Autorità parentale congiunta; custodia alternata; affido condiviso; e mantenimento dei figli minorenni e maggiorenni: in teoria e in pratica cosa significano, anche alla luce delle novità legislative più o meno recenti, questi concetti per i genitori sposati, non coniugati, separati, divorziati o non conviventi?
La legge svizzera che regola il mantenimento dei figli è cambiata dal 1° gennaio. L'impatto della modifica è molto importante
GINEVRA - «Un padre separato, che ad oggi ha pagato fino a 500 franchi al mese per il suo bambino, potrebbe presto doverne pagare 3'500. Sette volte tanto!», avverte Bernard Nuzzo. Per l'avvocato di Ginevra, la nuova legge sul mantenimento dei figli, in vigore a livello nazionale da domenica, rischia di diventare un duro colpo per le finanze dei papà separati.
La rivoluzione si trova all'articolo 285 del codice civile (vedi box). E mira a mettere sullo stesso piano i figli di genitori sposati e non sposati. Sono questi ultimi ad essere maggiormente preoccupati. In sostanza, il nuovo testo dice che il genitore tenuto a versare il mantenimento deve non solo pagare per la prole, ma anche per mantenere l'adulto a cui i figli sono stati affidati, in modo da garantirne la presa a carico.
Nella maggior parte dei casi si può sintetizzare in questo modo: un padre non può più lasciare la moglie (ex) senza sostentamento.
Sull’obiettivo principale di questa riforma, cioè il sacrosanto diritto di un minorenne di vivere serenamente e non essere discriminato, non si discute neppure. È un principio sacrosanto; quello che ci preoccupa è il fatto che la legge non fissi precisi paletti sui criteri con cui devono essere rivisti gli adeguamenti al mantenimento.
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