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Väter können sich nicht vor einem Schweizer Gericht wehren, wenn die Kindesschutzbehörde den Umzug ihres Kindes ins Ausland erlaubt. Sie müssen im Ausland um ihr Recht kämpfen. Nach dem Wegzug des Kindes ist die ausländische Justiz zuständig. (I padri non possono difendersi davanti a un tribunale svizzero dal momento in cui l'autorità di protezione dei bambini autorizza il trasferimento del loro bambino all'estero. Essi devono far valere i loro diritti presso il tribunale del paese estero dove lei si é trasferita coi figli. Dopo il trasferimento dei figli è competente la giustizia dello stato estero. Sentenza Tribunale Federale 5A_619/2016 del 23. 3. 17)

Da: lA REGIONE, 22.2.14 PAG 6

Il Tf: non è discriminazione razziale

ATS

Per il Tribunale federale (Tf), gli epiteti ‘Sauausländer’ (‘porco straniero’) e ‘Dreckasylant’ (‘sporco asilante’, ‘asilante di merda’) sono certo ingiuriosi ma non costituiscono una discriminazione razziale ai sensi del codice penale svizzero. Lo stesso vale anche – sostengono i supremi giudici di Losanna – quando i medesimi insulti vengono utilizzati in relazione a singole nazionalità.

Nell’aprile 2007 un poliziotto aveva fermato un richiedente asilo algerino al salone internazionale dell’orologeria e della gioielleria di Basilea, sospettandolo di borseggio ai danni di un cittadino russo. Mentre gli metteva le manette lo aveva apostrofato ad alta voce, davanti a diversi passanti, con gli epiteti ‘Sauausländer’ e ‘Dreckasylant’. La giustizia della città renana ha condannato il poliziotto con l’accusa di discriminazione razziale e gli ha appioppato una pena pecuniaria con la condizionale. Il Tf, cui l’agente ha presentato ricorso, non è d’accordo e ha annullato la condanna. A suo avviso le esternazioni del poliziotto non sono da considerare in rapporto con una determinata razza, etnia o religione come esige l’articolo 261bis del codice penale che punisce la discriminazione razziale: i termini ‘straniero’ o ‘asilante’ – rileva il Tf – possono riferirsi a persone di origini e religioni del tutto diverse.

Commentando la sentenza, la Commissione federale contro il razzismo (Cfr) si preoccupa del fatto che il Tf ritenga non discriminatori i suddetti insulti se riferiti non solo a una singola nazionalità, ma anche a un’etnia. Le etnie sono infatti protette contro le discriminazioni dalla norma antirazzismo, come razze e religioni, rileva la Cfr sul suo sito web.

Da: http://europa.eu/youreurope/citizens/family/children/parental-responsibility/index_it.htm

Figli

Aggiornamento : 12/2011

Responsabilità genitoriale

In qualità di madre o di padre, sei responsabile della crescita e dell’istruzione dei tuoi figli, nonché dei beni eventualmente in loro possesso. Inoltre hai il diritto di rappresentarli legalmente.

In tutti i paesi dell'UE, la madre esercita automaticamente la responsabilità genitoriale sui figli, così come il padre sposato. In caso di coabitazione, i genitori esercitano congiuntamente questa responsabilità.

Le norme che invece fissano i diritti e i doveri dei padri non sposati  variano a seconda dei paesi.

 Le decisioni giudiziarie sulla responsabilità genitoriale adottate in un paese dell’UE sono automaticamente riconosciute dai giudici degli altri paesi dell’Unione.

Eccezione - Danimarca

La Danimarca non riconosce né applica automaticamente le decisioni giudiziarie di altri paesi dell’UE sulla responsabilità genitoriale. Ugualmente, le decisioni giudiziarie danesi in materia non sono automaticamente riconosciute in altri paesi dell’Unione. Per ulteriori informazioni sulle norme vigenti nel paese, consulta il sito della commissione  nazionale danese di ricorso in campo sociale dansk English.

