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Lo definisce, a giusta ragione, il "tema dei temi" che anima il mondo della scuola. Quello su cui - rileva
Roberto Cattaneo,
direttore della scuola media Lugano 2, con sede a Besso - «
si dibatte da anni senza grandissimi successi: l'assunzione forte,
da parte di ognuno, delle proprie responsabilità educative
». Già, l'assunzione delle proprie responsabilità per «
sconfiggere il deleterio gioco alla delega nella dinamica scuola-famiglia
». Dei nostri ragazzi siamo tutti responsabili - genitori e docenti -
perché a entrambi compete, in un modo diverso, un mandato educativo.
Per questo motivo - perché gli uni non possono fare a meno degli altri
- la scuola media di Besso intende avviare un "dialogo" concreto con
le famiglie attraverso una serie di incontri che, pianificati su più
mesi, vadano al di là delle tradizionali serate tenute da specialisti
dell'educazione. Gli addetti ai lavori non mancheranno, ma si
tradurranno in un supporto per confrontarsi sull'impegno, e anche
l'ansia e lo stress conseguenti, che produce il mandato educativo. Il
primo "assaggio" di che cosa intenda la direzione dell'istituto
scolastico lo si è avuto
ieri. Dopo il tradizionale incontro con i genitori di prima media -
per presentargli la nuova realtà in cui i loro figli cammineranno per
quattro anni - è seguita una discussione comune, estesa anche alle
famiglie degli allievi delle altre classi, con la partecipazione dello
psichiatra Luca Genoni. Un incontro che non si è sviluppato secondo la
formula della lezione calata dall'alto, ma come spunto (anche se
guidato da uno specialista) dove madri e padri potessero avere la
possibilità di confrontarsi sulle sfide della genitorialità. Nel corso
dell'anno scolastico altri saranno i momenti di condivisione di
questo tipo. Una riflessione comune per «
una presa di coscienza, una ripresa di responsabilità
» nell'ottica di una collaborazione costruttiva e di un avvicinamento
fra scuola e famiglia. L'iniziativa nasce per dare seguito
alla campagna nazionale "L'educazione rende forti". Nel materiale
informativo distribuito dai promotori della campagna - spiega il
direttore della scuola media Lugano 2 - sono presentati gli otto punti
più importanti per realizzare questo obiettivo e che dovrebbero
fungere, come recita l'opuscolo, «
da punto di riferimento e d'aiuto nel quotidiano, a genitori e famiglie ma anche a tutti gli altri che professionalmente
hanno a che fare con bambini e ragazzi
». Ecco, aggiunge Roberto Cattaneo,
«noi docenti ci consideriamo questi "altri", chiamati ad agire
educativamente non parallelamente alle famiglie, ma congiuntamente,
in una reale coesione d'intenti e strategie
». Per unire due mondi - quello scolastico e familiare - e per far «
percepire ai ragazzi una coerenza educativa
». Del resto il bisogno reciproco
di una maggiore sintonia fra genitori e docenti era emerso in un sondaggio promosso l'anno scorso dall'istituto di Besso.
«La nostra è solo una delle tante iniziative che la scuola
promuove "fuori aula". Come noi, altri istituti fanno del loro meglio
in un'opera di sensibilizzazione sulla spinta della campagna
"L'educazione rende forti" e grazie anche all'impulso propositivo dei
comitati genitori
».
R.B.
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