Da: CdT 10.2.09 pag 7
Anche gli aiuti sociali devono essere tassati
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Da: CdT 10.2.09 pag 7
Anche gli aiuti sociali devono essere tassati
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Storia di ordinaria giustizia giuridico-legale: un padre non affidatario (2 figli conviventi con la madre), nel contempo affidatario (1 figlia convivente con lui), è pesantemente discriminato assieme alla figlia in quanto non può dedurre dal suo reddito determinante gli importanti alimenti (32'910 frs annui) versati alla madre e agli altri due figli.
Il padre ha inviato una lettera all'avv.ta Marilena Fontaine (per leggerla clicca QUI ), capoufficio dell'Ufficio cantonale delle pari opportunità e della legislativa, a Bellinzona. A tutt'oggi egli non ha ricevuto nessuna risposta...
Da: Mattino della domenica, pag 22, 5.10.08
Prendiamo solo per esempio una trasmissione recente alla TSI: si parlava di ex-mariti ed ex-mogli, lasciati con il minimo vitale (sfr. 1'100.- mensili e rispettivamente sfr. 1'250.- ndr) nel vortice della procedura di divorzio, e quest'ultimi non possono nemmeno dedurre gli onorari profumati degli avvocati, e non stiamo parlando di briciole: in molti casi si arriva a sfr. 10'000.- annuali, e non hanno nessuna possibilità di dedurli dalle imposte. Ma il peggio deve ancora venire: nel conteggio degli alimenti questi oneri profumati non figurano, va da sé che per pagare gli oneri degli avvocati, si deve far capo al minimo vitale. Quindi chi è in procedura di divorzio vive facilmente al di sotto della soglia. Qui mi chiedo perché l'hanno battezzato "minimo vitale" se poi in realtà una persona il minimo vitale non ce l'ha !!
Qui si crea un grande diverbio; infatti le persone coinvolte nel divorzio, partendo da una situazione famigliare normale, si scindono in due povertà e non possono fare deduzione alcuna, e pagano le imposte anche sui soldi pagati agli avvocati. Gli avvocati, da parte loro ricevono questi soldi ed a loro volta pagano le imposte oppure danno in dotazione questi soldi ai partiti politici, ma loro non sono al minimo vitale, tantomeno al di sotto, e lo possono fare per scelta. Così il Governo, per tramite delle imposte, sugli stessi soldi o ci guadagna due volte, doppia imposizione, oppure li tassano una volta ed i partiti ne traggono uno sponsor. Lascio a Voi la valutazione in proposito.
Lancio una sfida e spero qualcuno la raccolga:
Vi è qualcuno in seno al Gran Consiglio che ha il coraggio di proporre una deduzione fiscale per coloro che affrontano un periodo molto brutto della loro vita, percorrendo l'iter di un divorzio, lasciandogli almeno dedurre le spese effettive sostenute per difendere i loro diritti; e visto che l'assetto fiscale vale 10 anni, retroattivo per gli ultimi 10 anni. Così ci facciamo un'idea di quante persone sono loro malgrado coinvolte con questa triste realtà, senza dimenticare che molto probabilmente vi sono anche dei figli nelle due povertà.
Aldo Pedroni
Aurigeno
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Movimento Papageno esamina l’impatto giuridico e sociale della separazione e del divorzio, con particolare attenzione al benessere dei minori e alla responsabilità genitoriale condivisa.
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