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che accusano Yasar Ravi
"Nel corso dei miei precedenti interrogatori ho mentito, visto che mi è stato consigliato di fare così, sia da Sandro Guggiari, sia dall'avvocato Yasar Ravi (...) Mi dicevano che non bisognava raccontare la verità sul vero prezzo pagato per la vendita di villa Violetta, e quindi del falso contratto di compravendita immobiliare, poiché altrimenti c'era il rischio che finissi in prigione oppure che avrei dovuto pagare una multa molto elevata, almeno 1,5 milioni di franchi. Mi sentivo terrorizzata da quello che Guggiari e Ravi mi dicevano". 28 novembre 2008, Cornelia Bird al suo terzo interrogatorio confessa al procuratore pubblico Arturo Garzoni la sua verità sulla vendita taroccata di Villa Violetta per non dare un terzo del ricavato al suo ex marito. Prezzo ufficiale, da rogito,6,5 milioni. Prezzo vero nove milioni. Bird, assistita dal suo nuovo avvocato, Monica Marazzi, punta il dito contro Guggiari, fiduciario e suo consulente finanziario, e contro Ravi, il deputato ppd che sino a qualche mese prima era stato il suo legale.
Yasar Ravi nega di aver indotto la sua cliente a mentire. Nega di aver scritto la bozza del rogito per la vendita della villa che sarà poi firmata davanti al notaio Mattia Guerra. Interrogato da Garzoni, alla presenza di John Noseda allora suo avvocato, Ravi ammette solo di averne curato la traduzione in inglese, che gli inquirenti hanno trovato assieme al testo italiano tra i files del suo computer. In inglese, poiché l'acquirente della villa, Anthony Buckingham, non masticava una parola d'italiano. Ammette di aver preparato anche il contratto separato per la fasulla vendita dei mobili, pomposamente definiti: " delux forniture", mobilio di lusso, per 2,5 milioni. In realtà, preciserà Bird, valevano sì e no 100 mila franchi ed erano pure rimasti a lei. Nega, ammette e spesso non ricorda Ravi. Ma negli interrogatori più volte lascia intendere che il regista dell'operazione Villa Violetta è stato Guggiari. Tesi, però, contestata dall'avvocato Fulvio Pelli che difende il fiduciario. Quel Guggiari che in Mister Buckingham fiuta l'odore dei soldi e lo porterà come prestigioso cliente a Banca Stato, intascando, specifica l'atto di accusa, 100 mila franchi di provvigione dall'istituto di credito. Buckingham, difeso dall'avvocato Tutto Rossi, da questo affare ci guadagnerà l'accusa di falsità in documenti e conseguimento fraudolento di falsa attestazione, mentre a Bird, Ravi e Guggiari , Garzoni appiopperà anche quella di frode fiscale. " Io mi sono occupato di eseguire la traduzione del progetto di rogito, cosi come di una separata convenzione di vendita di mobilio" dichiara Ravi nel suo interrogatorio del 4 dicembre 2008. Successivamente, ammetterà, di non aver verificato se quel mobilio valeva davvero 2,5 milioni, di non aver allestito una lista né di essersi fatto mostrare una polizza assicurativa: " Mi sono fidato di Bird e Guggiari. Ho fatto quello che mi hanno chiesto di fare".
A Garzoni, Ravi dirà di di aver fatto la traduzione in inglese " sulla scorta del progetto di rogito che gli aveva trasmesso il notaio Mattia Guerra". Ma il notaio nega di avergli mai trasmesso la bozza in italiano del rogito, per cui nell' interrogatorio del 20 febbraio 2009, Ravi ritratta: "Può darsi che me l'abbia trasmessa qualcun altro. Può darsi Guggiari. Ribadisco le istruzioni per le traduzioni me le ha date lui". Certo è che Ravi non ha assistito alla firma del rogito dal notaio perché quel giorno era in Svezia con la famiglia.
Italia, 25 Giugno 2010
ALLA GENTILE REDAZIONE
Egregi Signori,
ricevo ed inoltro firmata da un dipendente delle Forze dell'Ordine la
seguente lettera con preghiera di massima diffusione. Una delle tante
storie quotidiane di separazione (quasi 500 ogni giorno, ISTAT) che
stanno portando il nostro paese al conflitto sociale ed alla
distruzione della figura paterna; padri rovinati da moglie, giudici e
burocrazie oramai diventate evidente discriminazione sessuale a danno
degli uomini e dei loro figli.
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APPARTENENTI ALLE FORZE DELL'ORDINE
VITTIME NELLE SEPARAZIONI MATRIMONIALI
Forse non tutti sanno ma in Italia gli uomini che lavorano nelle Forze
dell'Ordine e si trovano, spesso loro malgrado e senza aver fatto nulla
di male, a dover vivere il dramma della separazione matrimoniale, sono
molto penalizzati.
Sì, perché le Amministrazioni di appartenenza hanno il diritto/dovere di
effettuare periodici rilievi presso i Tribunali allo scopo di
verificare la posizione del proprio dipendente. Nel caso in cui a carico
del malcapitato dovessero emergere provvedimenti, sono guai seri.
L'Amministrazione, infatti, potrà arrivare anche a chiedere la
sospensione cautelativa dal servizio, avviare procedimenti
disciplinari, o trasferire fuori sede ed a notevole distanza, ecc..
Non ha alcuna importanza se i provvedimenti del Tribunale sono frutto di
evidenti falsità e menzogne inventate dalla ex moglie per
conseguire i propri scopi (i soliti scopi), bisogna attenersi ai
Regolamenti, tutto il resto non conta. Eppure, è risaputo che il
90% delle accuse formulate dalle ex a carico degli uomini,
si rivelano poi del tutto infondate. (dati e statistiche
http://paternita.info/false-accuse.html)
Alcuni Avvocati, Magistrati e le ex consorti questo lo sanno molto bene
e, se vogliono, possono davvero portare alla rovina l'uomo, specialmente
se quest'ultimo ha avuto il coraggio di contestare certi assurdi
provvedimenti emessi dai giudici a proprio danno. Le donne furbe e/o in
malafede possono farne un'arma di ricatto per ottenere ciò che
vogliono (casa, figli e gran parte dello stipendio del marito).
La Amministrazione anziché difendere adeguatamente e tutelare il proprio
personale lo penalizza fortemente favorendo le donne. È evidente che
un trasferimento allontana l'uomo dai figli ed offre alla donna la
possibilità di sottrarre e godersi a vita la casa famigliare in modo
indisturbato.
Viene da domandarsi: - ma non si dovrebbe garantire la legalità e
favorire chi è dalla parte del giusto? – Perché non si va a fondo alle
questioni, accettando a priori, senza verificare ed entrare nel merito, i
provvedimenti dei giudici, che come si sa, spesso, sono vistosamente a
favore delle donne e vengono adottati in barba ai Principi Costituzionali
(parità tra i sessi, diritto di proprietà, ecc.) e delle Leggi? - Ma fino
a quando non interviene una sentenza di condanna definitiva, non ci
dovrebbe essere la cosiddetta presunzione di innocenza fondamento
del diritto?
Lo scrivente è del parere che ciò sia profondamente ingiusto. Occorre che
i politici e le Istituzioni intervengano al più presto, anche per
evitare che ciò possa costituire alibi per ben altri fini.
Firmato, Pino FALVELLI.
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si autorizza la divulgazione
F.BARZAGLI
Responsabile nazionale
www.infanzia-adolescenza.info
www.paternita.info
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