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Rendita AI a stupratore. Vicenda paradossale, ma sembra sia giusto così.

Da: CdT 9.10.08 pag 5

Rendita AI a stupratore
 Vicenda paradossale, ma sembra sia giusto così


 Era stato condannato per violenza carnale nei confronti della ex moglie - In prigione avrebbe subito un grave trauma, per cui, una volta uscito, è andato in Invalidità

  Una persona che commette un reato grave e che per questo fini­sce in prigione, una volta scarca­rata può ricevere una rendita in­validità al 100% per il trauma su­bito.
  Lo ha confermato in un'intervi­sta pubblicata ieri dal Blick Erwin Murer, professore di diritto della assicurazioni sociali all' Univer­sità di Friburgo, commentando il caso di un montenegrino con­dannato a due anni e nove mesi di reclusione per ripetuta violen­za carnale nei confronti della mo­glie e nel frattempo ricercato an­che per omicidio. Il Blick insiste da giorni su quello che considera uno scandalo del­l'assicurazione invalidità (AI). Il caso concernerebbe un uomo, oggi 44.enne. Sposato, per anni maltratta moglie e figlio, fino a quando la donna chiede e ottiene il divorzio. L'uomo però prosegue nelle sue molestie, fermando la sua vittima anche per strada: le aggressioni sfociano poi nello stu­pro. Arrestato, trascorre due anni in carcere preventivo. All'uscita di prigione l'uomo si rivolge a uno psichiatra: a causa del periodo passato in cella afferma di subi­re incubi, di essere in preda ad at­tacchi di panico e di pensare a volte al suicidio. Il medico dia­gnostica un grave disturbo post­traumatico. Forte di questo giu­dizio l'interessato si rivolge all' AI, che nel 2001 gli concede una ren­dita piena per il grave trauma su­bito. In realtà, come scoprirà an­ni dopo la polizia, il «malato» pas­sa le sue notti in discoteca.
  Nel 2002 giunge la condanna: il tribunale d'appello di Zurigo gli infligge 35 mesi di reclusione per stupro. Sempre secondo la rico­struzione del Blick, nel 2006 gli viene imposto di lasciare la Sviz­zera, ma la rendita continua a es­sergli versata. Nell'autunno dell'anno seguente commette uccide una 27.enne davanti agli occhi dei suoi due fi­gli. Scatta un mandato di cattura internazionale: a questo punto i pagamenti dell' AI vengono inter­rotti. Da allora nessuno ha più no­tizie di lui: secondo l'ex moglie potrebbe trovarsi in Svizzera, do­ve ha una vasta rete di conoscen­ti.
  La vicenda pone interrogativi sul versamento dell' AI. È giusto che una persona benefici di un soste­gno in una situazione simile? Se­condo il professor Murer l' AI può negare una rendita a chi si è pro­curato l'invalidità volontariamen­te, ad esempio tagliandosi la ma­no, o mentre commette un reato - potrebbe essere il caso di un ra­pinatore che si fa male alla schie­na tentando di entrare da una fi­nestra.
  Il trauma subito dall'uomo in questione non è invece legato al delitto ma la suo soggiorno in pri­gione: in tali circostanze l' AI deve quindi con pagare. L'assicurazio­ne, ha spiegato l'esperto, è una forma di aiuto sociale, non viene tenuto conto della colpa perso­nale. «La nostra società ha deciso che nessuno deve morire per stra­da, nemmeno i criminali». 

Gianfranco Scardamaglia è una figura attiva nel dibattito politico del Canton Ticino e coordinatore del Movimento Papageno, impegnato nei diritti dei genitori separati e dei figli. È Consigliere Comunale a Losone e interviene regolarmente su temi di giustizia e politiche familiari.

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