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Da: La regione, 6.9.11 pag 20

Stalker per egoismo e sordo a ogni regola

La Corte aumenta a 3 anni la pena proposta dall’accusa contro il 51enne che ha tormentato ex moglie e figli

G.G.

TI-PRESS Un uomo divenuto incubo per familiari e vicinato

Tre anni di carcere, ossia la massima pena contemplata dal codice penale nei processi davanti alle Corti delle assise criminali senza assessori giurati. È quella inflitta ieri dai giudici (presidente, Mauro Ermani) allo stalker balzato ormai agli onori delle cronache per la singolare quanto sofferta vicenda di ripetuta e impenitente coazione nei confronti dei figli minorenni e della moglie in attesa di ottenere il divorzio avvenuta nel periodo compreso tra il luglio 2008 e la primavera scorsa.

La Corte ha persino aumentato la condanna (30 mesi da espiare) proposta venerdì al

Da: CdT 29.03.11 pag 1 e 11

In Cassazione: annullata la condanna allo stalker. Da rifare il processo al 50.enne africano accusato di coazione.

■ Tutto da rifare: sentenza annulla­ta e processo da celebrare nuova­mente. Ha avuto sviluppi a dir poco inattesi la vicenda del 50.enne sene­galese che nel settembre del 2010 era stato condannato a due anni con la condizionale poiché riconosciuto colpevole di stalking (molestie assil­lanti e persecutorie) ai danni della moglie e dei figli. La Corte di appello e di revisione penale (un tempo si chiamava Cassazione) ha infatti ac­colto un ricorso della difesa, rappre­sentata dall'avvocato Costantino De­logu di Lugano, in cui si lamentava la mancata audizione di alcuni testimo­ni. Gli atti sono pertanto stati rinvia­ti a una Corte delle Correzionali af­finché si pronunci nuovamente.

Da: www.tio.ch 29.3.11

STANS - Venti mesi di detenzione con la condizionale: è la condanna inflitta oggi dal Tribunale cantonale di Nidvaldo a una donna di 48 anni accusata di omicidio colposo per la morte dei due bambini travolti da un ruscello in piena il 17 luglio 2009. Una delle vittime era sua figlia, di 11 anni, l'altra un bebè di sei mesi affidato all'imputata. Il pubblico ministero chiedeva 14 mesi con la condizionale.

Da: www.tio.ch 3.3.11

LOCARNO

Cade l'accusa di abusi su una bimba, 37enne risarcito con 50mila franchi

LOCARNO - All'epoca dei fatti aveva 37 anni. Nel gennaio del 2007 fu avviato nei suoi confronti un procedimento penale per presunti abusi su una bimba di tre anni (figlia della sua compagna) che sfociò poi in un decreto d'abbandono firmato nel novembre del 2009 dal procuratore Moreno Capella.

Da: Mattino della domenica, 12.12.10 pag 26

Iniziativa parlamentare contro la pedofilia

SIMONE BANCHINI CONSULENTE A.G.N.A.

Che la pedofilia sia da combattere con ogni mezzo è indiscutibile e l’iniziativa parlamentare Pedrazzini/Ducry annunciata nei mass media mette sicuramente il dito nella piaga.

Nei giorni scorsi ho avuto modo di udire alla televisione uno dei due promotori del quale mi permetto sintetizzare quanto affermato, e cioè che il rischio di una segnalazione di abuso inconsistente possa essere considerata accettabile a fronte del rischio di un bimbo abusato.

Questo mettere sulla bilancia la segnalazione di un possibile abuso dell’adulto a far da contrappeso alla gravità di un abuso effettuato sul minore mi ha sollecitato a prendere posizione reputando che, se da una parte le conseguenze per una vittima sono senza dubbio devastanti, dall’altra l’onta di un atto mai commesso ha pure gravissime conseguenze e non solo per il presunto pedofilo.

Mi rifaccio qui alla mia attività di consulente di A.G.N.A. (Associazione Genitori Non Affidatari) che dal 2007 - attraverso il suo sportello di consulenza - si occupa di aiutare e sostenere quei genitori che, a seguito della rottura del legame di coppia si trovano ad avere difficoltà nel poter esercitare il loro ruolo genitoriale.

In più occasioni durante i colloqui di consulenza mi ritrovo confrontato con persone accusate di molestie sui propri figli da parte della controparte che a volte, anche consigliata da legali poco corretti, usa lo stratagemma di una segnalazione infamante per soddisfare il desiderio di vendicarsi della decisione dell’ex-coniuge di interrompere la relazione di coppia.

Quando si parla di pedofilia e di abuso su minori non sempre ci si rende conto dell’enorme varietà di modalità utilizzate dall’abusante per raggiungere il proprio scopo e di quante siano le insidie che sottostanno alla denuncia di possibili abusi. - se qualcuno desiderasse approfondire l’argomento raccomando la recente pubblicazione a cura di Kathya Bonatti dal titolo Madri e Padri manipolatori – Zacchetti Milano maggio 2012 alle pagg 43/59.

Do senza dubbio atto al nostro Pubblico Ministero della serietà, della competenza e della celerità con cui vengono sbrigate le inchieste su queste fattispecie giungendo spesso ad una sentenza di “non luogo a procedere”, ma i tempi canonici dell’inchiesta penale possono avere conseguenze laceranti e non solo sulla persona i giustamente accusata ma anche sullo stesso minore che pur risultando non abusato rimarrà comunque oggetto esasperato dal conflitto in atto fra i genitori. Non è sicuramente mia intenzione sminuire le intenzioni che muovono gli iniziativisti, e ben vengano misure di a difesa del minore ma ritengo opportuno rendere attenti i promotori sul rischio di mettere a disposizione di alcuni “malintenzionati” un ulteriore e fuorviante fattore di conflittualità con ricadute dolorosissime su quei figli già“utilizzati a tale spregevole scopo” e martoriati dall’incapacità dei genitori di percepire la valenza distruttiva delle loro dispute.

 

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