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Ricorsi al TAF ormai superflui - Un caso simile non dovrebbe tuttavia più ripetersi

Da: CdT 7.3.09 pag 5

I dati dei clienti di UBS sono già stati trasmessi agli USA

La corte ha comunque stabilito che esistevano indizi di frode fiscale, per cui l'assistenza poteva essere accordata - Un caso simile non dovrebbe tuttavia più ripetersi

I dati sono nel frattempo già stati trasmessi agli Stati Uniti, un caso del genere non dovrebbe più ripetersi e quindi non vi è più alcun interesse alla vicenda: con queste argomentazione il Tribunale amministrativo federale (TAF) ha dichiarato «privi di oggetto» i primi due ricorsi inoltrati da clienti americani di UBS contro la decisione dell'Amministrazione federale delle finanze (AFF), che l'anno scorso aveva dato via libera alla consegna della loro documentazione bancaria ravvisando indizi di frode fiscale.

Contro il provvedimento erano stati presentati 11 ricorsi. Senza attendere l'esito di questi procedimenti e dopo un ultimatum americano, l'UBS il 18 febbraio ha consegnato al fisco USA (IRS) la documentazione di circa 300 americani: la banca ha chiesto e ottenuto che le venisse ordinato di farlo da parte dall'Autorità federale di vigilanza dei mercati finanziari (FINMA). Richiesto dagli avvocati dei clienti americani il TAF aveva poco dopo ordinato in via cautelare lo stop alla trasmissione dei dati, che però avevano già preso la via per Washington.

Chiamati ora a decidere nel merito, i giudici hanno stabilito che i ricorsi sono ormai superati dagli eventi e quindi «privi di oggetto». Un'eccezione sarebbe eventualmente stata possibile nell'ipotesi che un caso simile dovesse ripresentarsi in futuro ma, argomenta la corte, la probabilità che si ripetano eventi del genere, che comportano di fatto la sospensione dello stato di diritto in un procedimento, è bassa. Questo perché le istanze necessarie hanno sicuramente compreso il problema e metteranno in atto gli strumenti atti a garantire in futuro la protezione giuridica degli interessati. Il TAF non si è espresso sulla legittimità dell'operato della FINMA, ritenendo che la questione potrebbe eventualmente tornare d'attualità se verrà impugnata la decisione dell'autorità di vigilanza. La corte ha comunque ravvisato nei casi in esame sospetti di frode fiscale.

Dalla sentenza emerge inoltre che nella sua richiesta di aiuto l'IRS non ha avanzato dei nomi concreti: si è limitata a indicare in che modo cittadini americani avrebbero frodato le autorità tributarie. Secondo i giudici federali questo sarebbe stato sufficiente per concedere l'assistenza.

 

 

Gianfranco Scardamaglia è una figura attiva nel dibattito politico del Canton Ticino e coordinatore del Movimento Papageno, impegnato nei diritti dei genitori separati e dei figli. È Consigliere Comunale a Losone e interviene regolarmente su temi di giustizia e politiche familiari.

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