati” un ulteriore e fuorviante
fattore di conflittualità con ricadute dolorosissime su quei figli
già“utilizzati a tale spregevole scopo” e martoriati dall’incapacità dei
genitori di percepire la valenza distruttiva delle loro dispute.