Da: http://www.tgcom.mediaset.it del 21.7.10 (link all'articolo)
Troppo povera, le tolgono il figlio
Trento, polemiche su decisione Tribunale
Le hanno tolto il figlio appena nato perché guadagnava troppo poco, circa 500 euro al mese. La decisione del Tribunale per i minorenni di Trento, che ha avviato una procedura di adottabilità, ha suscitato numerose polemiche. La vicenda è stata denunciata da uno psicologo, consulente tecnico di parte del Tribunale, che attacca il meccanismo con cui i giudici dei minori sospendono la potestà genitoriale.
"La
giovane, senza problemi di tossicodipendenza e con un reddito mensile
di 500 euro, nonostante le fosse stata proposta la sospensione della
gravidanza, ha scelto di partorire chiedendo un affido condiviso per il
bimbo che momentaneamente non sarebbe stato in grado di mantenere",
raccconta Giuseppe Raspadori.
"A questo punto però il Tribunale,
senza interpellarla, ha dato avvio alla procedura di adottabilità,
levandole il figlio alla nascita". Solo dopo un mese - prosegue
Raspadori - la giovane si è potuta incontrare con il giudice, il quale
ha deciso di avviare una perizia sulle capacità genitoriali della madre.
"Una beffa, perché in questo modo la ragazza, cui è stato sottratto il
diritto di essere madre dal primo momento, rivedrà il proprio figlio
solo dopo otto mesi, con buona pace della fase primaria
dell'attaccamento, con relativo allattamento e svezzamento, e della
giustizia per il minore".
Secondo l'esperto, "i procedimenti con
cui il Tribunale dei minorenni separa i bambini dalle madri in nome
dell'incapacità genitoriale sono un abuso scientifico". "L'affidamento a
terzi di un minore è un'ipotesi che dovrebbe essere perseguita per
gravissimi ed eccezionali motivi" sottolinea Raspadori per il quale il
Tribunale dei minori, in nome della sacra difesa dei diritti dei minori,
toglie qualsiasi diritto e garanzia ai genitori.
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