Da: La regione, 13.2.10 pag 33, Le opinioni dei lettori
Il ruolo dei padri
ADRIANO HEITMANN,STABIO
Mi
riferisco ad un piccolo articolo in ultima pagina del suo quotidiano di
venerdì scorso: il papà se c’è, bene, se no pazienza. Si legge in
sintesi che, secondo una ricerca della solita università americana di
provincia, la presenza o l’assenza del padre in famiglia sia
irrilevante per l’educazione dei figli. Falso.
Tale affermazione
solleva due questioni che mi stanno particolarmente a cuore. Come tutti
sanno, il ruolo del padre è determinante per l’equilibrio psichico dei
figli (specialmente maschi): basti sapere che l’80% dei criminali nelle
carceri (anche americane) sono cresciuti in una famiglia monoparentale.
Studiosi di tutto il mondo concordano sugli aspetti sovente patologici
dovuti alla sindrome del padre assente: violenza giovanile,
indisciplina nelle scuole, mancanza di rispetto per le Autorità,
indisciplina, omosessualità, ecc. Testi di riferimento sul tema del
padre sono quelli di Claudio Risé e di Luigi Zoja, peraltro attivi con
conferenze e dibattiti televisivi anche in Ticino. La seconda
riflessione che vorrei fare riguarda il giornalismo. Oggi il dibattito
tra informazione su “carta” e quello “elettronico” è di estrema
attualità, tanto da far credere ad una prossima fine della stampa
scritta (quotidiani). I nuovi media sono accusati di superficialità,
frettolosità, non affidabilità. Ma se la redazione di un quotidiano non
verifica l’attendibilità dell’informazione che giunge sugli schermi
dalle agenzie, allora il giornale non si differenzia poi tanto dall’on
line dove tutto e il contrario di tutto sono copiosamente presenti,
senza gerarchie né autorevolezza.
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