Da: La regione, 1.9.10 pag 3
Frode fiscale, il deputato Ppd Yasar Ravi andrà a processo
Il pp Garzoni rinvia a giudizio il parlamentare per la compravendita della villa di Castagnola
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L’avvocato luganese e deputato Ppd al Gran Consiglio Yasar Ravi andrà a processo. Frode fiscale, falsità in documenti e conseguimento fraudolento di una falsa attestazione: sono le imputazioni per le quali il parlamentare è stato rinviato a giudizio insieme con altri tre indagati. Ne ha dato notizia ieri sera ‘TeleTicino’.
La vicenda è nota. I quattro sono accusati dal procuratore pubblico Arturo Garzoni di aver preso parte alla compravendita, ritenuta irregolare, di Villa Violetta a Castagnola: abitazione il cui pagamento sarebbe avvenuto almeno parzialmente con soldi non dichiarati, in nero. Fatto per il quale nel 2008 lo stesso Ravi e il fiduciario di Lugano che seguì la vendita vennero arrestati per essere scarcerati il giorno seguente dal Giar.
Per la vendita dell’immobile, nel 2005, la proprietaria inglese fece preparare dall’avvocato Ravi due rogiti: uno per l’edificio e uno per un presunto mobilio di lusso che questo avrebbe contenuto. Così, dei 9 milioni di franchi pagati dal compratore solo 6 e mezzo sono stati dichiarati, i restanti 2,5 milioni – quelli per i mobili – invece no. Un prezzo artificiale che avrebbe avuto lo scopo di ingannare l’ormai ex marito della proprietaria, poiché se il prezzo non avesse raggiunto una certa somma, l’uomo non avrebbe visto il becco di un quattrino.
Ecco dunque gli altri tre protagonisti della vicenda, ossia la donna, oggi residente a Ruvigliana, il cittadino inglese che ha comprato Villa Violetta e il fiduciario che condusse l’operazione immobiliare. Il reato di frode fiscale contestato ai quattro accusati si sostanzierebbe nella sottrazione di una parte della tassa sull’utile immobiliare (Tui) e della tassa di iscrizione al Registro fondiario. L’importo stimato dal procuratore pubblico è di circa 700’000 franchi. Secondo l’atto d’accusa stilato da Garzoni, Ravi sarebbe stato l’ideatore del falso contratto riguardante i mobili della villa e sarebbe pure stato a conoscenza dell’uso illecito che ne avrebbe fatto l’allora sua cliente, l’imprenditrice inglese, per ingannare sia il marito, sia l’erario. La Divisione delle contribuzioni del Cantone si è costituita parte civile. Raggiunto da ‘TeleTicino’, Ravi continua a professarsi innocente e anche in aula contesterà le accuse. Resta da sciogliere il nodo riguardante l’impegno politico di Ravi nel gruppo popolare democratico in parlamento.
« Non conosco i dettagli della vicenda, comunque un atto d’accusa non è ancora un verdetto di colpevolezza, per cui anche adesso vale la presunzione di innocenza. Tuttavia – aggiunge, interpellato dalla ‘Regione Ticino’, il capogruppo Ppd in Gran Consiglio Paolo Beltraminelli – prendo atto con una certa preoccupazione di questo rinvio a giudizio a carico di Ravi. Sicuramente i vertici del partito si occuperanno al più presto della questione e ne parleranno col diretto interessato. Sono certo che Ravi vorrà chiarire la propria posizione anche sul piano politico ».
