Madre denuncia anni fa per falsi abusi sessuali su sé stessa (violenza carnale) e sui 3 figli l'ex marito e padre. L'inchiesta e le successive perizie accertano l'innocenza del padre e l'inadeguatezza e la violazione dei doveri educativi della madre, che ha messo in atto una gravissima alienazione della figura paterna nei confronti dei tre figli. Ciònonostante, il Tribunale cantonale prima, e il Tribunale federale poi, a causa del tempo trascorso e dell'attuale situazione stabile dei figli, non affidano i figli al padre ma li lasciano alle cure della madre risultata da anni non idonea. Perdipiù, i Giudici federali, accollano al padre i costi procedurali oltre a condannarlo al pagamento di indennità da versare alla madre e ai 3 figli... Oltre al danno, la beffa...
Il Procuratore pubblico, però, mette nel contempo in stato d'accusa la madre per violazione degli obblighi d'educazione nei confronti dei 3 figli (art. 219 CPS). Al padre è riconosciuto di costituirsi quale parte civile in qualità di vittima LAV (Legge vittime di reati) nel procedimento penale a carico della madre...
Continua leggendo la sentenza {T 0/2} 5A_858/2008 del 15 aprile 2009.
Da:http://www.genitorisottratti.it/ (link all'articolo)
9.03 Pubblicato da Giorgiogal
Nel
denunciare un generale aumento dei maltrattamenti in famiglia il
Pubblico Ministero Carmen Pugliese squarcia il velo dell'ipocrisia da
parte delle istituzioni riguardo alla diffusione delle accuse strumentali nelle separazioni. In un'intervista pubblicata su L'eco di Bergamo del 31 gennaio il PM Pugliese taglia corto e va diretta al punto:"I maltrattamenti in famiglia stanno diventando un'arma di ritorsione per i contenziosi civili durante le separazioni" e ancora " solo in due casi su 10 si tratta di maltrattamenti veri". Il resto (l'80%. NdR) sono querele enfatizzate e usate come ricatto nei confronti dei mariti durante la separazione, come precisa il giornalista Stefano Serpellini nell'articolo.
Da: www.ticinolibero.ch 7.5.09
Associazione AGNA: "Nel nome del padre".
L'associazione AGNA (associazione genitori non affidatari), con riferimento alla trasmissione televisiva di Falò trasmessa la sera di giovedì 7 maggio 2009 dal titolo "Nel nome del padre", precisa che i casi trattati nell'emissione sono casi di quattro soci della nostra associazione, che si è adoperata con la RSI per diffondere l'informazione circa il disfunzionamento delle autorità ticinesi e più in generale svizzere, nei casi di false denuncie per abuso sessuale nei confronti dei figli nell'ambito di procedure di separazione o divorzio e di alienazione parentale.
AGNA auspica che questa trasmissione contribuisca ad alimentare un dibattito pubblico costruttivo su questo delicato problema che viene spesso sottaciuto ma che assume proporzioni sempre più vaste e preoccupanti tra la nostra popolazione.
Le autorità sono invitate a redigere delle statistiche in tal senso per comprendere meglio la gravità di questo problema e mettere in atto misure adeguate a salvaguardia dei minori, che non devono essere strumentalizzati ed alienati da un genitore nell'ambito di procedure di divorzio o separazione.
Richiamata la convenzione europea dei diritti dell'uomo (CEDU) e il diritto in essa previsto alla tutela della famiglia e delle relazioni personali tra genitori e figli, previsto anche dal nostro Codice Civile Svizzero, lo Stato ha l'obbligo di intervenire tempestivamente con misure appropriate ed atte a garantire la continuità delle relazioni personali ed in particolare del diritto di visita fra genitori e figli, malgrado separazione o divorzio.
La nostra associazione tutela i diritti dei genitori che nell'ambito di procedure di separazione o divorzio si trovano privati dell'affidamento dei figli e spesso in difficoltà a mantenere relazioni personali anche solo minime, a causa di lungaggini burocratiche e insensibilità da parte di taluni rappresentati delle autorità.
Per chi desiderasse ulteriori informazioni o una consulenza gratuita, fatta da professionisti, l'associazione è a disposizione con il suo sportello composto da un avvocato e da uno psicologo, a cui ci si può iscrivere tramite il sito www.agna.ch.
Per AGNA, il presidente
Riccardo Kuebler
di Roberto Bottini e Paul Nicol
(foto Keystone)
In Ticino, le ultime statistiche parlano di oltre 700 divorzi in un anno. In quasi la metà di casi si tratta di famiglie con figli. In questi casi, di solito la prole viene assegnata alla madre, per il papà sono definiti dei diritti di visita, generalmente durante le vacanze e nei week-end. Ma non sempre le cose vanno per il verso giusto. I divorzi conflittuali sono molto frequenti e la gestione dei figli si trasforma in una guerra. In questa situazione capita che il padre venga messo in un angolo dalla ex moglie. Così per alcuni papà vedere i figli si trasforma in un'impresa impossibile. A volte per allontanare l'ex marito, la madre non esita ad accusarlo di abusi sessuali sul bambino, poi rivelatisi infondati. Falò ha raccolto le testimonianze di questi padri disperati, perché separati dai figli. Ha ricostruito la loro battaglia legale. Ha interrogato le istituzioni e gli esperti sui rischi per il bambino di una separazione così conflittuale dalla figura paterna.
Altri articoli …
- Padri distrutti da falsi abusi...e i Magistrati invece di far giustizia danno il colpo di grazia
- Giudice Zali. Due pesi due misure? Mortale di Pedrinate: 2 anni sospesi condizionalmente per 4 anni
- Italia. «Spinta a odiare il papà: bimba di 8 anni tolta alla madre e portata in istituto
- Falsi abusi sessuali: benché innocente, i figli restano alla madre inadeguata e alienante.
Pagina 5 di 9