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Da: SF Schweizer Fernsehen 10vor10 del 3 e 4 agosto 2010

Aumento esponenziale delle cause in cui bambini e giovani figli/e di separati e divorziati vengono obbligati dalla madre a raccontare menzogne su presunte molestie sessuali subite dal padre. Fatto che porta ad allungare le cause e i processi di divorzio ma in primo luogo alla sospensione del diritto di visita dei padri.

Vorwürfe von Kindsmissbrauch bei Scheidung nehmen zu

(Per visionare la trasmissione Parti 1 e 2 Clicca QUI)

Nicole Vögele, Mittwoch, 4. August 2010, 20:18 Uhr

In der Schweiz gibt es zunehmend mehr Fälle von Kindsmissbrauch im Scheidungskrieg. Immer mehr Eltern setzen dabei den sexuellen Missbrauch an ihrem Kind als Waffe im Kampf um das alleinige Sorgerecht ein. Gegenüber «10vor10» bestätigt eine Gerichtspräsidentin dieses Phänomen.

Da:  http://www.adiantum.it del 11.06.2010 (link all'articolo)

Assoluzione per i falsi abusi della bassa modenese. Come far perdere 4 figli e farla franca.

Di Massimo Bonaventura. La caccia alle streghe ha sempre funzionato, tanto nel passato - allora era sufficiente una semplice diceria per eliminare povere donne e uomini innocenti  - così come nel presente.

Oggi si preferiscono mezzi più moderni, ma la sostanza è sempre la stessa: la diceria ha trovato ospitalità nella rete web, dove moderni aspiranti cacciatori di stregoni urlano slogan terrificanti e dipingono una società invasa da pedofili in agguato ad ogni angolo di strada; le false accuse trovano asilo nelle aule dei tribunali penali e minorili, dove un rito senza contraddittorio fa sembrare queste istituzioni non troppo distanti dalla santa inquisizione di quel tempo che fu; padri e madri, indistintamente, vengono "uccisi socialmente" ed eliminati di fatto.

E' una morte dell'anima, non del corpo, ma è peggio che bruciare sul rogo.

E ancora oggi, come allora, c'è chi perde la propria famiglia, i propri figli, e chi lo ha consentito la fa franca. I moderni inquisitori arrivano all'improvviso, di soppiatto, e con fare felpato ti distruggono la vita. Tanto, se sbagliano, pagano poco o niente, e banti con il prossimo caso.

Odio profondamente questa gente impunita - Voi no ? -, e leggendo dei poveri coniugi Covezzi/Morselli non posso fare a meno di immaginare i nostri inquisitori del terzo millennio  - quelli che segnalano, accusano, confermano, puntano il dito... - nel loro fare quotidiano, mentre accudiscono i propri figli, preparano da mangiare, escono per strada a salutar gli amici....ma come fanno ?

Dove trovano il fegato di dormire tranquillamente di notte, dopo aver fatto errori madornali di giorno ?

Tutto questo è insopportabile, lo sanno bene anche Delfino Covezzi e Lorena Morselli, i coniugi di Massa Finalese (Modena) accusati di aver commesso abusi sessuali sui loro quattro figli. Da ieri i due vivono il loro primo giorno da innocenti: la corte d’Appello di Bologna li ha assolti perché il fatto non sussiste, ribaltando la sentenza del Tribunale di Modena che in primo grado, nel 2002, li condannò a 12 anni.

La loro storia fece il giro d’Italia perché marito e moglie, in un primo momento, furono accusati anche di riti satanici nei cimiteri della bassa Modenese. L’indagine, nata nel 1998 dal racconto di un bambino, coinvolse i parenti della coppia e anche un prete, don Giorgio Govoni, morto di crepacuore e ‘assolto’ post mortem. Oggi la Chiesa modenese chiede a gran voce la sua beatificazione.

Con la pronuncia della corte di appello crollano le mura del castello di carta costruito dall'accusa: da novembre di quell’anno (2002) Lorena e Delfino non vedono più i loro figli, oggi affidati ad altre famiglie e residenti in località segrete. 

E ora che si fa ? Chi pagherà per tutto questo ?

La coppia ha un altro figlio, e per non perderlo (c'era il concreto timore che gli imbecilli di cui sopra sottraessero anche il neonato) Lorena Morselli si è trasferita in Francia, mentre il marito è rimasto ad abitare nel Modenese. Ci sono voluti dodici anni per riconoscere una verità palese fin dall’inizio. Una famiglia è stata distrutta, i servizi sociali che hanno seguito il caso e i giudici di Modena hanno dato credito a testimonianze veramente deliranti. Il risultato è stato che la famiglia Covezzi è stata letteralmente perseguitata e ha perso quattro figli. E' un’utopia ricostruire questo nucleo, visto che quei bambini, ormai adulti, non considerano più Delfino e Lorena loro genitori.

