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■ Anche io ho un padre ma non lo vedo: questa è la risposta data da un sedicenne a un suo coetaneo che vive pure lui la situazione di genitori separati, ma che vede suo padre regolarmente e quando lo desidera.

Il dialogo tra i due ragazzi è terminato lì, perché quella risposta secca e amara ha frenato altre possibili domande. Il motivo si intuisce facilmente: cosa pensa, cosa prova un figlio privato del diritto di vedere suo padre? Ha forse voluto o dovuto cancellare tutto il passato? Se fosse così, perché? Esiste una vera ragione? La possibilità di chiarire la situazione c’è veramente stata?

Colloqui brevi, assistiti da estranei, a cosa potevano portare? Delusione per il padre e confusione per il figlio. È chiaro che viene calpestato il diritto dei figli: piccoli o grandi che siano, non vengono ascoltati, non vengono considerati, eppure sono loro i maggiormente coinvolti e disperati nelle situazioni di divorzio.

Spesso non solo il padre soffre e lotta inutilmente, ma tutta la parentela, i nonni specialmente, che con i nipoti hanno un legame molto forte. Si spezzano così tutti i legami familiari. Situazioni assurde, inverosimili, tanto che chi non è coinvolto fatica a crederci.

7 Aprile 2010: il funerale… muore papà Maurizio (Dal sito www.genitorisottratti.it)

 

Maurizio, un papà, ucciso da questo sistema a Galatina. Aveva 40 anni.

di Sergio Nardelli

Dalla separazione coniugale — “non ti amo più, te ne devi andare” — inizia tre anni fa il calvario di Maurizio Colaci, un papà di Galatina (Lecce). Maurizio viene cacciato dalla casa di sua proprietà ma, quel che per lui è peggio, viene allontanato dal figlioletto che oggi ha 6 anni.

Tribunali e Servizi Sociali negano a Maurizio di vedere il figlio. Una miriade di accuse, rivelatesi infondate, lo trascinano in vari procedimenti penali. Non vi è giorno che non giunga una nuova notifica. Si cerca di far passare Maurizio per pazzo, violento, aggressivo.

Una visita psichiatrica richiesta dal Tribunale di Lecce certifica invece che Maurizio è una persona normale, equilibrata e che il suo unico problema è il figlio che gli è stato tolto.

Maurizio è disoccupato, non ha reddito, ma il giudice della separazione stabilisce comunque un assegno di mantenimento di 300 euro. Non potendo versarlo, scatta l’ennesima denuncia. Il giudice civile dispone il sequestro dell’auto e della casa.

Maurizio chiede ai Tribunali e ai Servizi Sociali: “Lasciatemi vedere mio figlio, è l’unica cosa che ho.”

Lo chiede insistentemente, ma nulla cambia. Si presenta davanti alla scuola del figlio, lo prende in braccio, lo bacia. La moglie urla, interviene la polizia: Maurizio viene arrestato.

Seguono ulteriori denunce, perfino da parte degli agenti, che lo accusano di oltraggio a pubblico ufficiale.

Rubrica: Lettere dei lettori

Caro nipote, il sole splende, una nuova giornata mi attende e io ti penso. Difficile immaginarti completamente felice nella tua particolare situazione.

Dopo il divorzio dei tuoi genitori è iniziata per te una vita che, man mano che crescevi, si è fatta sempre più carica di tensioni. A un certo punto tua madre, a suo modo di vedere per proteggerti, prese la decisione di averti tutto per sé, senza valutare che ciò potesse causarti dolore, insofferenza e soprattutto danni allo sviluppo della tua personalità.

Ein Blogger von Sensogiovane.ch macht uns über diesen Artikel aufmerksam. Wir danken für die Meldung.

Der Fall Hunkeler und andere Scheidungen zeigen: Alle reden vom Wohl des Kindes. Aber was heisst das konkret? Worunter leiden Scheidungskinder? Und was kann ihnen helfen?

Commento di Lia

By Lia on Wednesday, February 13th, 2008 at 12:25 am

Newspaper

Movimento Papageno esamina l’impatto giuridico e sociale della separazione e del divorzio, con particolare attenzione al benessere dei minori e alla responsabilità genitoriale condivisa.

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