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Lo scempio delle rendite d’invalidità

Da: www.mattino.ch; domenica 12 ottobre 2008

Criminalità d'importazione: e poi dicono che è una nostra invenzione!

Lo scempio delle rendite d'invalidità

Scritto da Lorenzo Quadri - MDD   

A questo caso, emblematico e di certo non isolato, avevamo già accennato la scorsa settimana. A riferirlo è Le Matin che, a dispetto del nome (esiste anche Le Matin Dimanche), con noi non c'entra e non è di sicuro un quotidiano leghista.
I fatti si sono svolti nel Canton Friburgo dove il tribunale cantonale è intervenuto contro la banda di teppisti che da anni terrorizzava il Comune di Bulle. La banda ruotava attorno ad un 24enne originario di Capo Verde, ossia di un gruppo di isole poste a ca 500 Km dalle coste del Senegal.
Il losco figuro è giunto in Svizzera all'età di 10 anni. Due anni dopo, stava già delinquendo. E mica rubava le caramelle al mercato o le ciliegie dall'albero dei vicini. Nossignore: a 12 anni, commetteva atti sessuali con bambini. Segue poi, nei 12 anni successivi, un'interminabile lista di reati: furti, aggressioni, consumo di stupefacenti, danneggiamento della proprietà pubblica e nuovi delitti a sfondo sessuale. L'ultimo episodio risale al 30 dicembre 2007 quando il delinquente recidivo viene arrestato per l'ennesima volta, con l'imputazione di lesioni corporali gravi e rissa.

Espulsioni troppo difficili
Il tribunale cantonale, visti i precedenti del pessimo soggetto, ne ha decretato l'espulsione. Espulsione che avrebbe dovuto essere pronunciata da un pezzo, e c'è da sperare che diventi effettiva. Ma in questo campo, lo sappiamo, niente è scontato. La legge federale sugli stranieri prevede una lista di motivi d'espulsione, e da notare che tra questi, oltre la delinquenza, figura anche la presa a carico durevole e significativa da parte dello Stato sociale svizzero. Qui ci si accorge subito che qualcosa non quadra, perché altrimenti le espulsioni fioccherebbero e avremmo risolto uno sacco di problemi. Cosa non funziona? La giurisprudenza, ossia i tribunali che, tanto per cambiare, interpretano i dispositivi legali sulle espulsioni in modo così garantista che prima che qualcuno venga effettivamente espulso, deve avere commesso più o meno una strage.
Eppure, davanti a casi come quello del delinquente di Bulle, ci si viene ancora a dire che la criminalità d'importazione non è un problema, ma una nostra invenzione.

Il delinquente in AI
E c'è da rodersi ulteriormente il fegato davanti al caso denunciato nei giorni scorsi dal Blick, altro organo di stampa di cui tutto si può dire tranne che sia filoleghista. Il caso si è verificato nel Canton Zurigo. Protagonista un montenegrino giunto in Svizzera nel 1991, oggi 44enne. Arrestato per stupro ai danni dell'ex moglie, l'uomo trascorre due anni in carcere preventivo. Uscito di prigione, riesce a farsi riconoscere l'invalidità al 100%. Motivo: l'esperienza in carcere l'ha traumatizzato.
Ricapitoliamo: il criminale straniero arriva in Svizzera, commette un reato grave, finisce in galera preventiva e uscito dalla galera ottiene una rendita AI che gli uffici preposti non si fanno problemi a versare, naturalmente con i soldi del contribuente. E non è mica tutto, perché quanto arriva la condanna definitiva e l'espulsione (tanto per una volta) del delinquente, tenetevi forte, la rendita AI mica viene revocata! Viene versata all'estero!

Inquietanti interrogativi
Senonché, il lupo perde il pelo ma non il vizio e al paese d'origine il criminale uccide una donna e si dà alla macchia. Scatta il mandato di cattura internazionale e solo allora la rendita AI viene interrotta. Intanto dalle casse dell'AI alle tasche del delinquente si sono già riversati oltre 100mila Fr dei contribuenti. Ciliegina sulla torta, l'omicida è tuttora uccel di bosco è c'è da ritenere che si nasconda da qualche parte in Svizzera. La libera circolazione e conseguenti frontiere a colabrodo consentono questo ed altro.
Il caso pone tutta una serie di inquietanti interrogativi.  Si rileva infatti che 1) il delinquente ha trovato un medico compiacente che è stato pronto a certificargli un'invalidità a causa del periodo trascorso in carcere preventivo. Invalidità chiaramente fasulla, dal momento che l'"invalido" passava le notti in discoteca. 2) Gli uffici AI non si sono fatti problemi a versare una rendita ad una persona con un curricolo del genere. 3) Ad una criminale espulso dalla Svizzera si è continuato a versare tranquillamente l'AI all'estero.
Osiamo sperare che il punto 3) sia frutto di un grossolano errore. Se invece la legge lo permette, vuol dire che è bacata e pertanto va modificata immediatamente. Nel frattempo, altre rendite eventualmente versate in simili circostanze vanno revocate all'istante, e vogliamo vedere se qualcuno avrà la sfacciataggine di protestare.
Per quanto attiene al punto 1), invece, si avvicina sempre più il momento in cui dovrà essere resa pubblica la graduatoria dei medici che sottoscrivono il maggior numero di certificati di invalidità, specie per motivi psichici.
Intanto, giusto per cominciare, cominceremo a chiedere al Cantone di tirar fuori le cifre delle prestazioni di invalidità che dagli uffici cantonali vengono versate all'estero, dividendo i beneficiari tra cittadini svizzeri e stranieri. E ci piacerebbe anche sapere quanti dei cittadini stranieri che percepiscono, all'estero, un'indennità di AI elvetica risultano inabili al lavoro per "motivi psichici". Trattandosi di semplici dati statistici, ci auguriamo che a nessuno venga la bella idea di contrapporre presunti motivi di "tutela della privacy": una tutela che naturalmente vale solo a senso unico. 

Gianfranco Scardamaglia è una figura attiva nel dibattito politico del Canton Ticino e coordinatore del Movimento Papageno, impegnato nei diritti dei genitori separati e dei figli. È Consigliere Comunale a Losone e interviene regolarmente su temi di giustizia e politiche familiari.

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