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Deputati al Gran Consiglio fannulloni e stacanovisti

Da: La regione, 23.7.10 pag 3

Deputati fannulloni e stacanovisti

La fantapolitica estiva punta ai ministri, ma di ‘cadreghini’ da occupare ce ne saranno altri novanta

BO.P
TI-PRESS C’è nessuno?

Tutto – o molto – dipende da lui, dal ‘Lele’. Dalla decisione del Consigliere di Stato Gabriele Gendotti, il quale non ha ancora sciolto le riserve su una sua eventuale ricandidatura a un posto in governo. E a dipendere da lui non sono soltanto i suoi colleghi del partitone e la commissione cerca del Plr, ma pure le altre formazioni politiche che ambiscono più o meno legittimamente a un posto nell’esecutivo. Ci si dimentica però troppo spesso che la poltrona da ministro non è l’unica a offrire potere e responsabilità, anzi, facendo un rapporto costi-benefici, sono forse più le responsabilità e le scocciature che il potere esercitato. Già, perché se l’esecutivo esegue, il legislativo legifera, cioè decide e dibatte le leggi che normeranno la vita cantonale. Il potere che può esercitare un deputato – anche se uno su 90 – non è quindi da sottovalutare. Ecco dunque l’utilità di conoscere la sua attività, il suo impegno e la sua fedeltà alle linee del partito che decide di proporlo agli elettori. Sia per il partito stesso, sia per chi poi lo potrà o vorrà scegliere.

Iniziamo dalle presenze alle sedute di plenum con una cifra che già fa pensare: solo 26 deputati su 90 hanno presenziato a tutte e 61 le sedute del 2009 (anno cui si riferiscono tutte le cifre qui riportate). Ce ne sono però due che hanno fatto ben di peggio, non arrivando nemmeno a due terzi delle riunioni. La palma del più assenteista va all’imprenditore popolare democratico Giovanni Frapolli, presente a 23 sedute sulle 61 tenutesi lo scorso anno. Un po’ meglio di lui ha fatto il ‘nocino’ Brenno Martignoni, che ha infatti preso parte a 36 incontri. Ma i doveri del parlamentare non finiscono con le sessioni plenarie, anzi, il vero impegno si vede nelle riunioni delle varie commissioni, permanenti o speciali che siano.

Per quanto riguarda la Gestione – una delle commissioni principali e fondamentale per l’attività del parlamento – il premio del più assiduo va a Manuele Bertoli, il presidente del Ps ha infatti partecipato a tutte e 35 le riunioni. Il duo di coda è invece tutto leghista, con il capogruppo Attilio Bignasca e l’attuale vicepresidente del Gran Consiglio Michele Foletti a quota 23 presenze.

Il leghista Rodolfo Pantani e i socialisti Werner Carobbio e Graziano Pestoni salgono sul gradino più alto del podio della Commissione della legislazione. I tre hanno infatti fatto filotto, annunciandosi presenti a tutte e 27 le riunioni commissionali. La maglia nera della Legislazione va al deputato Plr Jacques Ducry a quota 17.

Le commissioni permanenti si concludono con la ‘Petizioni e ricorsi’ e con un testa a testa tra il liberale radicale Giorgio Galusero e il socialista Francesco Cavalli che hanno registrato un enplein, 15 su 15. Chiude la classifica con 2 partecipazioni il deputato Plr Dante Moccetti con ampio margine dal penultimo, il presidente dell’Udc Pierre Rusconi (7 presenze) e dal terzultimo, il granconsigliere Ps Nenad Stojanovic (9 presenze).

Sfogliando i registri delle commissioni speciali emerge poi qualche sorpresa. Su 9 sedute della Commissione speciale bonifiche fondiarie il parlamentare Plr Giorgio Krüsi ha presenziato solo a due incontri, così come il democentrista Pierre Rusconi. È andata poco meglio per Giovanni Frapolli, che al tavolo commissionale si è seduto quattro volte. Un plauso va invece a Rinaldo Gobbi (Plr), Ivan Belloni (Plr), Gianrico Corti (Ps) e Luigi Canepa (Ppd), i quali non hanno perso nemmeno una riunione.

In seno alla Commissione speciale energia è stato solo il popolare democratico Fiorenzo Dadò a non mancare mai, ma la media delle presenze è piuttosto alta. Abbassata solamente dal leghista Donatello Poggi, che ha partecipato a 12 sedute su 22 e da Nenad Stojanovic (13 presenze).

Risultati simili anche per la Commissione scolastica con la presenza costante alle 16 sedute di Francesco Cavalli e Raoul Ghisletta del Ps, Monica Duca Widmer e Luca Pagani del Ppd e Giorgio Salvadè della Lega. Fanalini di coda: Armando Boneff (Ppd) e Claudio Bordogna (Plr), fermi a 6 riunioni.

Sono poi stati nettamente meno occupati i commissari della Tributaria. Questa commissione speciale si è infatti riunita solo quattro volte nel 2009. E nonostante non fosse difficile uscirne a punteggio pieno, c’è chi è riuscito a mai presenziare: Lorenzo Quadri (Lega), subentrato al collega di partito Mirto Bignasca, non è arrivato a nessuna delle tre riunioni che gli competevano. Risultato da ultimi della classe pure per la deputata Ps e municipale di Lugano Nicoletta Mariolini e per Norman Gobbi, entrambi assenti a tre quarti degli incontri.

Stessa situazione per la Commissione aggregazione dei Comuni che su quattro sedute ha visto i commissari Marco Chiesa (Udc) e Angelo Paparelli - (Lega) una sola volta.

La partecipazione media maggiore è stata registrata dai commissari della Sanitaria, tutti sopra le otto presenze su dieci. Salvo Dante Moccetti che c’è stato una volta sola. Buon risultato anche per la Commissione per la pianificazione del territorio, con Michele Barra (Lega) ultimo, ma comunque presente otto volte su 15. Alle 10 riunioni della Commissione Costituzione e diritti politici hanno pure preso parte in molti, tranne Nicola Brivio. Alle sei sedute che gli sarebbero toccate il deputato Plr non si è infatti mai presentato.

Chiude le classifiche la Commissione di sorveglianza delle condizioni di detenzione. Alle 14 riunioni ha partecipato solo Giorgio Galusero. Otto partecipazioni soltanto per la Plr Paola Bagutti.

Insomma, queste sono le cifre, e a chi compila le liste toccherà presto tirare le somme.

 

 

Gianfranco Scardamaglia è una figura attiva nel dibattito politico del Canton Ticino e coordinatore del Movimento Papageno, impegnato nei diritti dei genitori separati e dei figli. È Consigliere Comunale a Losone e interviene regolarmente su temi di giustizia e politiche familiari.

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