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CTR di Pregassona. Le difficoltà di praticare una tutoria valida e continua

Da: Mattino della Domenica, 23.1.11, pag 26
  
LETTERA FIRMATA

Sto lottando per la custodia della tutoria di mia sorella, la quale ha avuto problemi di cocaina, che ritengo siano stati anche ingigantiti da chi avrebbe dovuto risolverli. Questo per diversi motivi, ai quali loro si difendono con scuse assurde, ovviamente il tutto documentato su carta con tanto di vari timbri e belle firme!

Personalmente li ritengo peggio degli spacciatori: almeno la droga si sa cosa provoca, ma le varie pastiglie che somministrano contemporaneamente, ad esempio alla clinica Cantonale di Mendrisio, sono delle cose fuori dal comune. Ho visto persone che si muovevano veramente a fatica, non riuscivano a parlare. Ovviamente non sono un medico, ma comunque questo è quello che ho visto.

Hanno dell’incredibile le dichiarazioni del direttore della clinica Sig. Testa, il quale sa che i pazienti che tornano dai congedi spesso si portano alcolici e sostanze varie; oltre ciò il direttore sa della presenza di spacciatori all’interno del perimetro della clinica. Lui come tutti gli infermieri e capo reparti non fanno niente per contrastare il fenomeno, non controllano neanche i pazienti in entrata.

La giustificazione degli infermieri e capo reparti vari è quella che non è compito loro! Ci vuole un posto di polizia? È una cosa che ha dell’incredibile: una struttura cantonale, alla quale sono affidate persone che non riescono a controllare il loro abuso di sostanze, non esegue controlli. Ovviamente il personale difende gli interessi della clinica, la quale può anche fatturare alle Casse malati cifre del tipo di 12.000.- per poco più di 2 mesi di permanenza alla clinica di Mendrisio; ovviamente dopo ci sono i congedi, ma visto che la stanza resta occupata credo che calcolano tutto il lasso di tempo!

Le Commissioni Tutorie Regionali sono delle istituzioni, in cui si può anche reclamare sul comportamento dei tutori, purtroppo inutilmente, visto che le loro decisioni hanno a che vedere più con paesi del terzo mondo (ovviamente per difendere l’operato dei tutori o della clinica di Mendrisio).

La C.T. R. di Pregassona è quella che sto affrontando io: ho sempre avuto poca fiducia nelle istituzioni, oggi ho già la conferma che qualcosa non va.

Basti pensare che tra qualche mese sono 2 anni che ho un mio avvocato per procedere con una causa legale. Nonostante le gravi accuse ai tutori la C. T. R. ha deciso, con scuse banali, di non sostituire i tutori nel corso della causa, nonostante le negligenze commesse e lo scontro che si è creato. La prendo anche con ironia, ma soprattutto con psicologia: mi sono dato già da fare, a fine inverno dello scorso anno sono andato in 3 comuni, luogo di domicilio dei 2 tutori e del presidente della C.T.R. (anche se per quest’ultimo sono incappato in un errore di omonimia).

Sono andato a Bediglioa, dove abita l’ex co-tutore che faceva la parte amministrativa: lui è stato il primo, ha fatto scatenare tutto solo per orgoglio. Ormai quattro anni fa io e mia mamma siamo andati nel suo ufficio a Breganzona, abbiamo spiegato che nonostante facessero analisi mia sorella aveva ripreso il consumo di cocaina, in tre mesi non hanno fatto niente. Allora mi sono presentato da solo nel suo ufficio, ovviamente la discussione è degenerata, sì perché non avevo intenzione di farmi prendere per i fondelli da uno che sta lì a scaldare la sedia aspettando il prossimo da rigirare. Nei loro comuni ho distribuito nelle bucalettere quello che io ritengo il decorso dei fatti avvenuti: nel frattempo il co-tutore ha dato le dimissioni due volte, ma sono state respinte dalla C. T. R. con scuse assurde, basti pensare che posso benissimo sostituirlo io perché ho anche un diploma nel settore del commercio). Prima di Natale ho scoperto di avere raccolto qualcosa: infatti il vecchio tutore rilegato alla parte amministrativa, ha dato ancora le dimissioni, non dal caso, ma dal lavoro, ha già pagato abbastanza...

Il nuovo tutore, che ufficialmente era stato nominato dalla C. T. R. al posto del vecchio tutore relegato, avrebbe dovuto restare fino a quando avrebbe fallito nel suo lavoro. Di fallimenti da quella decisione ce ne sono stati tanti ma il tutore è ancora lì!

La C.T. R. prende delle decisioni e non le rispetta, fa di tutto per insabbiare errori e non mi vuole fare diventare tutore di mia sorella.

Alle riunioni (quelle poche a cui posso accedere) c’è sempre la polizia, perché avevo minacciato: mi chiedo quanto costa il tutto e per quale risultato. Poi facendo delle ricerche mi sono accorto che il presidente della C.T. R. di Pregassona, che sicuramente ha causato vari divorzi per via del suo lavoro, fa anche l’avvocato, (guarda caso, divorzista), mi sembra che sia un po’ in conflitto d’interessi! L’ultima in ordine di tempo il presidente l’ha fatta con il solito stile: doveva esserci una riunione il 18 gennaio con i famigliari e il tutore rimasto. Mia sorella ha scritto alla C. T. R. chiedendo di spostare la riunione, il presidente nonostante mia sorella sia a Mendrisio parcheggiata da 8 mesi ha acconsentito alle richieste, nonostante tutta la famiglia chiedeva l’incontro; ovviamente mi sono candidato per fare la parte burocratica, vedremo se il presidentissimo ascolterà!

Ho ricevuto denunce ecc. ma mi è già stato recapitato anche un decreto di non luogo a precedere dal Ministero, a Bellinzona, all’uff. di Vigilanza sulle tutele: avevo scritto che per me non era un problema iniziare la collezione delle denunce, l’importante è che io risolva il problema con mia sorella, indipendentemente dalla loro volontà.

Avevo scritto anche alla direttrice del dipartimento della sanità, senza esito. Ovviamente tutti danno la colpa al fatto che ci sono poche infrastrutture. Io invece dico che quelle che ci sono sono veramente gestite male, per non dire altro!

Personalmente li ritengo dei barboni, barboni di lusso che vanno in giro con bei vestiti e belle macchine, ma che però non hanno una coscienza. Infatti, sennò non mi spiegherei come si possa intralciare i famigliari che vogliono curare un loro caro; non mi spiego come mai la C. T. R. ci ha messo mesi per rispondere con due righe senza dire sostanzialmente niente, non mi spiego come i 2 tutori non si degnano di rispondere alle domande dell’avvocato, non mi spiego tante cose, ma continuerò a lottare e di certo non aspetto la burocrazia, che sempre più mi sembra gestita da delinquenti!

Dopo tutte le bugie e i giochetti che hanno fatto, cominciano seriamente a irritarmi; sta di fatto che mi sto ancora godendo come sono riuscito a colpirli nella dignità (quella poca rimasta), godo ancora di più pensando cosa si può fare per umiliarli senza troppe conseguenze!

Che livello! per fortuna siamo in Svizzera, ringrazio il Mattino che mi ha dato lo spazio!!!

Gianfranco Scardamaglia è una figura attiva nel dibattito politico del Canton Ticino e coordinatore del Movimento Papageno, impegnato nei diritti dei genitori separati e dei figli. È Consigliere Comunale a Losone e interviene regolarmente su temi di giustizia e politiche familiari.

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