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Genitori non si nasce. Ormai lo si è compreso fin troppo bene. Tra le
neo mamme e i neo papà del Mendrisiotto però c’è una gran voglia di
imparare. Un’ansia di apprendere che cresce con i figli. Ma
soprattutto con le paure che i fatti di cronaca e di ( stra)
ordinaria violenza amplificano, oggi più di ieri. Esiste un antidoto a
tutto ciò? Da quasi due anni nella regione sta prendendo forza
un’esperienza pilota che ogni giorno tocca con mano un bisogno. Il
bisogno, reale, delle famiglie di ri- conoscere il proprio ruolo e le
proprie competenze. E ora ‘Progetto genitori’ può ben dire di essere
la risposta a molte domande. Il segreto? Lavorare
con
e non
sulle
famiglie. Un approccio che spianerà la strada alla possibilità di
estendere l’iniziativa al di fuori dei confini locali? La discussione
con il Cantone è aperta, come la riflessione sui passi futuri.
Adesso Sonia Lurati, pedagogista e responsabile del progetto, non è
più sola. Con lei a lavorare sul terreno ci sono quattro
collaboratrici-mamme e la consapevolezza di aver tessuto una preziosa
rete di dialogo con i genitori di bambini da 0 a 3 anni. Non è per
caso che nel tempo i punti di incontro si sono moltiplicati. Tanto da
riuscire a raggiungere in modo capillare l’intera regione: dalla
Valle alla Montagna, passando per il lago. Operatori e mamme ( ma a
volte anche papà) si ritrovano al preasilo (oggi in tutto se ne
contano una dozzina), nella sala d’attesa degli studi pediatrici, nei
consultori materno pediatrici locali, ma anche al ristorante Coop al
Serfontana ( ogni giovedì) e, una volta la settimana, all’Obv. E così
tra una chiacchiera e un caffè si allontanano i timori e si rafforzano
le certezze. Da gennaio, poi, la voce di ‘Progetto genitori’ rimbalza
anche dalle onde di Radio 3iii: il lunedì, ogni quindici giorni, alle
9.20 «
Una mezz’ora che per noi è una bella opportunità
» conferma Sonia Lurati. Anche questa presenza, ci spiega, aiuta a
sensibilizzare sulla famiglia come centro di competenze. Lo hanno
compreso anche i Comuni che in questi due anni hanno messo a
disposizione gli spazi d’incontro. Consolidando il sostegno che
l’iniziativa ha ricevuto a livello cantonale e federale. «
Il progetto si è sviluppato con gradualità e sta creando quelle
sinergie che speravamo, con i genitori e con le istituzioni, come
l’Alta scuola pedagogica e la Conferenza
cantonale dei genitori
». C’è anche l’Associazione infatti tra gli interlocutori della
campagna nazionale ‘ L’educazione rende forti’, decisa a rivendicare
l’utilità sociale dei compiti educativi.
Operare sul campo quindi si è rivelato vitale. I preasili
‘frequentati’ da ‘Progetto genitori’ ( quali ‘ permanenze educative
mobili’) sono del resto lo specchio della nostra realtà sociale. La
famiglia, ci chiediamo, in bilico fra autorevolezza e amore, ha però
gli strumenti per far fronte alle necessità e alle emergenze odierne? «
La fami-
glia di oggi
– ci spiega la responsabile –
si occupa dei propri figli. Ne ha meno e vi investe. Certo
bisogna vedere come. Occorre comunque fare attenzione e non puntare
troppo il dito contro il nucleo familiare. Così è facile. È meglio
prendere ciò che di positivo c’è e valorizzarlo. E non interessarsi,
penso alle autorità, sono nelle situazioni di difficoltà. Non lo si
può negare: ci sono anche le cattive famiglie. Come però esistono
cattivi medici o avvocati. Non basta questo per mettere in discussione
la medicina o la giustizia. Per contro, aperta la discussione, vedo
molti genitori che hanno voglia di mettersi in gioco; di lavorare e di
collaborare
» .
Come si può rispondere alle diverse manifestazioni di violenza che sembrano spiazzarci? «
Bisogna reagire agli input che la società dà alla famiglia con una modalità preventiva
– ci dice Sonia Lurati –.
Le risposte si trovano nel confronto, nel rapporto paritario fra
genitori e scuola. Dare dei limiti ai propri figli davanti al
telefonino o ai roller, permetterà a mamme e papà di affrontare
momenti più delicati e difficili nell’adolescenza. Il genitore diventa
competente e mette in atto delle strategie educative crescendo con i
figli e le sollecitazioni che portano
» . L’importante è cominciare.
D.C.
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È il momento di scambiarsi le esperienze
Dove ci si incontra
‘Progetto
genitori’ ha trovato molti modi per incontrare le famiglie. Punti di
riferimento sono alcuni preasili della regione, a Balerna, Besazio,
Castel San Pietro, Chiasso, Coldrerio, Mendrisio, Monte, Morbio
Superiore, Novazzano, Rancate, Stabio e Vacallo. Si contano poi anche
tre studi pediatrici a Chiasso e Mendrisio, i consultori di Chiasso,
Mendrisio e Stabio, il centro commerciale Serfontana e l’ospedale.
L’Associazione promuove anche degli atelier serali di motivazione. Per
saperne di più chiamate lo 091/682.13.61 o scrivete a
apgenitori@ bluewin.ch. |
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