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La nuova normativa sul mantenimento dei figli fa discutere: «Le nuove regole comportano un netto peggioramento per i padri celibi, che non potranno più defilarsi

ZURIGO - Per una donna non sposata che rimane incinta, anche dopo una relazione-lampo, può essere economicamente interessante smettere di lavorare: è una delle conseguenze della nuova normativa sul mantenimento dei figli.
Per i padri divorziati le nuove disposizioni in vigore dal primo gennaio 2017 non cambiano praticamente nulla: gli oneri non aumentano, spiega l'avvocato Remo Gilomen in un'intervista pubblicata oggi dalla Weltwoche. «Diversa è invece la situazione per i padri celibi: per loro le nuove regole comportano un netto peggioramento, non possono più defilarsi così facilmente come prima».
I padri non sposati devono coprire non più solo i costi concreti del figlio: possono anche essere obbligati a finanziare la perdita di guadagno della madre. Questo obbligo è indipendente dalla durata del rapporto di coppia. Le nuove norme hanno come base il diritto del bambino all'accudimento: la relazione fra i genitori non ha più alcuna importanza.

Autorità parentale congiunta; custodia alternata; affido condiviso; e mantenimento dei figli minorenni e maggiorenni: in teoria e in pratica cosa significano, anche alla luce delle novità legislative più o meno recenti, questi concetti per i genitori sposati, non coniugati, separati, divorziati o non conviventi?

La legge svizzera che regola il mantenimento dei figli è cambiata dal 1° gennaio. L'impatto della modifica è molto importante

GINEVRA - «Un padre separato, che ad oggi ha pagato fino a 500 franchi al mese per il suo bambino, potrebbe presto doverne pagare 3'500. Sette volte tanto!», avverte Bernard Nuzzo. Per l'avvocato di Ginevra, la nuova legge sul mantenimento dei figli, in vigore a livello nazionale da domenica, rischia di diventare un duro colpo per le finanze dei papà separati.

La rivoluzione si trova all'articolo 285 del codice civile (vedi box). E mira a mettere sullo stesso piano i figli di genitori sposati e non sposati. Sono questi ultimi ad essere maggiormente preoccupati. In sostanza, il nuovo testo dice che il genitore tenuto a versare il mantenimento deve non solo pagare per la prole, ma anche per mantenere l'adulto a cui i figli sono stati affidati, in modo da garantirne la presa a carico.

Nella maggior parte dei casi si può sintetizzare in questo modo: un padre non può più lasciare la moglie (ex) senza sostentamento.

Le associazioni sulle nuove norme del diritto di famiglia
"Il principio è giusto ma serve chiarezza"
MAURO SPIGNESI

Sull’obiettivo principale di questa riforma, cioè il sacrosanto diritto di un minorenne di vivere serenamente e non essere discriminato, non si discute neppure. È un principio sacrosanto; quello che ci preoccupa è il fatto che la legge non fissi precisi paletti sui criteri con cui devono essere rivisti gli adeguamenti al mantenimento.

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Movimento Papageno esamina l’impatto giuridico e sociale della separazione e del divorzio, con particolare attenzione al benessere dei minori e alla responsabilità genitoriale condivisa.

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