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Giudice Zali. Due pesi due misure? Mortale di Pedrinate: 2 anni sospesi condizionalmente per 4 anni

Da: www.cdt.ch 7.4.09

MENDRISIO - È stato condannato a 2 anni di detenzione, pena sospesa per un periodo di prova di 4 anni, l'ex poliziotto ritenuto responsabile dell'incidente avvenuto nell'agosto 2007 sulla strada Chiasso-Pedrinate e nel quale ha perso la vita il 38enne di Caneggio Enrico Codoni. La Corte delle assise correzionali ha pronunciato la sentenza oggi, martedì, dopo due giorni di processo a Mendrisio.

L'ex caporale era al volante in comprovato stato di ebrietà e viaggiava ad una velocità di almeno 78 km/h dove il limite era di 50. Il giudice Claudio Zali ha ammesso che mai gli era capitato in tema di procedimenti per incidenti stradali di dover sentire in aula 13 testimoni. Sulla propensione al bere in modo eccessivo del condannato, il giudice ha detto che "non vi è prova certa di altri episodi paragonabili a quello registrato il giorno dell'incidente mortale, ma di altre situazioni al limite sì".

Nel commisurare la pena ha tenuto conto "della durezza del procedimento, della mancanza di precedenti sanzionati e della prognosi non negativa". Riconosciuti alla madre 30.000 franchi per torto morale, oltre ad altri 10.000 alla famiglia, tutelata dall'avvocato Marco Frigerio. Il condannato è stato difeso dall'avvocato Mario Postizzi mentre ha sostenuto l'accusa il procuratore pubblico Mario Branda che aveva chiesto una condanna a 24 mesi, 6 dei quali da scontare.

Da: www.cdt.ch 7.4.09
L'accusa chiede 2 anni e 6 mesi. Processo per l'incidente mortale del 2007 a Pedrinate

MENDRISIO -  È di due anni e sei mesi, di cui sei da scontare, la richiesta di pena formulata stamattina alle Assise correzionali di Mendrisio dal procuratore pubblico Mario Branda nell'ambito del processo a carico di un ex-caporale di polizia. L'imputato è coinvolto nell'incidente che causò la morte di Enrico Codoni, un 38enne della Valle di Muggio che stava viaggiando da Pedrinate in direzione di Chiasso. È accusato di omicidio colposo e guida in stato di inettitudine.
La corte, presieduta dal giudice Claudio Zali, ha ascoltato diversi testimoni, tra cui un ex-collega dell'accusato, e tre testi chiamati dalla difesa, sostenuta dall'avvocato Mario Postizzi. Tra questi ultimi, molto commosso, anche il fratello dell'imputato.
Nel pomeriggio parlerà l'avvocato di parte civile Marco Frigerio e poi la difesa. La sentenza potrebbe arrivare in serata.

Da: www.cdt.ch 6.4.09

Un processo molto seguito. A Mendrisio per l'incidente mortale del 2007 a Pedrinate.

MENDRISIO - Si è aperto lunedì a Mendrisio il processo contro l'ex-caporale di polizia che nel tardo pomeriggio del 3 agosto del 2007 era rimasto coinvolto in un incidente che ebbe come tragica conseguenza la morte di Enrico Codoni, un 38enne della Valle di Muggio che stava viaggiando da Pedrinate in direzione di Chiasso. Almeno una quarantina di persone segue il dibattimento che si svolge davanti alla corte delle Assise correzionali. L'avvocato di parte civile ha chiesto al giudice Claudio Zali di considerare l'ipotesi di omicidio intenzionale per dolo eventuale e non quindi l'accusa di omicidio colposo contenuta nell'atto d'accusa. La competenza in tal caso sarebbe delle Assise criminali. Il giudice Zali ha sottolineato la difficoltà di valutare il dolo eventuale e quindi di discernere l'intenzionalità dalla grossa negligenza, respingendo la richiesta della parte civile. Il procedimento dovrebbe concludersi martedì per permettere alla corte di sentire alcuni testimoni che consentano di accertare l'eventuale abitudine dell'imputato di abbinare l'acool alla guida.

Da: www.cdt.ch 6.5.09

CHIASSO - L'avvocato Marco Frigerio, patrocinatore della famiglia di Enrico Codoni, la vittima dell'incidente del 3 agosto 2007 a Pedrinate, prende oggi posizione in merito alla decisione del Consiglio di Stato di non aprire un procedimento disciplinare nei confronti dei superiori dell'ex caporale condannato per omicidio colposo e guida in stato di inattitudine.

Una decisione adottata - si legge - benché dopo aver sentito 23 agenti ed ex agenti sia stato constatato che "per lo meno in due occasioni negli anni 2001/2003 il poliziotto in questione si era presentato ubriaco; una decina di volte egli aveva telefonato per rinviare il servizio quando operava alla Gendarmeria di Mendrisio; tutti erano a conoscenza della voce relativa alla sua propensione all'abuso di alcol".
Il Consiglio di Stato precisa che "nell’ambito dell’accertamento sono stati sentiti ventitre collaboratori e, dalle informazioni raccolte, non sono emersi i presupposti per avviare una formale procedura disciplinare nei confronti dei quadri della Polizia cantonale; la procedura non ha consentito infatti di dire che quest’ultimi siano venuti meno ai loro doveri di vigilanza nei confronti dell’allora collaboratore ed abbiano così disatteso i loro doveri di servizio".

Gianfranco Scardamaglia è una figura attiva nel dibattito politico del Canton Ticino e coordinatore del Movimento Papageno, impegnato nei diritti dei genitori separati e dei figli. È Consigliere Comunale a Losone e interviene regolarmente su temi di giustizia e politiche familiari.

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