Da: www.mattino.ch 7.2.10
C’è una novità nello spinoso settore dei rapporti tra i figli e i genitori separati o divorziati. Un problema, questo, già acuto, ma che è destinato ad acuirsi sempre più, basti pensare che la metà dei matrimoni finisce in un divorzio. E che i divorzi e le separazioni diventano vieppiù conflittuali. Non solo quelli dove ci sono dei soldi o degli averi da spartire, ma anche quelli dove c’è poco o nulla. Questo grazie, o per colpa (scegliete voi…) anche del gratuito patrocinio. Il quale permette agli avvocati di fomentare ad oltranza la litigiosità tra le parti, tanto al pagamento della parcella provvede lo Stato, per cui non c’è neppure il rischio che i clienti smettano di azzuffarsi perché sono stufi di spendere in avvocati.
Il passo avanti viene fatto nell’ambito della bigenitorialità e della tutela dei figli contro il mobbing parentale, ovvero contro il comportamento di un genitore che – a causa di un rapporto conflittuale – fa di tutto per estraniare i figli dall’altro genitore, ad esempio procedendo a dei lavaggi del cervello.
Vaud: processo per PAS
Nel Canton Vaud, e qui sta il passo avanti di cui si parlava in apertura, una madre è stata deferita dal giudice istruttore al tribunale correzionale per aver – recita l’accusa – “manipolato per un lungo periodo la personalità e i ricordi dei suoi figli, sottomettendoli ad un lavaggio del cervello per convincerli dell’esistenza di ricordi traumatizzanti. In questo modo ha fatto subire ai figli un grave maltrattamento psicologico alienandoli al padre, che i bambini si immaginano ora come un essere mostruoso, capace di attentare alla loro integrità fisica…”. Questo comportamento viene dunque considerato un reato penale.
Si tratta del primo processo per PAS in Svizzera.
Nel Canton Lucerna, invece, situazione analoga ma parti invertite. Il tribunale distrettuale ha cambiato il genitore affidatario (qui siamo nell’ambito del diritto civile), dal padre alla madre, perché quest’ultimo si comportava in modo tale da provocare nei figli una sindrome da alienazione parentale nei confronti della madre.
Ticino: «una lotteria»
E in Ticino? «In Ticino, purtroppo, siamo ai piedi della scala – rileva l’avv. Paolo Tami, segretario dell’Associazione genitori non affidatari (AGNA) -. Non esistono precedenti di decisioni né civili né penali in merito all’alienazione parentale. I giudici si nascondono dietro il paravento del tema “più psicologico che giuridico” e quindi non creano giurisprudenza. Ciò che porta a conseguenze gravi, perché la sindrome da alienazione parentale può provocare grossi danni nei figli». La situazione attuale in Ticino, per le famiglie in fase di separazione, è paragonabile a quella di una lotteria: «O capitano davanti ad un giudice sensibile al principio della bigenitorialità, oppure per i figli, come per il genitore non affidatario, rischiano di essere guai. La nostra associazione – conclude l’avv. Tami – è a conoscenza, in Ticino, di diversi casi di genitori alienati: padri e madri che da anni non vedono più i loro figli, e le autorità non fanno nulla per aiutarli».
Lorenzo Quadri
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