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La strategia di essere genitori

Da: La regenione, 6.3.08, pag 22

La strategia di essere genitori
Un progetto pilota e un’associazione conquistano mamme e papà in cerca di certezze


Genitori non si nasce. Ormai lo si è compreso fin troppo bene. Tra le neo mamme e i neo papà del Mendrisiotto però c’è una gran voglia di imparare. Un’ansia di apprendere che cresce con i figli. Ma soprattut­to con le paure che i fatti di cro­naca e di ( stra) ordinaria vio­lenza amplificano, oggi più di ieri. Esiste un antidoto a tutto ciò? Da quasi due anni nella re­gione sta prendendo forza un’esperienza pilota che ogni giorno tocca con mano un biso­gno. Il bisogno, reale, delle fa­miglie di ri- conoscere il pro­prio ruolo e le proprie compe­tenze. E ora ‘Progetto genitori’ può ben dire di essere la rispo­sta a molte domande. Il segre­to? Lavorare
con e non sulle fa­miglie. Un approccio che spia­nerà la strada alla possibilità di estendere l’iniziativa al di fuori dei confini locali? La di­scussione con il Cantone è aperta, come la riflessione sui passi futuri.
Adesso Sonia Lurati, peda­gogista e responsabile del pro­getto, non è più sola. Con lei a lavorare sul terreno ci sono quattro collaboratrici-mamme e la consapevolezza di aver tes­suto una preziosa rete di dialo­go con i genitori di bambini da 0 a 3 anni. Non è per caso che nel tempo i punti di incontro si sono moltiplicati. Tanto da riu­scire a raggiungere in modo capillare l’intera regione: dalla
Valle alla Montagna, passando per il lago. Operatori e mamme ( ma a volte anche papà) si ri­trovano al preasilo (oggi in tut­to se ne contano una dozzina), nella sala d’attesa degli studi pediatrici, nei consultori ma­terno pediatrici locali, ma an­che al ristorante Coop al Serfontana ( ogni giovedì) e, una volta la settimana, all’Obv. E così tra una chiacchiera e un caffè si allontanano i timori e si rafforzano le certezze. Da gennaio, poi, la voce di ‘Proget­to genitori’ rimbalza anche dalle onde di Radio 3iii: il lu­nedì, ogni quindici giorni, alle 9.20 « Una mezz’ora che per noi è una bella opportunità » confer­ma Sonia Lurati. Anche questa presenza, ci spiega, aiuta a sensibilizzare sulla famiglia come centro di competenze. Lo hanno compreso anche i Comuni che in questi due anni hanno messo a disposizione gli spazi d’incontro. Consoli­dando il sostegno che l’iniziati­va ha ricevuto a livello canto­nale e federale. « Il progetto si è sviluppato con gradualità e sta creando quelle sinergie che spe­ravamo, con i genitori e con le istituzioni, come l’Alta scuola pedagogica e la Conferenza cantonale dei genitori ». C’è an­che l’Associazione infatti tra gli interlocutori della campa­gna nazionale ‘ L’educazione rende forti’, decisa a rivendica­re l’utilità sociale dei compiti educativi.
Operare sul campo quindi si è rivelato vitale. I preasili ‘fre­quentati’ da ‘Progetto genitori’ ( quali ‘ permanenze educative mobili’) sono del resto lo spec­chio della nostra realtà sociale. La famiglia, ci chiediamo, in bilico fra autorevolezza e amo­re, ha però gli strumenti per far fronte alle necessità e alle emergenze odierne? «
La fami-
glia di oggi
– ci spiega la re­sponsabile – si occupa dei pro­pri figli. Ne ha meno e vi inve­ste. Certo bisogna vedere come. Occorre comunque fare atten­zione e non puntare troppo il dito contro il nucleo familiare. Così è facile. È meglio prendere ciò che di positivo c’è e valoriz­zarlo. E non interessarsi, penso alle autorità, sono nelle situa­zioni di difficoltà. Non lo si può negare: ci sono anche le cattive famiglie. Come però esi­stono cattivi medici o avvocati. Non basta questo per mettere in discussione la medicina o la giustizia. Per contro, aperta la discussione, vedo molti genito­ri che hanno voglia di mettersi in gioco; di lavorare e di colla­borare » . Come si può rispondere alle diverse manifestazioni di vio­lenza che sembrano spiazzar­ci? « Bisogna reagire agli input che la società dà alla famiglia con una modalità preventiva – ci dice Sonia Lurati –. Le ri­sposte si trovano nel confronto, nel rapporto paritario fra ge­nitori e scuola. Dare dei limiti ai propri figli davanti al telefo­nino o ai roller, permetterà a mamme e papà di affrontare momenti più delicati e difficili nell’adolescenza. Il genitore di­venta competente e mette in atto delle strategie educative crescendo con i figli e le solleci­tazioni che portano » . L’impor­tante è cominciare. D.C.




È il momento di scambiarsi le esperienze
Dove ci si incontra

‘Progetto genitori’ ha trovato molti modi per incontrare le fa­miglie. Punti di riferimento sono alcuni preasili della regio­ne, a Balerna, Besazio, Castel San Pietro, Chiasso, Coldrerio, Mendrisio, Monte, Morbio Su­periore, Novazzano, Rancate, Stabio e Vacallo. Si contano poi anche tre studi pediatrici a Chiasso e Mendrisio, i consul­tori di Chiasso, Mendrisio e Stabio, il centro commerciale Serfontana e l’ospedale. L’Asso­ciazione promuove anche degli atelier serali di motivazione. Per saperne di più chiamate lo 091/682.13.61 o scrivete a
@ bluewin.ch.

 

Gianfranco Scardamaglia è una figura attiva nel dibattito politico del Canton Ticino e coordinatore del Movimento Papageno, impegnato nei diritti dei genitori separati e dei figli. È Consigliere Comunale a Losone e interviene regolarmente su temi di giustizia e politiche familiari.

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