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Da: d.repubblica.it del 28.12.2012  Visiona le diapositive dei 12 casi

L'accordo appena raggiunto tra Silvio Berlusconi e Veronica Lario, che concede all'ex moglie del Cavaliere alimenti mensili per 3 milioni di euro, è solo l'ultimo di una lunghissima catena di divorzi a molti zeri, che nel corso degli anni hanno coinvolto magnati vari, imprenditori, sportivi e personaggi dello showbiz

Da: La regione, 29.12.12, pag 9

Il caso

Costa di più una ex moglie di una campagna elettorale

ANSA/E.F.

Milano – Se non mi lasciano andare in tv girerò l’Italia. Questa la minaccia di Silvio Berlusconi, dopo l’ultima (in ordine di tempo) uscita televisiva.

Prima, però, dovrà passare in banca. Miriam Raffaella Bartolini ha infatti visto riconosciuto dalla nona sezione civile del Tribunale di Milano il diritto ad un assegno mensile di tre milioni di euro in qualità di Veronica Lario, moglie separata di Silvio Berlusconi medesimo.

Centomila euro al giorno. Che non sono proprio pochi neppure per uno che vantava di fare milioni con uno schiocco di dita. Tanto più che Berlusconi, nel corso della lunga guerra giudiziaria a bassa intensità con l’ingrata, era arrivato a offrire non più 300mila euro al mese.

L’ex signora Berlusconi dovrà però rinunciare alla Villa Belvedere di Macherio, quella dove il marito più ricco d’Italia amava farsi fotografare per pubblicazioni destinate alle future campagne elettorali.

Oltretutto, come hanno riconosciuto i legali di Lui, in sede di sentenza di divorzio (siamo per ora alla separazione legale) potrebbero esserci ancora modifiche. A vantaggio della Miriam-Veronica. Che “te le faccio vedere io le minorenni”, come aveva fatto intendere sin dalla sciagurata fotografia di Berlusconi alla festa di compleanno di una Noemi della quale oggi non si ricorda più nessuno. A meno che salti fuori che era una nipote della regina Elisabetta.

E c’è da sperare, poveretto, che la Cassazione non infierisca: deve infatti decidere a breve se confermare le due sentenze che condannano Fininvest-Berlusconi al pagamento di 540 milioni di euro quale risarcimento a Carlo de Benedetti, per corruzione di un giudice nel caso Lodo Mondadori. Dico: non è che uno i soldi li raccoglie dagli alberi.

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Da: CdT online, 28 dic 2012

Centomila euro al giorno per Veronica

È quanto dovrà versare Silvio Berlusconi alla sua ex moglie dopo la separazione

MILANO - Centomila euro al giorno, tre milioni di euro al mese, 36 milioni l'anno: è quanto verserà Silvio Berlusconi all'ex moglie Veronica Lario dopo la separazione - comunque "non consensuale" - sancita da una sentenza depositata dai giudici della Nona sezione civile del Tribunale di Milano, in gran segreto, il giorno di Natale. La vicenda è durata tre anni. Entrambi l'hanno chiusa rinunciando a chiedere l'"addebito di colpa" all'altro. In concreto, hanno vinto gli avvocati di Berlusconi, dal momento che l'ex premier manterrà la villa di Macherio e non sarà modificato nessun assetto delle società che fanno a lui capo. Veronica Lario aveva inizialmente chiesto 43 milioni di euro l'anno e la controfferta dell'ex marito era stata di dieci volte inferiore: 300 mila euro al mese. La sentenza che assegna all'ex moglie di Berlusconi 36 milioni di euro l'anno riflette i criteri dell'articolo 156 del Codice civile che regola i parametri del mantenimento del tenore di vita analogo a quello dovuto durante la convivenza qualora sussista una disparità economica tra i due coniugi; tiene anche conto del fatto che Veronica Lario esce dalla causa senza proprietà immobiliari. Sulla vicenda tutti gli avvocati interessati, Maria Cristina Morelli, per Verona Lario e Cristina Rossello, per Berlusconi, stanno mantenendo il più stretto riserbo. A quanto si apprende comunque, Veronica sarebbe rimasta più che soddisfatta per la parte economica (3 milioni di euro al mese). Per quanto riguarda invece alcuni aspetti rimasti in sospeso, se ne parlerà al momento della sentenza di divorzio.

