Da: www.caffe.ch del 20.6.10
Pochi decenni fa bastava dire “nato fuori dal matrimonio” per conferire un’aurea a metà tra il peccaminoso e l’illegale. Un conformismo tanto diffuso quanto ingiustificato, visto che oggi - se non la maggioranza - i figli di genitori non sposati sono progressivamente e significativamente aumentati.
Un fenomeno più che diffuso in tutto il Continente, visto che i demografi italiani prevedono (soprattutto al nord del Paese) che entro dieci anni un bambino su due nascerà fuori dal matrimonio, e un dato analogo si riscontra in Francia mentre in Gran Bretagna la previsione diffusa proprio nei giorni scorsi che già nel 2014, almeno in alcune aree del Regno Unito, i neonati senza genitori sposati rappresenteranno il 75% delle nascite. Il Ticino non raggiunge certo queste percentuali, ma per constatare l’aumento dei cosiddetti “figli naturali” basta osservare i dati demografici tra il 1990 e il 2000 per notare che le coppie conviventi con figli sono passate da 1.152 a 1.396, vale a dire il 17% in più in dieci anni. “Per tentare una lettura più aggiornata dobbiamo affidarci a un altro dato, quello dei neonati di madri nubili che arriva fino al 2008 - aggiunge Pier Giorgio Zanetti, responsabile delle statistiche della popolazione dell’Ustat -. Questo ‘specchio statistico’ non riflette la stessa realtà, ma offre un’utile indicazione di tendenza. Possiamo così sottolineare come nel decennio 1991-2000 i nati da madri nubili siano stati il 7,4% del totale (il 9,1% se prendiamo tutte le madri non sposate), mentre nel periodo successivo la percentuale è salita all’11,9%, o 15% per il totale delle non sposate. Questo dato indiretto ci suggerisce una conferma del peso minoritario di questa scelta e al tempo stesso la constatazione di una sua recente qual estensione. Insomma, dai 137 di quarant’anni fa sono diventati 450 nel 2008, e il numero sale al 19% se consideriamo tutti gli stati civili ad eccezione delle sposate”. Numeri che non fanno certo pensare ad una prossima estinzione dell’istituto del matrimonio, ma che testimoniano mutamenti culturali, nuovi stili di vita e un mutato approccio sia alla convivenza, sia all’essere genitori. La tendenza generazionale è un po’ quella di seguire le regole che si preferiscono e chi ha sempre visto come una “imposizione” l’atto di sposarsi ha quasi adottato la convivenza e l’avere figli senza vincoli matrimoniali come una “moda” obbligata. “Al punto che Zurigo, dove il fenomeno è diffuso da maggior tempo, ora va in ‘controtendenza’, con un leggero aumento dei figli di sposati rispetto a quelli non - commenta il sociologo Luca Bertossa -. In generale c’è più indipendenza e meno considerazione per gli aspetti della secolarizzazione sociale. C’è l’effetto della diminuita importanza dell’istituzione religiosa, ma anche dell’istituzione civile; i cosidetti riti di passaggio tendono a scomparire”.
Quello
che sicuramente è venuto meno è il timore di quelle che potevano essere
le reazioni di parenti, amici e vicini all’idea che - appunto - il
nuovo arrivato in famiglia non avesse tutte le carte in regola. “Non
servono nemmeno i dati statistici per rendersi conto del fenomeno -
aggiunge Fermo Mocchi, dell’Ufficio centrale dello Stato civile -. Non
c’è più la corsa a ‘regolarizzare’ una posizione come capitava anni fa,
con le pressioni di chi, ad esempio, aveva l’urgenza di sposarsi in tempo utile, prima che
nascesse il figlio. In fondo cambia solo l’iter burocratico da seguire,
nessuna spesa in più, solo qualche carta e firma da
aggiungere”.
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