Da: La regione, 20.6.09 pag 3
Famiglie in... crisi, la cura del Ps
Millecinquecento franchi in più all'anno per ogni figlio e tetto massimo dei premi da fissare all'8% del reddito
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Millecinquecento franchi all'anno in più per ogni figlio da aggiungere all'aiuto cantonale di 200 franchi al mese, maggiori sussidi per contenere i costi delle casse malati, sostegno ai medici di famiglia e un tetto massimo dei premi fissato all'8 per cento del reddito. È questa la ricetta presentata ieri dal Partito socialista per sostenere le famiglie del ceto medio-basso durante il periodo della crisi e per curare la febbre dei premi dell'assicurazione malattia. Un cocktail di misure oggetto di quattro atti parlamentari (due mozioni e due iniziative generiche) che verranno presentati lunedì prossimo in Gran Consiglio.
«Alcune misure si autofinanzieranno, altre invece prevedono un aumento di spesa» ha sottolineato il presidente socialista Manuele Bertoli nel presentare le proposte. Proposte «radicali» gli ha fatto eco il granconsigliere Werner Carobbio «perché le misure parziali, in realtà dei cerotti, non bastano più. Oggi sono in molti, il Ppd in Ticino ad esempio, a rivendicare un intervento maggiore dell'ente pubblico». Intervento statale che «i socialisti avevano già chiesto in passato, come con l'iniziativa per fissare i premi dell'assicurazione malattia di base al reddito e quella per la costituzione di una cassa malati unica a livello federale». Idee «bocciate in votazione popolare anche grazie alla campagna contraria fatta da chi oggi, come il popolari democratici, domandano un maggior sforzo pubblico».
Tra le quattro proposte presentate ieri, la principale è quella contenuta nell'iniziativa generica, firmata dall'intero gruppo Ps, che chiede l'introduzione di una indennità annuale di 1'512 franchi per ogni figlio. Importo che unito all'assegno per figli dagli 0 ai 15 anni aumenterebbe l'aiuto statale dagli attuali 200 a 326 franchi al mese (da 2'400 a 3'912 all'anno). La misura si autofinanzierà grazie all'abbassamento di alcune deduzioni fiscali, che verranno portate a livello di quanto riconosciuto per l'imposta federale diretta, ha spiegato il parlamentare Raoul Ghisletta. Così facendo lo Stato avrà a disposizione circa 75 milioni da ricollocare. «La misura andrà ad aiutare in particolare quelle famiglie del ceto medio-basso che non hanno diritto ai sussidi» ha sottolineato il parlamentare.
Fari puntati anche sui premi delle casse malati che rappresentano una delle maggiori voci di spesa sui bilanci familiari e che per il prossimo anno dovrebbero aumentare mediamente del 15% a livello nazionale. Secondo i socialisti l'assicurazione malattia non dovrebbe incidere sul reddito più dell'otto per cento. Tutto quanto supera tale limite dovrebbe venir sussidiato dal Cantone. «È una promessa fatta nel 2004 con il messaggio sulla Lamal del 1991» ha sottolineato Carobbio. Promessa che i socialisti ticinesi, riprendendo la campagna del Partito socialista svizzero, intendono onorare. Per farlo lunedì presenteranno dunque in parlamento una seconda iniziativa parlamentare generica, in cui si chiede al Consiglio di Stato di modificare il quadro normativo affinché "nessuna economia domestica paghi più dell'8% del proprio reddito per i premi dell'assicurazione malattia obbligatoria". Le modalità per realizzare tale obiettivo «dovranno essere definite» dal Consiglio di Stato, ha precisato Carobbio: «È una materia complessa. Per questo abbiamo optato per un'iniziativa generica». Impossibile, si è detto ieri durante la presentazione della misura, stabilire quanto costerà allo Stato questo cambiamento o quante siano esattamente le persone che ne beneficeranno. L'importo da destinare ai nuovi sussidi, a mente dei socialisti, dovrà comunque "essere previsto già con il preventivo 2010". Vale a dire entro l'autunno di quest'anno. Per lo Stato «si tratterà di spendere di più - ha precisato Bertoli - ma queste misure potrebbero benissimo essere finanziate evitando di introdurre gli sgravi fiscali per le aziende» così come previsto nel pacchetto anticrisi varato due settimane fa dal Gran Consiglio. Sgravi contro cui il Ps ha lanciato il referendum.
Nella ricetta per ridurre la spesa sanitaria il Ps ha pure incluso misure a sostegno dei medici di famiglia. Da un lato - e siamo alle mozioni - domandando la creazione di un fondo, alimentato con l'uno per cento delle spese annuali cantonali per le cure sanitarie, che sostenga tramite incentivi quei medici che decideranno di gestire in comune uno studio. Dall'altro l'introduzione di centri per le urgenze sociosanitarie affidate a dottori generalisti. «Si tratta di proposte che vogliono, tra l'altro, spingere il Cantone a passare da una rete sanitaria virtuale e inesistente a una reale e funzionante» ha sottolineato la deputata Nicoletta Mariolini. «Già perché di rete sanitaria si parla tanto, ma per ora di concreto c'è poco o nulla».

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