Red. Online - ats
Una separazione iniziata nel 2009

Il Corriere della Sera, ripercorrendo la vicenda, ricorda che l'avvio formale della causa di separazione risale al 3 maggio del 2009, poco dopo l'invio e la pubblicazione di una lettera di Veronica all'ANSA, in cui l' allora moglie di Berlusconi stigmatizzava la presenza dell'ex marito alla festa per i 18 anni di Noemi Letizia e definiva "ciarpame senza pudore" le ventilata candidatura di "veline" alle elezioni Europee. Ma già nel gennaio 2007 in un'altra lettera, questa volta a La Repubblica, l'allora moglie di Berlusconi si diceva "ferita" nella sua "dignità di donna" da alcune dichiarazioni del marito durante la premiazione dei Telegatti.

Da: La regione, 29.12.12 pag 14, spazio pubblicitario

Divorzio e previdenza

di Domenico Sartore, agente generale dell'agenzia indipendente Zurich Domenico Sartore a Lugano

Quasi un matrimonio su due fallisce. Ciò si ripercuote in modo considerevole sulle prestazioni della cassa pensioni e del terzo pilastro.

Domenico Sartore
Ogni divorzio ha effetti sulla previdenza per la vecchiaia

Molte coppie divorziano dopo sei anni. Questo è quanto ha scoperto di recente l’Ufficio federale di statistica. Ogni divorzio ha effetti sulla previdenza per la vecchiaia, che diventano tanto più gravi, quanto più a lungo è durato il matrimonio. Ciò perché nella previdenza professionale ogni coniuge ha diritto alla metà del capitale di vecchiaia che è stato risparmiato durante il matrimonio. Si tratta pertanto di una somma che comprende denaro da conti o polizze di libero passaggio ed eventuali prelievi anticipati per la proprietà di abitazione. L’avere risparmiato viene suddiviso sulla base del periodo tra la data delle nozze e il momento in cui il divorzio passa in giudicato. La sentenza di divorzio stabilisce la compensazione della previdenza. Le casse pensioni contabilizzano così la prestazione d’uscita. La metà della differenza viene trasferita alla cassa del partner con la previdenza più piccola. Se il partner non ha il secondo pilastro, il denaro confluisce su un conto o una polizza di libero passaggio. Non si deve pagare in contanti. Se uno dei due partner riceve già una rendita della previdenza professionale, una rendita AI o di vecchiaia, allora al posto della ripartizione deve essere stabilita un’indennità adeguata.

È possibile colmare le lacune nella cassa pensioni

Buono a sapersi: chi ha lacune nella propria cassa pensioni per un divorzio può compensarle successivamente con riscatti nella cassa pensioni. Il riscatto aumenta le prestazioni del secondo pilastro e porta a risparmiare sulle imposte, perché l’importo di riscatto può essere dedotto dal reddito imponibile. Sono possibili anche riscatti dopo un divorzio, se un eventuale prelievo anticipato per la proprietà di abitazione non è stato ancora interamente rimborsato.

Il regime dei beni decide in merito alla divisione nel pilastro 3a

Il regime dei beni è determinante per decidere se, in caso di divorzio, anche gli averi nel pilastro 3a vengono ripartiti. Se i coniugi avevano scelto la separazione dei beni, il pilastro 3a non deve essere diviso. Al contrario, nel regime dei beni della partecipazione agli acquisti molto spesso gli averi nel pilastro 3a vengono divisi, se non diversamente concordato dai coniugi in un contratto matrimoniale. Domenico Sartore è l'agente generale dell'agenzia indipendente Zurich Domenico Sartore a Lugano.

In questa funzione, insieme ai suoi collaboratori, assiste la clientela offrendo loro consulenza globale in ambito assicurativo e previdenziale.

Ulteriori informazioni: www.zurich.ch Zurich Agenzia generale Domenico Sartore Contrada di Sassello 5 6900 Lugano telefono: 091 960 10 30 e-mail: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.">Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

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