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VOTAZIONE «Tutorie, un sì per la qualità del servizio»

Da: CdT 24.1.13 pag 12

VOTAZIONE
«Tutorie, un sì per la qualità del servizio»


Il 3 marzo saremo chiamati a dire sì o no alla professionalizzazione delle Tutorie dopo che un'ottantina di Comuni hanno deciso di battersi contro la decisione del Parlamento con un referendum. A rendere indi­gesta la riforma a molti Enti locali sono stati alcuni emendamenti pre­sentati da un poker di donne che siedono in Gran Consiglio: Amanda Rückert (Lega), Pelin Kandemir Bor­doli (PS), Greta Gysin (Verdi) e Gio­vanna Viscardi (PLRT) hanno vinto la battaglia in aula e fissato all'80% il grado d'occupazione del presidente dell'autorità regionale di protezione. Inoltre nella legge è stata inserita una regola chiara: «Il presidente non po­trà essere patrocinatore in alcuna procedura nell'ambito del diritto tu­telare».
Ora, in vista del voto, si è costituito il «Comitato per il sì alla professiona­lizzazione delle Tutorie», coordinato da
Pietro Vanetti dell'Associazione genitori affidatari. Diverse sono le associazioni che vi hanno aderito (per dettagli www.tutorie.ch), men­tre a livello comunale c'è una sola voce fuori dal coro dei contrari. Si tratta di Lugano che ha incaricato la municipale Nicoletta Mariolini di sostenere il sì. Il fronte referendario non vuole la modifica perché ritiene che comporterà importanti costi supplementari. Oggi nelle Tutorie lavorano 18 presidenti la cui occupa­zione media è del 25%. Tutto questo costa mezzo milione di franchi. E se il popolo dirà sì in votazione popola­re e passerà a 5 presidenti con un'oc­cupazione minima dell'80%? «Lo di­co chiaramente: 550 mila franchi per tutto il Cantone, ovvero 350 franchi per singolo Comune. L'aumento è ir­risorio. L'obiettivo - prosegue Vanetti - è migliorare i servizi delle Commis­sioni tutorie. Serve una maggiore preparazione dei presidenti. Rendo attenti sul fatto che questo compito ci riguarda tutti, separati e conviven­ti, anziani in difficoltà e famiglie mo­noparentali. Alla base di tutte queste modifiche c'è una modifica della Legge federale in vigore dal 1. genna­io. Alle Commissioni tutorie vengo­no demandati più compiti. Vogliamo che chi decide per noi sia più profes­sionale possibile».
Dal Canto suo Mariolini si è detta convinta che «una popolazione fra­gile necessita di un accompagna­mento adeguato. È con la professio­nalità e professionalizzazione che noi a Lugano siamo già giunti a ri­spondere in modo adeguato a questi bisogni». Il dibattito è lanciato e la questione sarà in agenda già stasera all'assemblea dell'Associazione dei Comuni a Sementina.
GI.RI.

Gianfranco Scardamaglia è una figura attiva nel dibattito politico del Canton Ticino e coordinatore del Movimento Papageno, impegnato nei diritti dei genitori separati e dei figli. È Consigliere Comunale a Losone e interviene regolarmente su temi di giustizia e politiche familiari.

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