La nuova normativa sul mantenimento dei figli fa discutere: «Le nuove regole comportano un netto peggioramento per i padri celibi, che non potranno più defilarsi
«Questo significa che il padre che ha avuto una relazione anche molto breve con la madre del bambino - magari solo per una notte - può sottostare agli stessi obblighi di mantenimento di colui che è rimasto per anni in concubinato», afferma Gilomen.
Per stabilire se la donna può lasciare il posto di lavoro per dedicarsi al nascituro, i tribunali si orientano al modello esistente prima della separazione. Se entrambi i membri della coppia, durante la relazione, lavoravano, il giudice non accetterà probabilmente che un genitore abbandoni il suo impiego.
Ma se la nascita comporta grandi cambiamenti e uno dei genitori deve investire molto più tempo per l'accudimento del bambino, la situazione cambia: in tal caso l'altro genitore deve passare alla cassa.
Secondo l'esperto, per una donna che dopo una conoscenza passeggera rimane incinta «può essere effettivamente economicamente interessante» dedicarsi interamente al bambino, soprattutto se il padre guadagna bene.
Se per contro quest'ultimo ha pochi soldi e il suo reddito non è sufficiente per entrambi, la madre dovrà trovarsi un lavoro, spiega l'avvocato.
Il legislatore non ha fissato importi precisi per i contributi di accudimento: secondo Gilomen alcuni giuristi sono favorevoli a un massimo di 3000 franchi, ma in certi casi questa cifra potrebbe essere troppo bassa.
Ancora non risolto è inoltre il quesito relativo ai tempi del mantenimento. Finora il Tribunale federale ha ritenuto che una donna divorziata sia tenuta a lavorare almeno al 50% solo da quando il più giovane dei figli ha raggiunto l'età di dieci anni. Vi sono però dubbi riguardo alla possibilità che questa regola possa essere mantenuta.
Nell'articolo in cui affronta il tema, la Weltwoche descrive le novità entrate in vigore quest'anno come una «mezza rivoluzione a livello di diritto di famiglia», passata però un po' sotto silenzio.
«Molti padri celibi si rendono conto solo adesso di quello che significa e di quanto caro sia il ruolo di chi mantiene», afferma Oliver Hunziker, esponente del Verein für elterlichen Verantwortung (Associazione per la responsabilità genitoriale), citato dal settimanale.
Stando al periodico zurighese, la regola 10/16 (alle madri si può chiedere di assumere un impiego al 50% con figli di 10 anni e al 100% quando hanno 16 anni) potrebbe avere i giorni contati.
L'approccio in questione stride infatti con quanto vale nel campo dell'assistenza - alla madre che alleva i figli da sola viene chiesto di svolgere un'attività lucrativa già a un anno dall'ultima nascita - e con regolamentazioni meno generose all'estero.
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