E mentre cresce l'attesa per l'esito sui presunti abusi di Rignano Flaminio (altro "fattaccio" italiano, ne vedremo delle belle anche lì...), questa storia ci insegna tante cose: la pedofilia esiste, così come esisteva cinquant'anni fa, e bisogna tener d'occhio i nostri bambini. A chi ha sollevato il coperchio di questo fetido pentolone va il merito di aver dato la forza, a chi non ne aveva per pudore e vergogna, di denunciare gli abusi che prima rimanevano celati nell'ambito familiare.  Però, allora come adesso, manca un pezzo per comporre il puzzle: i tribunali non sono preparati ad arginare il fiume in piena di accuse che da questa "rivelazione familiare" derivano. Pochi giudici, peritus peritorum, hanno mezzi cognitivi autonomi e una buona preparazione per capire chi è colpevole, e chi è vittima di false accuse. Egli, sempre di più, finisce con il delegare le soluzioni giudiziarie a terzi (assistenti sociali e psicologi ASL, in primis) i quali, così facendo, diventano essi stessi "magistrati giudicanti" senza toga. La sorte di una famiglia dipende dalla competenza (o dalla incompetenza) di tizio e caia.

E mentre la famiglia Covezzi cerca di rimuovere le proprie macerie affettive, tizio e caia sentenziano ancora allegramente, e la fanno franca. Il passato non conta più, avanti con il prossimo errore.


Fonte: Redazione
Denunce di falsi abusi sessuali e aumento dell'aggressività femminile: intervista del direttore Belpietro a Vincenzo Spavone (http://www.gesef.it/) e alla psicologa (consulente di tribunale) Sarah Viola la quale fa affermazioni molto importanti e scioccanti sul comportamento femminile. Per visionare il filmato clicca QUI

Da: Mattino della domenica, 7.3.10, pag 20

Figli e visite

 

Aldo Pedroni, Aurigeno

 

Con grandissimo stupore ho letto “la Regione” di giovedì 25 febbraio 2010, e mi son detto uella, finalmente, proprio ora che la Svizzera era concentrata e chinata sull’avvocato degli animali, viste le votazioni imminenti, e continuavo a dirmi che è curioso con tutte le angherie che alcuni figli si vedono perpetrare dai genitori, o da uno dei due, là dove gli stessi vengono usati come “arma letale” contro l’ex partner, il nostro Stato ha altre priorità… e invece ho dovuto ricredermi.

E sì, signori, finalmente, la seconda Camera di diritto civile del Tribunale Federale, come ben riportato dal quotidiano ticinese, ha dato una svolta “super,” alla causa degli ex-mariti (di solito sono loro, con i loro figli, a pagare le conseguenze PAS), e sono contento che la giustizia sta cercando di redimersi, ma restano ancora scoperti gli operati dei pretori e giudici che hanno permesso (facendo finta di non capirne la portata) il perpetrare di tali operazioni, per lunghi periodi, e soprattutto senza intervento alcuno.

Ora spero che anche in Ticino i nostri pretori e giudici si diano una regolata, in difesa di tutti quei figli, vittime di queste angherie. E ricordatevi che in casi come questi, la prescrizione dei 5 anni può anche non venir rispettata. A buon intenditore…

Quanto può valere per un figlio avere dei buoni rapporti con il genitore non affidatario, ed offuscati per anni e tutti quei momenti persi? A mio modo di vedere sono impagabili! Spero veramente che questi figli si facciano avanti non appena maggiorenni e chiedano un giusto indennizzo a quei pretori e giudici che praticamente gli hanno rovinato la vita e i legami sentimentali, permettendo tali azioni al genitore affidatario.

Da: www.mattino.ch 7.2.10

Genitori separati e figli. Un passo avanti. Nel Canton Vaud, primo processo per PAS (sindrome da alienazione parentale) in Svizzera. Ma in Ticino siamo ancora ai piedi della scala

C’è una novità nello spinoso settore dei rapporti tra i figli e i genitori separati o divorziati. Un problema, questo, già acuto, ma che è destinato ad acuirsi sempre più, basti pensare che la metà dei matrimoni finisce in un divorzio. E che i divorzi e le separazioni diventano vieppiù conflittuali. Non solo quelli dove ci sono dei soldi o degli averi da spartire, ma anche quelli dove c’è poco o nulla. Questo grazie, o per colpa (scegliete voi…) anche del gratuito patrocinio. Il quale permette agli avvocati di fomentare ad oltranza la litigiosità tra le parti, tanto al pagamento della parcella provvede lo Stato, per cui non c’è neppure il rischio che i clienti smettano di azzuffarsi perché sono stufi di spendere in avvocati.
Il passo avanti viene fatto nell’ambito della bigenitorialità e della tutela dei figli contro il mobbing parentale, ovvero contro il comportamento di un genitore che – a causa di un rapporto conflittuale – fa di tutto per estraniare i figli dall’altro genitore, ad esempio procedendo a dei lavaggi del cervello.

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Movimento Papageno esamina l’impatto giuridico e sociale della separazione e del divorzio, con particolare attenzione al benessere dei minori e alla responsabilità genitoriale condivisa.

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