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Falsi abusi sessuali: benché innocente, i figli restano alla madre inadeguata e alienante.

Riceviamo e pubblichiamo.
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Il mio incubo è cominciato il 4 aprile 2001 alle ore 19 °°, quando due agenti mi hanno portato via da casa mia e non è ancora finito.... Sono stato umiliato, io e tutta la mia famiglia con il divieto di avvicinarsi ai loro nipoti, divieto che dura da ben 7 anni. La mia ex moglie ha usato tutto e tutti pur di rovinarmi, e quelli che non le credevano venivano esclusi a forza di raccomandate: madrine, padrini, sia della  Svizzera interna che del Ticino, stessa sorte ai testimoni di nozze ed a amici.
E' riuscita a coinvolgere e usare medici, ginecologi, pediatri, psicologi in tutti e due i territori da lei frequentati, inventando storie e drammi degni di un libro, capaci di coinvolgere ma difficili da credere, ma che mai nessuno è andato a controllare. Ho subito l'umiliazione della prigione, della clinica psichiatrica per ben 900 ore, sono stato sotto processo davanti a 7 giudici, e per potermi discolpare sono passati ben 2 anni, in cui la mia vita è stata passata al setaccio, e in nessun atto processuale ho avuto contestazioni sulle mie affermazioni tutte vagliate e quindi vere. Questo per ricordare che in quella sede erano saltate fuori diverse discrepanze sulle cose riferite dalla mia ex, ma anche di come le autorità hanno volontariamente omesso di prendere posizione e di agire nei suoi confronti. I ragazzi sono stati portati in vacanza dai nonni il 16 giugno 2001 e con questa scusa non sono più tornati in Ticino.... E lì sono stati lasciati da soli fino a novembre 2004 impedendo a qualsiasi persona di mettersi in contatto con loro o di visitarli, facile dedurre per paura che dicessero la loro.... Nel frattempo il tempo passava. Tramite i suoi avvocati la mia ex ha sempre cercato di prolungare il mio distacco con i ragazzi, e quando non riusciva cambiava avvocato e finora siamo a quota 4. In questi anni ho cercato con tutte le mie forze di far capire alle autorità che era il caso di approfondire tutte le sue false accuse, per poterle smontare, ma purtroppo il colpevole, nonostante che sono stato prosciolto, sono ancora io. Tramite il mio avvocato abbiamo provato diverse strategie per arrivare alla verità, ma ci sono state sempre respinte: ad es. visita psichiatrica, controllo delle affermazioni fatta dai medici che l'hanno ascoltata. Senza dimenticare il colpo di scena del 2 maggio 2003: ulteriore blocco del diritto di visita con i ragazzi da parte della Dott.sa Maria Grazia Forni di Lugano sulla base di un'audizione con la mia ex moglie e con i miei figli senza però verificare le cose ma credendo ciecamente a tutto (una persona è innocente fino a prova contraria non viceversa!). Dopo oltre due anni viene fatta fare un'ulteriore perizia, questa volta da parte del service Psychiatrie pour enfant di Yverdon sur le basin, dove professionalmente vengono riscontrate le bugie della mia ex moglie, e pertanto comunicate alle autorità. Oltre agli abusi psicologici sui ragazzi da parte della mia ex suocera, della loro madre l'evidente menefreghismo e distacco dal caso delle autorità, tipo Ponzio Pilato, sembra per non ben specificati motivi politici. Cosa che se fosse vera sarebbe gravissima in una realtà quale quella Svizzera, di uno stato democratico. Il tutto rinforzato dalla ennesima trovata: nel 2005 vengo accusato tramite una sua conoscente e da me mai incontrata di recarmi presso l'abitazione della suddetta e di sostarvi con la mia auto al fine di controllare i movimenti suoi e della sua famiglia. Premesso che non so nemmeno dove si trova il paese in questione; faccio presente che lavoro e che le mie continue assenze avrebbero portato al mio licenziamento, visto che secondo la teste ci passavo le giornate. Inoltre dall'estate 2003 ho una nuova compagna che senz'altro si sarebbe accorta di tali gite. Tutto questo ha un solo scopo: screditarmi ulteriormente. Mi sembra che è ora di finirla con questi romanzi. Ora dopo un anno e mezzo che ho cercato di ricostruire i rapporti con i miei tre figli cercando di non peggiorare le cose, mettendo la loro felicità sempre al primo posto, collaborando con medici, terapeuti, Pastori e Giudici, mi trovo a un punto morto. Le mie fatiche, le mie rinunce, non sono state ricompensate anzi si sente sempre la presenza latente delle imposizioni a cui sono soggetti nel loro modo di non accettarmi, dei rifiuti inspiegabili per giovani della loro età (piccoli regali, dolci o semplicemente foto loro), palese il lavoro di accuse contro di me, non vengo chiamato nemmeno "papà" e tanto meno posso chiarire le cose con loro o almeno sapere se sanno che sono risultato innocente al processo. Ad ogni mia proposta devono coalizzarsi per trovare la forza di negarla, insomma niente è spontaneo, il dialogo non esiste e nessuno cerca il modo di rompere questo muro, anche se sono tutti concordi nel dire (in via ufficiosa) che i ragazzi sono manipolati, ma al momento di esporsi tutti si tirano indietro prendendo come scusa il bene dei ragazzi, ma della mia vita dei miei sentimenti nessuno ne tiene conto? C'è una strana paura ad agire e ripeto che se questo è dovuto a pressioni esterne sarebbe grave, tanto da indurmi a chiedere un'inchiesta, visto che io, confidando nelle leggi e istituzioni Svizzere, ho atteso e agito secondo le loro istruzioni, ma mi sento preso in giro e usato per arrivare agli scopi oscuri della controparte. Tutto questo mi convince a continuare la mia battaglia fino al Tribunale Federale oltre che rendere nota la mia odissea ai media svizzeri. Lettera firmata.

Gianfranco Scardamaglia è una figura attiva nel dibattito politico del Canton Ticino e coordinatore del Movimento Papageno, impegnato nei diritti dei genitori separati e dei figli. È Consigliere Comunale a Losone e interviene regolarmente su temi di giustizia e politiche familiari.

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