Diritti di affidamento e di visita

Questi diritti non vengono trattati nell'ambito della legislazione dell’UE, poiché ogni paese ha le sue norme a riguardo. Tutti i paesi dell’Unione riconoscono, comunque, il diritto dei minori a una relazione personale e a contatti diretti con entrambi i genitori, anche se questi vivono in paesi diversi.

In caso di divorzio o separazione, è importante stabilire se i figli vivranno con un solo genitore o con tutti e due a periodi alterni. I due ex coniugi possono tentare di raggiungere un mutuo accordo.

Se ciò non è possibile, è meglio rivolgersi a un giudice, che, tenendo conto degli interessi superiori del minore, deciderà quale sarà il genitore affidatario, cui spetta anche la decisione del luogo di residenza del figlio.

Nei casi riguardanti più paesi (per esempio, se i genitori non vivono nello stesso paese), le decisioni sulla responsabilità genitoriale sono prese dal tribunale più vicino al luogo di residenza abituale del minore.

Le questioni esaminate nel corso della procedura (chi otterrà l’affidamento, chi deciderà le questioni legate all’istruzione, chi amministrerà i beni del minore, ecc.) e le conseguenze pratiche della decisione (affidamento esclusivo o condiviso) sono stabilite dalle leggi nazionali.

La legislazione europea garantisce che le sentenze sulla responsabilità genitoriale sono riconosciute e applicate automaticamente in altri paesi dell’UE tramite una procedura semplice. Tutte le parti interessate possono richiederne l'applicazione.

Per saperne di più sulle norme relative alla responsabilità genitoriale nei vari paesi dell'UE, scorri l'elenco sottostante:

Da: CdT 18.1.13 pag 17

Sentenza

Trova un portamonete, condannato a restituire il contenuto


È stato condannato per essersi intascato il denaro contenuto nel portamonete trovato in un centro commerciale e consegna­to semivuoto alla polizia un'ora e mezza più tardi. Se le cose sono andate così deve allora restituire il maltolto al proprietario: 2.123 franchi e 65 centesimi oltre agli interessi del 5% dal 5 agosto 2009, ovvero dalla data in cui so­no avvenuti i fatti. Così ha stabili­to la Camera civile dei reclami del Tribunale d'appello, ribal­tando la sentenza con la quale la Pretura di Bellinzona, nel marzo del 2011, aveva respinto la ri­chiesta di risarcimento avanzata dal proprietario del portamone­te poiché non si è potuto stabili­re quanto denaro contenesse al momento del ritrovamento. La somma da restituire non è espressamente indicata nel de­creto d'accusa contro il quale colui che ha ritrovato il portamo­nete non si è opposto accettando la condanna a una pena pecu­niaria per appropriazione inde­bita. Ma è facilmente deducibile: è la differenza tra i 2.149 che il proprietario sostiene contenesse il borsellino e i 23.35 franchi che vi erano quando è stato conse­gnato alla polizia. Tale somma non può che rappresentare uno degli elementi costitutivi del rea­to, scrive il Tribunale d'appello, altrimenti non si spiega perché colui che ha ritrovato il porta­monete sia stato ritenuto colpe­vole di appropriazione indebita.

Da: La regione, 02.01.2013 pag 3

Da oggi lo Stato è (più) trasparente

Messo in pensione il segreto d’ufficio. Le eccezioni? Per Mister dati non dovrebbero costituire la regola

