Da: www.tio.ch 3.3.11
LOCARNO
Cade l'accusa di abusi su una bimba, 37enne risarcito con 50mila franchi
LOCARNO - All'epoca dei fatti aveva 37 anni. Nel gennaio del 2007 fu avviato nei suoi confronti un procedimento penale per presunti abusi su una bimba di tre anni (figlia della sua compagna) che sfociò poi in un decreto d'abbandono firmato nel novembre del 2009 dal procuratore Moreno Capella.
Sul cittadino straniero si era cominciato a indagare su indicazioni dei genitori della sua compagna. Essi avevano constatato alcuni atteggiamenti strani della piccola. Come scrive il Corriere del Ticino la Camera dei ricorsi penali del Tribunale d'appello, nelle scorse settimane, ha deciso di risarcire il 37enne con circa 50mila franchi per ingiusto procedimento.
Nella decisione della Corte si è tenuto conto del periodo di carcerazione subito ingiustamente di oltre 100 giorni, le conseguenze socio-economiche derivanti dall'arresto e ii risvolti psicologici insorti a seguito dell'inchiesta.
Da: CdT 3.3.11 pag 23
Sentenza Abusi su una bimba?
Sarà risarcito
Tutte le accuse sono venute a cadere e ora lo Stato verserà 50 mila franchi
■
Con decisione della Camera dei ricorsi penali del Tribunale d'appello
presa nelle scorse settimane un cittadino straniero, all'epoca dei
fatti 37enne, otterrà il pagamento di un risarcimento
di circa 50
mila franchi dallo Stato in relazione all'esito del procedimento
penale che era stato avviato nei suoi confronti nel gennaio del 2007,
sfociato poi in un decreto d'abbandono
firmato nel novembre del 2009
dal procuratore Moreno Capella. L'indennità, sollecitata dalla persone
coinvolta nei fatti tramite un'istanza, sarà appunto versata a titolo
di ingiusto procedimento.
Tutto si rifà a una vicenda, riferita a una località del Locarnese, dai contorni delicati quanto sempre complessi quando in gioco ci sono presunti reati di abusi su minori. Nel caso in questione si trattava di una bimba di 3 anni.
Il cittadino straniero era appunto finito nelle maglie della giustizia per presunti abusi sessuali che sarebbero stati commessi ai danni della bimba che veniva data in affidamento alla compagna dell'uomo. In un primo momento anche la donna era stata fermata e interrogata, ma poi subito scagionata da ogni sospetto e rilasciata. Per l'uomo invece erano scattate le manette, un arresto che veniva confermato dal Giar per titolo di atti sessuali con fanciulli e atti sessuali con persone incapaci di discernimento o inette a resistere. La scarcerazione era poi avvenuta dopo circa 4 mesi.
A far partire le indagini erano stati i genitori stessi della bimba che avevano constatato alcuni atteggiamenti strani della piccola. Tuttavia, come detto, nell'accertamento dei fatti il procuratore incaricato è infine arrivato, nel novembre del 2009, all'abbandono del procedimento penale in quanto non si era giunti a poter affermare con certezza che vi siano stati i presunti abusi, non provabili anche per l'assoluta mancanza di riscontri di tipo «scientifico».
Da qui il successivo inoltro da parte della persona messa sotto inchiesta dell'istanza con la richiesta di risarcimento per le vicessitudini subite. Nella decisione della Corte dei ricorsi penali di riconoscere il risarcimento di circa 50 mila franchi sono state considerate svariate incidenze, fra cui il periodo di carcerazione subito ingiustamente di oltre 100 giorni, le conseguenze socio-economiche derivanti dall'arresto, nonché fattori traumatici insorti a seguito dell'inchiesta e del carcere patito.
L.C.
Commenti