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Tutorie: nuova legge federale dal 2013. Pedrazzini: in governo a febbraio e messaggio x l'estate

Da: La regione, 29.1.11 pag 5
 
Tutele e curatele, i tempi si accorciano. La nuova legge federale in vigore dal 2013. Pedrazzini: in governo a febbraio e messaggio pronto per l’estate                              BO.P
 
Il settore delle tutele e delle curatele in Ticino è da alcuni anni al centro di studi e analisi, a partire dal cosiddetto rapporto Affolter, la ‘Verifica della vigente organizzazione in materia di tutele e curatele’ commissionata dal Dipartimento delle istituzioni (Di) a Kurt Affolter e Urs Vogel – due specialisti svizzero-tedeschi – e consegnata il 25 giugno 2008. Era poi stato costituito dal dipartimento un gruppo di lavoro dedicato a questo ambito delicato e che tocca sempre più persone.

« Il gruppo di lavoro ha consegnato le sue proposte durante il mese di novembre – spiega Alessia Paglia , responsabile dell’Ufficio di vigilanza sulle tutele alla ‘RegioneTicino’ – , ora si attende una decisione di principio del Consiglio di Stato per poter in seguito ricostituire il gruppo di lavoro e ripartire un po’ velocemente, perché il 12 gennaio il Consiglio federale ha definito il termine di entrata in vigore del nuovo diritto di protezione degli adulti al 1° gennaio 2013 e quindi noi dovremo portare avanti la riorganizzazione di questo settore per quella data, e non manca tanto ».

I Cantoni dovranno infatti adeguare le loro istituzioni sulla base della normativa federale: « L’organizzazione delle autorità cantonali dovrà in parte subire una sostanziale riorganizzazione per soddisfare le esigenze del nuovo diritto » scrive infatti il Dipartimento federale di giustizia e polizia in una nota stampa del 12 gennaio.

« La modifica del Codice civile (dalla protezione degli adulti, al diritto delle persone e a quello della filiazione, ndr) adottata dal Parlamento il 19 dicembre 2008 adegua alle circostanze odierne il diritto tutorio, rimasto praticamente immutato dal 1912. In futuro provvedimenti su misura garantiranno che lo Stato fornisca unicamente l’assistenza realmente necessaria nel singolo caso ».

La Confederazione ha quindi preso in mano la situazione di un settore che « oggigiorno è organizzato in modo poco unitario e poco chiaro – osserva il dipartimento federale – . In avvenire tutte le decisioni in materia di protezione dei minori e degli adulti verranno prese da un’unica autorità. I Cantoni potranno designare un’autorità amministrativa o un tribunale ».

Ed è proprio questo uno dei nodi da sciogliere per permettere al gruppo di lavoro di procedere speditamente verso una proposta di riforma del settore. « Dal governo si tratta di sapere se appunto si vuole un’autorità amministrativa o giudiziaria e, in quest’ultimo caso, di quale tipo », osserva ancora la responsabile dell’Ufficio di vigilanza.

« È importante che il Consiglio di Stato possa fissare le linee guida della riforma in tempi brevi, spero entro febbraio – afferma il direttore del Dipartimento delle istituzioni Luigi Pedrazzini. Così poi il gruppo di lavoro potrà concentrarsi sull’elaborazione del messaggio per l’estate e lo stesso potrebbe arrivare tra un anno in Gran Consiglio. In modo che poi ci sia il tempo materiale per mettere in pratica i cambiamenti. È un tema importante e complesso, che pone problemi a diversi livelli: giuridico, organizzativo e finanziario. È una materia che interessa sia il Cantone, sia i Comuni, e quindi a dipendenza delle scelte che verranno fatte ci potrebbero essere dei flussi finanziari tra Cantone e Comuni ».

Nell’attesa è chiara la via da seguire, tracciata pure dal rapporto Affolter: meno commissioni tutorie per aumentarne la professionalità e l’efficienza, grazie al raggiungimento della massa critica di casi necessaria a una migliore ‘specializzazione’ degli addetti ai lavori. Anche perché, conferma Paglia: « La riduzione permette di avere personale a tempo pieno ».

 

Il diritto federale

Autodeterminazione preventiva

Il nuovo diritto di protezione degli adulti mira a promuovere il diritto all’autodeterminazione mettendo a disposizione due strumenti dedicati. Il primo prevede che con « un mandato precauzionale una persona capace di discernimento potrà regolare la tutela dei propri interessi o la rappresentanza nelle relazioni giuridiche, qualora dovesse divenire incapace di discernimento », spiega il Dipartimento federale di giustizia e polizia. Il secondo invece, attraverso una direttiva vincolante del paziente, permetterà di « designare i provvedimenti medici ai quali accetta o rifiuta di essere sottoposto nel caso in cui divenga incapace di discernimento oppure designare una persona fisica che in questo caso decida in suo nome ». Inoltre, i diritti di rappresentanza tengono conto della necessità dei congiunti di persone incapaci di discernimento di « poter prendere essi stessi determinate decisioni prescindendo dall’intervento di un’autorità ».

 

 

Gianfranco Scardamaglia è una figura attiva nel dibattito politico del Canton Ticino e coordinatore del Movimento Papageno, impegnato nei diritti dei genitori separati e dei figli. È Consigliere Comunale a Losone e interviene regolarmente su temi di giustizia e politiche familiari.

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