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Uomini e bambini maschi discriminati: si rischia lo scontro fra i sessi

Da: La regione, 11.01.2010 pag 5

L’intervista. Uomini e bambini maschi discriminati: si rischia lo scontro fra i sessi. ATS

Berna – Gli uomini, e in particolare i bambini, sono oggi discriminati in Svizzera e se non si correrà ai ripari si rischia uno scontro fra i sessi. Lo sostiene il sociologo Walter Hollstein, che auspica in particolare una maggiore presenza maschile nel corpo docenti: oggi molti ragazzi crescono in una sorta di ghetto femminile, avendo solo donne come punti di riferimento, dalla famiglia all’asilo e su su fino al liceo. La realtà è che gli uomini oggi sono discriminati, «per esempio nel campo della salute, nell’affidamento dei figli, nell’Avs o nel servizio militare», afferma il ricercatore settantenne in un’intervista pubblicata ieri dal Tages-Anzeiger.

Hollstein porta il caso concreto di una preside di una scuola di Basilea Campagna, che una volta entrata in funzione, ha voluto trasformare l’area di ricreazione in uno spazio comunicativo, perché pensava che parlare fosse più importante che sfogarsi scatenandosi. L’intenzione è teoricamente buona, ma in realtà un approccio del genere non soddisfa minimamente i bisogni dei maschi. «Non capisco perché i padri dei ragazzi non siano intervenuti», aggiunge lo specialista, per 35 anni professore a Berlino.

A suo avviso il problema è che oggi nessuno si interessa ai bisogni fondamentali dei bambini: ad esempio i maschi sentono acusticamente meno delle femmine, quindi se si trovano seduti in fondo alla classe e la maestra parla a bassa voce non capiscono nulla e diventano agitati. Secondo l’esperto bisognerebbe pensare di più alle loro necessità invece di distribuire medicamenti come il Ritalin.

Negli ultimi decenni – argomenta Hollstein – si è insomma pensato solo a un sesso, trascurando l’altro, cui è stato frettolosamente attribuito l’etichetta di «sesso forte»: il risultato è la nascita di una generazione di donne moderne che ha a che fare con una generazione di uomini tradizionali. Cosa che porta poi ai noti problemi relazionali e fa aumentare il tasso di divorzi.

Colpa del femminismo? «Il femminismo è stato un movimento sociale importante che ha liberato le donne dal loro ruolo, ma ha anche avuto conseguenze fatali», sostiene il professore. La realtà del mondo maschile è stata percepita in modo distorto: gli uomini sono stati presentati tutti come prevaricatori, potenti e privilegiati, mentre nella realtà vi è sempre stata solo una piccola minoranza di maschi che ha sfruttato non solo le donne, bensì anche gli altri uomini. «Nella battaglia contro il patriarcato è stata costruita l’immagine di nemico monolitico, invece che differenziare», sintetizza l’esperto. Il problema comincia presto. I bambini hanno bisogno di modelli: in primo luogo si orientano al padre e secondariamente ai maestri. In entrambi gli ambiti gli uomini sono sempre più rari. Oggi un quinto dei ragazzi cresce in una famiglia monoparentale e nella sua carriera scolastica incontra sempre meno uomini. Hollstein ammette che gli uomini continuano peraltro ad occupare le posizioni di potere e che da un profilo statistico la società è ancora dominata dai maschi. «Ma se si guarda allo sviluppo in atto, oggi la disoccupazione interessa di più i giovani maschi che le giovani donne, e sempre più ragazze hanno una licenza universitaria», fa notare. Inoltre i ragazzi si suicidano più delle coetanee e sono più esposti a malattie e disturbi comportamentali. Sempre secondo il sociologo questi problemi sono chiari e provocano costi enormi per nulla considerati dal mondo politico: basti pensare alla criminalità, ai costi assicurativi e quelli delle terapie.

Gianfranco Scardamaglia è una figura attiva nel dibattito politico del Canton Ticino e coordinatore del Movimento Papageno, impegnato nei diritti dei genitori separati e dei figli. È Consigliere Comunale a Losone e interviene regolarmente su temi di giustizia e politiche familiari.

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