L.B.
TI-PRESS Si aprono i cassetti. Anche quelli del passato

Formalmente è in vigore da ieri. Praticamente l’era della ‘trasparenza’ statale comincia oggi, primo giorno d’applicazione effettiva di quella che da più parti è stata definita la ‘rivoluzione copernicana’ nella gestione delle informazioni cantonali e comunali. Con il 2012 il Ticino pubblico e parapubblico si è lasciato alle spalle il segreto d’ufficio e da oggi in poi solo ciò che è espressamente segretato per legge o per motivi di ordine superiore non potrà essere consultato. È il caso delle cartelle sanitarie, delle sentenze emesse dalle autorità giudiziarie, delle valutazioni degli studenti, degli atti del personale e dei certificati di previdenza professionale. Questi dati potranno essere semmai accessibili facendo capo a normative particolari. Esclusi dal campo d’applicazione pure BancaStato e gli organi che deliberano a porte chiuse, come commissioni parlamentari e municipi. Gli altri dossier prodotti dall’Amministrazione pubblica in passato e in futuro potranno venir liberamente visionati dai cittadini tramite una semplice richiesta scritta inoltrata a Bellinzona. Nel contempo il Cantone intensificherà l’informazione attiva: ovvero lo Stato pubblicherà online quanti più documenti possibile.

Durante gli scorsi mesi si sono susseguiti i passi per preparare il terreno alla novità: incontri formativi per quadri dirigenti e funzionari, creazione dei responsabili in seno ai vari dipartimenti, messa in esercizio del centro di competenze presso l’Ufficio della legislazione, delle pari opportunità e della trasparenza della Cancelleria dello Stato e allestimento del sito www.ti.ch/trasparenza , dove si trovano tutte le informazioni utili e i formulari necessari alle richieste. Ora tutto è pronto, assicura l’incaricato cantonale della protezione dei dati Michele Albertini , uno dei membri del gruppo che ha plasmato la nuova legge sulla trasparenza. In qualità di mister dati Albertini s’attende di dover fornire più di un parere: « Questo perché è probabile che molte richieste tocchino in qualche modo la sfera privata di altre persone », fa notare. Persone che avranno la possibilità di esprimersi e opporsi alla domanda di accesso agli atti che le riguardano. Nel qual caso lo Stato, se dovesse ritenere giustificata la critica, prima di rendere accessibile il documento potrebbe ordinarne l’anonimizzazione. Oppure potrà rifiutarne la consultazione.

Così facendo non c’è il rischio che le eccezioni alla trasparenza diventino la regola?

«A priori direi di no: per ogni singolo caso bisogna innanzitutto valutare se l’interesse privato è valido e giustificato. È necessario poi tenere conto della volontà di trasparenza espressa dal legislatore. Tuttavia, se non si dovesse riuscire a determinare quale dei due interessi sia prevalente, allora mi sento di dire che debba valere la protezione dei dati, siccome si tratta di diritto fondamentale garantito dalla Costituzione. La trasparenza non lo è».

Il cambiamento è comunque ‘epocale’. Ci saranno state parecchie domande da parte dei funzionari...

«Sono state di varia natura, legate soprattuto a campo d’applicazione e procedure. In generale riguardavano aspetti pratici».

Niente preoccupazioni o timori?

«Timori e ansia erano presenti sino a un anno fa. I dubbi si sono poi trasformati in curiosità e ora all’interno delle amministrazioni c’è interesse per il nuovo modello. In ogni caso invito i funzionari che, al momento dell’applicazione della trasparenza, avessero ancora dei dubbi a rivolgersi senza esitazione agli organi di consulenza preposti».

Sembra però che non ci si attenda una valanga di richieste...

«È vero: se facciamo fede all’esperienza di altri cantoni e dell’amministrazione federale, che già hanno introdotto la trasparenza, non è prevedibile un’ondata di richieste. All’inizio l’effetto novità potrebbe far lievitare i numeri. Poi, però, man mano che l’accesso agli atti diventerà un aspetto normale della vita quotidiana, le richieste caleranno».

Oggi però si parla di rivoluzione...

«Perché lo è. È però un cambiamento che rispecchia la società moderna: oggi il cittadino chiede di poter accedere alle informazioni pubbliche. E col nuovo quadro legale è ben difficile che vi siano documenti che rimarranno confidenziali per sempre».

Newspaper

Movimento Papageno esamina l’impatto giuridico e sociale della separazione e del divorzio, con particolare attenzione al benessere dei minori e alla responsabilità genitoriale condivisa.

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