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Da: CdT 3.9.10 pag 11

Correzionali Senegalese a processo per «stalking»
È accusato di coazione su moglie e figli, ma nega gli addebiti

Una relazione sentimentale finita male, tradottasi in una sofferta prati­ca di separazione poi sconfinata, se­condo l'accusa, nei territori banditi dal codice penale. È questo il cano­vaccio del processo apertosi ieri da­vanti alla Corte delle assise Correzio­nali di Lugano, riunite a Mendrisio sotto la presidenza del giudice Clau­dio Zali. A comparire alla sbarra, un 50.enne originario del Senegal che avrebbe perseguitato la moglie e i fi­gli a seguito della divisione.
Molestie assillanti

L'imputato respinge le accuse, men­tre per la sostituta procuratrice Mari­sa Alfier il suo agire configurerebbe quello che viene definito «stalking». Il termine, ancora poco conosciuto al­le nostre latitudini, deriva dal gergo venatorio inglese («appostarsi, avvi­cinarsi di soppiatto»). Stando a una scheda informativa della Confedera­zione, lo stalking indica insomma del­le «molestie assillanti», ripetute, ai danni di una persona la cui incolumi­tà «può risultare minacciata o dan­neggiata» in modo diretto o indiretto. In Svizzera lo «stalking» è compreso sotto il «cappello» del reato di coazio­ne mentre negli ordinamenti di diver­si altri Stati europei esso configura un reato a sé.

TICINO | 03.09.2010 | 17:30 
 

 
 
 

Stalking: 2 anni con la condizionale

All''uomo, un 50enne senegalese, sono stati attribuiti 57 episodi di coazione sulla moglie e i figli

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È stato condannato dal giudice Claudio Zali a due anni di carcere con la condizionale, il 50enne senegalese a processo a Lugano per aver perseguitato la moglie e i figli al punto da macchiarsi di ripetuta coazione.
L’uomo è stato riconosciuto colpevole di stalking, ovvero un insieme di comportamenti intrusivi ripetuti di sorveglianza e controllo di una persona, che risulta infastidita o preoccupata da tali attenzioni non gradite.
In aula sono stati elencati 57 episodi di coazione tra il luglio del 2008 e il momento dell’arresto dell’uomo, avvenuto a gennaio di quest’anno.

Da: CdT 4.9.10 pag 11

Pena con la condizionale per un 50.enne senegalese riconosciuto colpevole alle Correzionali di 57 episodi di coazione ai danni della moglie e dei figli

«Lei stasera torna a casa, ma se al di fuori dei diritti di visita concessi dal­le autorità dovesse avvicinarsi a me­no di 300 metri dall'abitazione dei suoi figli e di sua moglie o entrare in rela­zione con loro in qualunque altra cir­costanza, se dovesse importunarli, scrivere o telefonare loro, finirà di nuo­vo in carcere». Così ieri pomeriggio il presidente della Corte delle assise Correzionali di Lugano, giudice Clau­dio Zali , nel condannare a due anni di carcere con la condizionale per un periodo di prova di 5 anni un 50.enne senegalese riconosciuto colpevole di stalking (molestie assillanti e perse­cutorie) ai danni dei congiunti.

Da: www.cdt.ch 6.9.10

Uccise il marito: 22 mesi sospesi. Il Tribunale di Olten condanna donna 43.enne 

OLTEN - Ventidue mesi di carcere con la condizionale: è la pena inflitta oggi dal tribunale di Olten-Gösgen, nel canton Soletta, a una italiana 43enne, che sette anni fa, nel corso di una violenta lite, uccise il marito colpendolo ripetutamente alla testa con un ferro da stiro. I giudici, seguendo le raccomandazioni della pubblica accusa, l'hanno riconosciuta colpevole di omicidio passionale.
La vicenda risale alla notte del 23 marzo 2003: dalle indagini è risultato che contro l'uomo, di professione camionista, furono inferti almeno una decina di colpi, dapprima con l'elettrodomestico e in seguito con un attrezzo da ginnastica. La coppia viveva a Schönenwerd (SO) ed aveva quattro figli. Le relazioni coniugali erano da tempo burrascose e la donna si sentiva in pericolo, essendo stata più volte minacciata di morte dal consorte.

Da: www.tagesanzeiger.ch , 6.9.10 (link all'articolo con foto)

Totschlag mit Bügeleisen: Ehefrau muss nicht ins Gefängis

Die 43-jährige Frau, die vor sieben Jahren im Streit ihren Ehemann mit einem Bügeleisen erschlagen hat, erhält eine bedingte Freiheitsstrafe von 22 Monaten. Das Gericht beurteilt die Tat trotzdem als «brutal».

Da: www.paternitoggi.it del 17.8.10

Definitivamente assolto dall'ipotesi di aver abusato del figlio di tre anni. Ma il calvario giudiziario, per lui, è durato 12 anni.

A puntare l’indice contro l'uomo era stata una psicoterapeuta alla quale la madre - anche lei psicologa - si era rivolta perché preoccupata dai comportamenti del bambino, che si toccava il pene dicendo che seguiva l’esempio del papà e si sfregava contro le bambine che incontrava. Sul bimbo non sono mai state trovate tracce di violenza di alcun tipo, come hanno confermato oltre alla madre anche i parenti materni più stretti.

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