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Divorziare e ricominciare da cinquantenni un’altra storia

Da: www.caffe.ch del 2010-03-07 01:00:00

Al mezzo secolo si riprova. Un nuovo partner, un nuovo amore…

Divorziare e ricominciare
da cinquantenni un’altra storia
 
PATRIZIA GUENZI

Sarà merito di una vita oggettivamente più lunga, di una salute fisica più duratura, di sapienti ritocchi estetici, cure ormonali e farmaci che rimediano “defaillance” altrimenti inevitabili. Mille accorgimenti che ci fanno restare biologicamente giovani e belli… fatto è che a cinquant’anni ci si può tutto sommato considerare ancora, come dire?, sul mercato. E i dati parlano chiaro. Sempre più coppie brizzolate si dicono addio e molte volte il motivo scatenante è un nuovo partner, un nuovo amore. Ne sanno qualcosa gli avvocati divorzisti. Nei loro studi, rispetto a venti-trent’anni fa, arrivano coppie over cinquanta stanche e insoddisfatte, ma ancora con un cuore pimpante e pronte a separarsi per… riprovarci. 

Non per niente, molti divorzi consumatisi nel nostro cantone nel 2008 hanno avuto come protagoniste coppie piuttosto in là con gli anni. Mentre in oltre il 10 per cento dei matrimoni, sempre nel 2008, c’è almeno un over 50. Ovvero, più di un fatidico “sì” su dieci avviene ben oltre gli “anta”. Di questi, oltre il venti per cento, sia lui che lei, hanno già un matrimonio alle spalle; una buona metà, invece, non è né vedovo(a) né mai stato sposato(a). Come a dire che la freccia di Cupido, anche se tardivamente, giunge a destinazione. Anche nell’ultimo  libro di Camilla Baresani, “Un’estate fa” (Bompiani), si narra la storia d’amore, improvvisa e prepotente,  di due adulti di successo: Erica, giornalista milanese che si occupa di serial televisivi, è sposata con un veterinario, e Arnaldo, produttore romano, convive stancamente con Stella. Ne esce un ritratto degli uomini e delle donne di oggi, dei loro amori fuggevoli a anche capaci di lasciare segni indelebili nell’animo. Basta, quindi, pensare che a cinquant’anni le porte si chiudano e si debba pensare solo a torte e nipotini.

Tuttavia, è inevitabile non notare una costante fragilità che contraddistingue il nostro tempo. Se una volta alla soglia degli anta ci si era ormai liberati da patemi d’animo vari, oggi fior di ultracinquantenni si ritrovano a fare i conti con insicurezze e debolezze quasi adolescenziali. Sarà anche per questo che ci si butta a capofitto in storie che all’inizio promettono gioie e soddisfazioni, ma troppo spesso si rivelano smunte copie di liaison precedenti. C’è poi l’aumento del numero di single che “spinge” molte donne, con figli grandi, a riprovarci, con la speranza di trovare finalmente il compagno della loro vita. Alcune, imitando i maschi, si buttano nelle braccia di un partner molto più giovane.

Eppure, come racconta Baresani, anche gli ultra quarantenni non sono immuni dal desiderio, dalla voglia di nuovo, di fresco, di altro, di consumare, insomma, sino in fondo, le occasioni che la vita offre. Un incontro, un aperitivo e si  resta agganciati l’uno all’altra. Sperando, liberi dai problemi dei figli, dallo stress della carriera, dalle mille incombenze che stritolano durante i primi decenni della vita e, soprattutto, facendo un uso saggio dell’esperienza accumulata, sperando insomma di riuscire a vivere una storia d’amore in un modo migliore rispetto agli anni verdi. 

Chissà, forse “Un’estate fa” può anche aiutare a toglierci svariati sensi di colpa se, alla soglia del mezzo secolo, stiamo pensando di buttare tutto all’aria e ricominciare. Anche per non finire col chiedersi, come la protagonista “perché per la frustrazione dei desideri non ancora realizzati o irrealizzabili, perché ci diamo tanta pena anziché approfittare per rinnovarsi e rinverdirsi?”.

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Gianfranco Scardamaglia è una figura attiva nel dibattito politico del Canton Ticino e coordinatore del Movimento Papageno, impegnato nei diritti dei genitori separati e dei figli. È Consigliere Comunale a Losone e interviene regolarmente su temi di giustizia e politiche familiari.

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